DISTURBI DEL SONNO
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Una caratteristica peculiare, che rende il russamento una condizione insolita, è il fatto che spesso il fastidio e il disagio associati al russare sono percepiti in maniera più forte da chi dorme vicino piuttosto che direttamente dalla persona che ne soffre. Tuttavia sono pochi gli studi condotti finora sul russamento che hanno incluso la valutazione degli effetti dei trattamenti sulla qualità del sonno anche dei partner.
Per il russamento primario, cioè quello che si manifesta in assenza degli episodi ripetuti di ipossia che caratterizzano le apnee del sonno, gli interventi non chirurgici consistono nell’utilizzo di dilatatori nasali esterni, lavaggi nasali, posizione laterale durante il sonno e perdita di peso.
Questi trattamenti, mirati a migliorare il flusso dell’aria attraverso il naso e a ridurre l’ostruzione delle vie aeree superiori e la respirazione attraverso la bocca durante il sonno, si sono dimostrati efficaci nel migliorare il russamento nei pazienti con apnee ostruttive del sonno, ma solo i lavaggi nasali hanno ottenuto qualche prova a supporto di un effetto positivo sulla qualità del sonno.
Una ulteriore possibile opzione di trattamento del russamento è rappresentata dal dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD, mandibular advancement device), un apparecchio endorale che fissa la mandibola in una posizione che aiuta adaprire le vie aeree. Questo dispositivo è indicato da alcune società scientifiche per il trattamento del russamento primario, tuttavia i dati di letteratura a supporto sono ancora limitati.
Per approfondire la conoscenza in questo ambito, un gruppo di ricerca statunitense ha condotto uno studio pilota di valutazione e confronto dell’efficacia del MAD verso una terapia combinata che comprende interventi sulle vie aeree e sulla posizione (CAPT, combined airway and positional therapy): dilatatore nasale esterno, lavaggio nasale con soluzione salina e mometasone, mouth taping e mantenimento della posizione laterale durante il sonno.
Nello studio sono state incluse 50 coppie, ciascuna composta da una persona che russava in assenza di apnee notturne (russamento primario) e dal partner durante il sonno, che sono state assegnate in modo casuale a uno dei due trattamenti previsti dallo studio, per un periodo di 4 settimane. Quarantadue coppie hanno completato lo studio, 23 (55%) nel gruppo di trattamento con MAD e 19 (45%) nel gruppo che aveva ricevuto la CAPT.
Tra i soggetti che russavano c’era una prevalenza di donne (26 soggetti, 62%) e l’età media era 48 anni.
L’outcome primario era la risposta al trattamento definita dalla valutazione attribuita dal partner al russamento nel questionario CGI-I (Clinical Global Impression of Improvement scale), che prevedeva opzioni di risposta che andavano da “estremamente migliorato” a “estremamente peggiorato”. Gli investigatori hanno considerato un paziente responder al trattamento quando la valutazione del partner al questionario era “estremamente migliorato” o “molto migliorato”. In base a questi criteri, 21 dei 23 soggetti che russavano (91%) trattati con MAD hanno mostrato una risposta, rispetto a 11 dei 19 pazienti con russamento primario (58%) che avevano seguito la terapia CAPT.
Anche secondo la valutazione diretta da parte dei pazienti con russamento primario (outcome secondario) la percentuale di risposta alla terapia è risultata più alta nel gruppo trattato con MAD (91% vs 44%).
Per quanto riguarda la sicurezza, non sono stati segnalati eventi avversi gravi. Dieci dei 22 partecipanti assegnati al trattamento con MAD (45%) hanno segnalato dolore o fastidio alla mascella per alcuni giorni dopo aver iniziato a usare il dispositivo, risolto spontaneamente. Dei 19 partecipanti al gruppo CAPT, 5 (26%) hanno manifestato una cefalea rinogena di breve durata all’inizio del trattamento con i lavaggi nasali, ma solo in un caso la gravità dei sintomi ha portato all’interruzione dei lavaggi.
«I risultati di questo studio pilota indicano una maggiore efficacia, in termini di percentuale più elevata di soggetti responder alla terapia, del dispositivo di avanzamento mandibolare rispetto alla terapia CAPT nelle persone con russamento primario» commentano gli autori. «Entrambe le opzioni, comunque, sono risultate in grado di ridurre il russamento primario e di migliorare il sonno nelle persone che russano e nei loro partner; inoltre, se utilizzate a breve termine, entrambe sono state ben tollerate e si sono dimostrate sicure. La decisione sul trattamento delle persone con russamento primario dovrebbe essere condivisa tra medici e pazienti, valutando la convenienza, gli effetti avversi e i costi, per scegliere la strategia più appropriata nel singolo caso».
Ioerger P, Afshari A, Hentati F, et al. Mandibular advancement vs combined airway and positional therapy for snoring: a randomized clinical trial. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2024 Jul 1;150(7):572-579.
12 Novembre 2024
Autore: 1951
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