DISTURBI DEL SONNO

Quel dubbio legame tra OSA nei bambini e movimenti periodici degli arti inferiori

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Uno studio spagnolo ha rivalutato i dati sui PLM nell’OSA nei bambini applicando i nuovi criteri criteri di classificazione WASM del 2016.

Nonostante si possano rilevare anche in concomitanza con vari disturbi del sonno, sia nell’adulto sia nel bambino, il ruolo dei movimenti periodici degli arti inferiori (PLM, Periodic Limb Movements) nell’apnea ostruttiva del sonno (OSA, Obstructive Sleep Apnea) non è ancora chiaro. 

Gli studi che hanno indagato questo legame, infatti, hanno prodotto risultati inconsistenti in termini di risposta ai trattamenti e di correlazioni tra la presenza dei movimenti periodici degli arti inferiori e la severità dell’OSA.

In presenza di disturbi respiratori legati al sonno, poi, la valutazione dei movimenti periodici degli arti inferiori è complicata dal fatto che i movimenti delle gambe possono essere innescati anche da eventi respiratori, e in questo caso sono esclusi dalla definizione data dalla World Association of Sleep Medicine (WASM) per i movimenti periodici degli arti.

Fino al 2016, nella griglia di valutazione della WASM per i PLM i movimenti delle gambe legati alla respirazione erano definiti come movimenti delle gambe che avvenivano in un intervallo compreso tra 0,5 secondi prima e 0,5 secondi dopo la fine dell’evento respiratorio. Nella proposta aggiornata del 2016, invece, l’intervallo è stato ridefinito, alla luce dei risultati di studi più recenti, in un periodo compreso tra 2 secondi prima e 10,25 secondi dopo la fine dell’evento.

Questo cambiamento non solo può avere effetto sull’identificazione dei veri PLM, ma potrebbe anche indicare che alcuni dati disponibili sui PLM nell’OSA sono sovrastimati, e che quindi la correlazione ipotizzata potrebbe non essere reale.

Criteri diversi, diversi risultati?

Per cercare di chiarire l’esistenza e la solidità della correlazione tra PLM e OSA, un gruppo di ricerca di un ospedale universitario di Madrid ha condotto uno studio nei propri pazienti pediatrici.

Sono stati inclusi tutti i bambini di età compresa tra 5 e 12 anni che avevano effettuato una polisonnografia notturna di almeno 6 ore tra il 2017 e il 2020 per sospetto di disturbi della respirazione durante il sonno.

I ricercatori hanno analizzato 131 polisonnografie, in base alle quali sono stati diagnosticati 65 casi di OSA e 66 casi di russamento senza apnee ostruttive del sonno. L’età media e la distribuzione per genere era sovrapponibile nei due gruppi.

Analizzando i movimenti delle gambe rilevati dalla polisonnografia secondo i criteri definiti dalla WASM nel 2006, sono state rilevate differenze statisticamente significative tra i due gruppi per tutti i parametri calcolati: indice PLM, indice PLM REM, indice PLM non-REM, indice PLM con risvegli e indice RRLM (movimenti delle gambe legati alla respirazione).

Tuttavia, utilizzando i criteri WASM del 2016 non sono emerse differenze statisticamente significative tra bambini con OSA e senza OSA per quanto riguarda indice PLM, indice PLM REM, indice PLM non-REM e indice PLM con risvegli. 

In termini di gravità dell’apnea ostruttiva, i ricercatori hanno individuato tre livelli in base all’indice di apnea-ipopnea: lieve (28 bambini), moderata (19) e severa (18). Dall’analisi non sono emerse differenze statisticamente significative tra i gruppi di gravità per nessuna delle varianti dell’indice PLM, mentre l’indice RRLM è risultato più alto nei bambini con OSA severa, un risultato prevedibile poiché questo valore dipende dal numero di eventi respiratori.

È emersa una correlazione tra PLM e movimenti delle gambe collegati alla respirazione in tutti i gruppi di gravità, indipendentemente dai criteri WASM considerati.

Utilizzando i criteri del 2006, in 51 bambini (39%) l’indice PLM è risultato superiore a 5/ora; se si considera solo il gruppo dei bambini con OSA, il numero aumenta a 35 (54%).

Se però si applicano i criteri del 2016, i dati sono più bassi: solo 25 bambini (19%) hanno un indice PLM superiore a 5/ora nel campione totale, con una percentuale simile (20%) nel gruppo con OSA.

Una correlazione da riconsiderare

«In passato, diversi studi hanno suggerito l’esistenza di un’associazione tra i disturbi respiratori del sonno e i movimenti periodici degli arti inferiori nei bambini, con una frequenza più elevata rispetto alle altre comorbilità, senza però fornire una chiara spiegazione eziopatologica» spiegano i ricercatori spagnoli. «Questo aspetto, insieme alla mancanza di associazione in base ai criteri WASM 2016 rilevata nello studio, sembra indicare che la correlazione tra OSA e PLM sia stata sovrastimata e che forse non esista».

Reference

González-Merino C, Martínez-Cayuelas E, et al. Obstructive sleep apnea and periodic limb movement in children: is there really an association? Sleep Med. 2024 Jan;113:111-115.


25 Aprile 2024
Autore: Redazione


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