DISTURBI DEL SONNO

Sonno frammentato e aterosclerosi: un possibile meccanismo per spiegare il legame

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Migliorare la qualità del sonno potrebbe rappresentare una strategia preventiva contro il rischio di sviluppare aterosclerosi.

La cattiva qualità del sonno favorisce l’aterosclerosi, ma i meccanismi alla base di tale correlazione non sono ancora conosciuti. Una ricerca statunitense punta l’attenzione sul rapporto tra cattiva qualità del sonno e aumento dei globuli bianchi mediatori di infiammazione Tra i diversi fattori di rischio per lo sviluppo dell’aterosclerosi va considerata anche la cattiva qualità del sonno e in particolare la sua frammentazione. Una ipotesi per spiegare questa associazione prende in considerazione l’influenza dei neutrofili e dei monociti, globuli bianchi mediatori dell’infiammazione, la cui conta aumenta a seguito della frammentazione del sonno, favorendo l’aterosclerosi. Tuttavia, questo meccanismo finora non è stato adeguatamente studiato; soprattutto, l’ipotesi che la frammentazione del sonno porti allo sviluppo di aterosclerosi attraverso l’aumento delle cellule proinfiammatorie del sangue non è stata valutata tenendo conto anche dei fattori conosciuti che contribuiscono all’aterosclerosi: età, sesso, etnia, indice di massa corporea (BMI), abitudine al fumo, pressione sanguigna, uso di farmaci antipertensivi, apnea notturna e insonnia.

Una ricerca per chiarire il legame

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha messo al vaglio  l’ipotesi che l’impatto del sonno frammentato sulla patologia aterosclerotica sia governato, in parte, dalla modulazione dell’aumento dei livelli di neutrofili e monociti e, inoltre, che tale meccanismo si dimostri valido anche in presenza di diversi co-fattori alternativi. I ricercatori hanno quindi analizzato l’associazione tra frammentazione del sonno, conta dei globuli bianchi e misure in vivo dell’aterosclerosi subclinica in un campione di popolazione di oltre 1.600 individui. La frammentazione del sonno è stata misurata tramite polisonnografia e actigrafia per più notti, mentre per quanto riguarda l’aterosclerosi, la popolazione è stata stratificata in base alla severità, indicata dal valore dell’indice CAC (Coronary Artery Calcification). Nell’analisi sono stati considerati l’età, l’indice di massa corporea, il sesso, l’etnia, l’abitudine al fumo, i valori di pressione sanguigna, l’assunzione di farmaci antipertensivi, la presenza di insonnia e di apnee notturne. Per ogni partecipante sono stati poi misurati i livelli di globuli bianchi totali, di neutrofili e di monociti nel sangue. È emerso che la frammentazione del sonno, valutata con entrambe le tecniche, era predittiva di un punteggio CAC più alto attraverso l’associazione con una conta aumentata dei neutrofili. Inoltre, l’associazione tra frammentazione del sonno, conta dei neutrofili e aterosclerosi rimaneva evidente anche quando venivano presi in considerazione gli altri comuni fattori predisponenti.

Indicazioni di salute pubblica

“Nell’insieme, i risultati dello studio sono coerenti con l’idea emergente di un ruolo fondamentale dei neutrofili nell’aterogenesi e stabiliscono che questa associazione è in parte mediata dalla qualità del sonno”, commentano gli autori della ricerca. “Migliorare la qualità del sonno può quindi rappresentare una strategia preventiva attraverso la riduzione dello stato infiammatorio e quindi del rischio di aterosclerosi. Inoltre, le conclusioni dello studio forniscono indicazioni sull’opportunità di rafforzare le misure mirate alla salute del sonno, che possono favorire anche la riduzione del carico di malattia associato alle patologie cardiovascolari”.

Reference

Vallat R, Shah VD, Redline S, et al. Broken sleep predicts hardened blood vessels. PLoS Biol. 2020 Jun 4;18(6):e3000726.


21 Dicembre 2020
Autore: 1951


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