TUMEFAZIONI DEL COLLO

Conoscere meglio la fascite necrotizzante del collo

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La fascite necrotizzante del collo colpisce principalmente le persone con sistema immunitario compromesso. Ma quali sono gli outcome clinici?

La fascite necrotizzante del collo è una grave patologia infiammatoria, che può risultare fatale, colpisce principalmente le persone con sistema immunitario compromesso. Alcuni ricercatori greci hanno analizzato 11 casi di persone immunocompetenti con la patologia, senza rilevare differenze nella clinica o negli outcome del trattamento. Per quanto rara, la fascite necrotizzante del collo è una patologia infiammatoria potenzialmente fatale, con un decorso rapidamente progressivo. Si tratta, infatti, di una infezione fulminante dei tessuti molli e connettivi, che si espande lungo i piani fasciali del collo provocando la necrosi dei tessuti circostanti; essendo associata a sindrome da shock tossico e sepsi, i tassi di mortalità e morbilità sono elevati. La causa più comune è quella odontogena (47% circa dei casi, secondo i dati di letteratura), ma la fascite necrotizzante del collo può svilupparsi anche a seguito di un’infezione della faringe o della sovraglottide o delle tonsille, dopo un trauma o per cause iatrogene; in una percentuale significativa di pazienti (circa 10%) la causa rimane sconosciuta. Nella maggior parte dei casi, la fascite necrotizzante del collo colpisce soggetti con compromissione del sistema immunitario, ma uno studio recente condotto in Grecia ha fornito informazioni relative alle caratteristiche cliniche e agli outcome del trattamento della fascite necrotizzante del collo in una serie di pazienti immunocompetenti.

Le caratteristiche della patologia nei pazienti immunocompetenti

Sono stati analizzati retrospettivamente i dati di 11 pazienti adulti, senza compromissione del sistema immunitario e senza elementi di rilievo nella storia clinica precedente, che avevano ricevuto una diagnosi di fascite necrotizzante del collo presso due ospedali di Atene tra il 2003 e il 2019. La diagnosi era stata posta sulla base della clinica, dei test di laboratorio e dei risultati degli esami di imaging, e in seguito confermata istologicamente. Sei degli 11 pazienti erano uomini e l’età media era 43 anni, con un range variabile tra 17 e 62 anni. Per tutti i pazienti, la presentazione clinica comprendeva eritema del collo e odinofagia e in 10 casi era presente la febbre; 3 pazienti avevano la “voce a patata bollente” e uno la dispnea. La durata dei sintomi variava da poche ore a 3 giorni. La causa dell’infiammazione era diversa a seconda dei casi: 3 pazienti avevano un’infezione laringo-faringea, 2 delle tonsille e 1 della ghiandola salivare; per un paziente la causa era traumatica e per un altro odontogena. Infine, l’origine dell’infezione era sconosciuta per 2 pazienti. Per quanto riguarda i trattamenti ricevuti, tutti i pazienti erano stati sottoposti a intervento chirurgico subito dopo i risultati degli esami di imaging con risonanza magnetica o TC, con incisione del collo e rimozione dei tessuti interessati. In 9 casi era interessato il mediastino anteriore-superiore, ma solo per 2 pazienti è stata eseguita l’estensione dei piani chirurgici al mediastino. Dopo l’intervento, 4 pazienti hanno sviluppato polisierosite. Nove pazienti sono sopravvissuti, mentre gli altri 2 hanno sviluppato una insufficienza multiorgano risultata fatale.

Come gestire i pazienti

«Poiché si tratta di una patologia con un decorso rapido e aggressivo, che può portare alla morte, di fronte al sospetto di fascite necrotizzante del collo devono essere messe in atto tempestivamente tutte le misure disponibili per confermare la diagnosi. L’eritema e il gonfiore del collo e il dolore durante la deglutizione sono i principali segni che devono far nascere il sospetto. La diagnosi e l’intervento chirurgico precoci sono fondamentali per un esito favorevole» sottolineano gli autori dello studio. «L’analisi condotta, inoltre, sembra indicare che non vi siano differenze tra pazienti immunocompetenti e immunocompromessi con fascite necrotizzante del collo, sia per quanto riguarda i risultati clinici, di imaging e di laboratorio, sia per quanto concerne il trattamento. Sono necessari, però, ulteriori studi che includano un maggior numero di pazienti per entrambi i gruppi». Reference Sideris G, Nikolopoulos T, Delides A. Cervical necrotizing fasciitis affects only immunocompromized patients? Diagnostic challenges, treatment outcomes and clinical management of eleven immunocompetent adult patients with a still fatal disease. Am J Otolaryngol. 2020;41(6):102613.


19 Ottobre 2020
Autore: 1951


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