OTOLOGIA
HOME \ AGGIORNAMENTI \ OTOLOGIA \
Un nuovo studio pubblicato su JAMA Otolaryngology–Head & Neck Surgery approfondisce un tema rilevante e ancora poco esplorato: le differenze di sesso e razza nella prevalenza della perdita uditiva lungo tutto l’arco della vita adulta. La ricerca, condotta da Lauren K. Dillard, insieme a Lois J. Matthews e Judy R. Dubno, è stata sviluppata all’interno del Department of Otolaryngology–Head and Neck Surgery della Medical University of South Carolina, a Charleston.
L’obiettivo era duplice: quantificare la prevalenza della perdita uditiva in una popolazione adulta sana, e valutare se, e in che modo, fattori demografici e clinici associati alla perdita uditiva potessero variare in base al sesso e alla razza. La letteratura precedente aveva già documentato una maggiore prevalenza di perdita uditiva negli uomini rispetto alle donne, e nei bianchi rispetto ai neri. Tuttavia, mancavano dati disaggregati sul grado di perdita uditiva, sulla sua distribuzione per età e sull’impatto differenziale di fattori di rischio modificabili in sottogruppi demografici specifici.
Lo studio si inserisce nel più ampio Longitudinal Cohort Study of Age-Related Hearing Loss, avviato nel 1988 a Charleston. L’analisi attuale ha incluso 1.787 adulti con età ≥ 18 anni, in buona salute generale, privi di patologie otologiche o neurologiche attive, o di perdita uditiva conduttiva. I dati, raccolti tra maggio e ottobre 2024, sono stati analizzati con modelli statistici multivariabili aggiustati per età. La perdita uditiva è stata definita come una media tonale pura (PTA) > 25 dB HL (per 0,5–4,0 kHz) nell’orecchio peggiore, e classificata in gradi di severità da lieve a moderatamente grave o peggiore.
La prevalenza complessiva della perdita uditiva nella coorte è stata del 46,2%. Tuttavia, l’analisi per sottogruppi ha rivelato marcate differenze: la prevalenza più alta è stata riscontrata tra gli uomini bianchi (60,7%) e le donne bianche (42,1%), mentre i tassi più bassi si sono osservati nei maschi neri (33,6%) e nelle femmine nere (29,2%). Inoltre, la perdita uditiva più grave è risultata più comune negli uomini bianchi, mentre le donne nere hanno mostrato i valori audiometrici medi migliori alle frequenze medio-alte (≥ 2,0 kHz), anche dopo aggiustamento per l’età.
I fattori associati alla perdita uditiva, analizzati tramite regressione logistica multivariabile sull’intero campione, sono risultati essere: età avanzata, sesso maschile, posizione socioeconomica (SEP) bassa o media, e storia di esposizione al rumore. La razza nera è emersa come un fattore associato a una probabilità significativamente inferiore di perdita uditiva, un dato già suggerito da ricerche precedenti, ma qui confermato con maggiore precisione. Al contrario, altri fattori clinici come fumo, diabete, obesità e patologie cardiovascolari non hanno mostrato un’associazione significativa nel modello multivariabile completo.
Analizzando separatamente i sottogruppi, sono emerse ulteriori specificità. Negli uomini bianchi, l’età è stato l’unico fattore associato alla perdita uditiva. Nelle donne bianche, sia l’età sia un basso SEP risultavano predittivi. Negli uomini neri, ancora una volta l’età era il solo fattore significativo, mentre nelle donne nere il basso SEP si associava alla perdita uditiva, e sorprendentemente le condizioni cardiovascolari (definite come: storia di ictus, dolore toracico, malattie cardiache o ipertensione) sembravano associate a un minor rischio. Gli autori interpretano quest’ultimo dato con cautela, considerandolo potenzialmente spurious e influenzato dall’autodichiarazione delle informazioni sanitarie.
Dal punto di vista clinico ed epidemiologico, questi risultati confermano che la perdita uditiva non può essere considerata un fenomeno uniforme nella popolazione adulta. Al contrario, essa varia sensibilmente in base a caratteristiche demografiche e sociali, e i fattori di rischio modificabili non hanno lo stesso impatto su tutti i gruppi. A parità di esposizione al rumore o di presenza di comorbidità metaboliche, le persone nere presentavano una minore prevalenza di deficit uditivo rispetto ai bianchi. Le cause non sono ancora del tutto chiarite, ma si ipotizza un ruolo protettivo della maggiore pigmentazione dell’orecchio interno (melanina cocleare) o una differente vulnerabilità biologica al danno uditivo da rumore.
Lo studio invita a un approccio più sfumato nella prevenzione della perdita uditiva, con interventi calibrati sulle caratteristiche dei diversi sottogruppi di popolazione. A livello comunitario, questo significa che le campagne sanitarie per la prevenzione del danno uditivo dovrebbero tenere conto delle differenze di prevalenza, di esposizione e di risposta ai fattori di rischio tra uomini e donne, tra bianchi e neri, e tra classi socioeconomiche.
Lo studio presenta alcune limitazioni. I dati sanitari auto-riportati possono essere soggetti a bias di segnalazione. Inoltre, i partecipanti neri erano mediamente più giovani rispetto ai bianchi, anche se le analisi sono state aggiustate o stratificate per età. Circa la metà del campione aveva un elevato status socioeconomico, il che può limitare la generalizzabilità dei risultati ad altre popolazioni. Infine, non è stato possibile esaminare con sufficiente potenza statistica la prevalenza della perdita uditiva in altri gruppi etnici o razziali diversi da bianchi e neri.
In definitiva, questo studio si comporta come una mappa geodemografica dell’udito adulto: evidenzia dove la “strada” del benessere uditivo tende a deteriorarsi prima (come negli uomini bianchi) e dove, al contrario, il “percorso” sembra essere più preservato (come nelle donne nere). E come ogni mappa ben disegnata, può aiutare i decisori della salute pubblica a pianificare percorsi di prevenzione più mirati, equi e personalizzati per ciascun segmento della popolazione.
Dillard LK, Matthews LJ, Dubno JR. Sex- and Race-Specific Prevalence of Hearing Loss Across the Adult Lifespan and Associated Factors. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2025 Jun 1;151(6):576-583. doi: 10.1001/jamaoto.2025.0534.
20 Agosto 2025
Autore: Redazione
2026 © Copyright ORL.NEWS - Eureka Srl - C.F. e P.I. 01841430463
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n.35 del 26/02/2020)
Consulta l'informativa sulla privacy | Contatti