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Sordità improvvisa e HBV: nuove evidenze sull’efficacia degli steroidi intratimpanici

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L’iniezione intratimpanica di steroidi come opzione utile per trattare la sordità improvvisa nei pazienti con HBV.

La sordità improvvisa neurosensoriale (SSNHL) in pazienti con infezione da virus dell’epatite B (HBV) è una delle sfide terapeutiche più complesse in otorinolaringoiatria. Shih-Lung Chen, del Linkou Chang Gung Memorial Hospital, di Taiwan, ha coordinato uno studio recentemente pubblicato sull’American Journal of Otolaryngology–Head and Neck Medicine and Surgery. 

La ricerca si concentra sull’efficacia dell’iniezione steroidea intratimpanica (ITSI) come strategia terapeutica in questa popolazione di pazienti, spesso difficile da gestire a causa della loro condizione clinica di base.

La sordità improvvisa neurosensoriale

La SSNHL è una perdita uditiva acuta, per lo più idiopatica, che può determinare conseguenze permanenti se non trattata tempestivamente. L’approccio standard prevede la somministrazione di steroidi sistemici, ma in presenza di comorbidità come l’infezione da HBV, l’uso prolungato di corticosteroidi ad alte dosi può risultare problematico. È in questo contesto che l’ITSI si propone come alternativa terapeutica: consente di veicolare alte concentrazioni di steroidi direttamente nell’orecchio interno, riducendo al minimo gli effetti collaterali sistemici.

Il virus dell’epatite B, endemico in molte aree del mondo e in particolare in Asia orientale, è noto non solo per i suoi effetti epatici ma anche per le numerose manifestazioni extra-epatiche. Tra queste, sempre più attenzione è rivolta al potenziale ruolo dell’HBV nel danneggiamento della funzione uditiva. Studi precedenti avevano già segnalato un aumento significativo del rischio di SSNHL nei pazienti co-infetti da HBV e HCV. 

I risultati dello studio

Il nuovo lavoro di Chen amplia questa prospettiva, indagando le risposte al trattamento ITSI nei pazienti HBV con SSNHL unilaterale.

Lo studio ha incluso 77 pazienti reclutati retrospettivamente presso il Linkou Chang Gung Memorial Hospital tra il 2018 e il 2024. Tutti presentavano una perdita uditiva acuta >30 dB su almeno tre frequenze contigue, insorta nell’arco di 72 ore. La valutazione audiologica è stata condotta attraverso PTA, timpanometria, soglia di ricezione del parlato (SRT) e punteggio di discriminazione del parlato (SDS), prima e dopo il trattamento intratimpanico. Il protocollo terapeutico prevedeva l’iniezione di desametasone (0,4–0,8 mL) a cadenza settimanale, per un totale di tre somministrazioni.

I risultati mostrano un guadagno medio uditivo di 15,51 dB, con miglioramenti analoghi nella SRT (16,23 dB) e nella SDS (17,55%). Tuttavia, il tasso di guarigione completa secondo i criteri di Siegel è rimasto relativamente basso (7,79%), con una percentuale consistente di pazienti (32,47%) che non ha mostrato alcun miglioramento. L’analisi statistica ha evidenziato due fattori prognostici negativi indipendenti: l’età ≥ 50 anni e la presenza di una perdita uditiva profonda al momento della diagnosi. Anche la vertigine è emersa come un elemento sfavorevole nell’analisi univariata, suggerendo che una sintomatologia vestibolare associata possa indicare un coinvolgimento cocleovestibolare più esteso e dunque una prognosi peggiore.

Uno degli aspetti interessanti emersi dal lavoro riguarda la funzione epatica: non sono state osservate differenze significative negli esiti uditivi tra pazienti con e senza alterazioni dei livelli di ALT, suggerendo che l’eventuale disfunzione epatica non incida direttamente sull’efficacia dell’ITSI in termini di recupero uditivo.

Dal punto di vista fisiopatologico, il razionale dell’uso locale dei corticosteroidi poggia su diversi meccanismi: la riduzione dell’edema e dell’infiammazione, il miglioramento del microcircolo cocleare, il supporto alla funzione della stria vascolare e la stabilizzazione dell’omeostasi ionica. Il trattamento precoce gioca un ruolo cruciale: secondo Chen, ogni giorno di ritardo nell’inizio dell’ITSI può ridurre la probabilità di recupero del 2-3%.

Conclusioni

In conclusione, il lavoro guidato da Shih-Lung Chen conferma l’efficacia dell’iniezione intratimpanica di steroidi come opzione terapeutica per la sordità improvvisa nei pazienti con HBV, pur sottolineando la necessità di un trattamento tempestivo e personalizzato nei soggetti più a rischio, come gli over 50 o coloro che presentano perdite uditive gravi. La gestione della SSNHL in questi pazienti resta una sfida clinica, ma l’ITSI si configura come uno strumento prezioso, sicuro e mirato per affrontarla.

Reference

Chen, S. L., Ho, C. Y., Chin, S. C., Chan, K. C., & Wang, Y. C. (2025). Intratympanic steroid injection for treating sudden sensorineural hearing loss in patients with hepatitis B virus infection. American Journal of Otolaryngology.


23 Luglio 2025
Autore: Redazione


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