ONCOLOGIA
HOME \ AGGIORNAMENTI \ ONCOLOGIA \
L’insegnamento della chirurgia della base cranica rappresenta una delle sfide formative più complesse nel campo della neurochirurgia, e i progressi nel training di chi opera in un’area ad alta complessità sono fondamentali per migliorare gli esiti della chirurgia.
La dissezione cadaverica è la metodologia di riferimento per la formazione mirata all’apprendimento delle tecniche e all’acquisizione delle abilità in neurochirurgia, ma presenta limiti legati ai costi, alla disponibilità di cadaveri e alla mancanza di condizioni patologiche nei campioni anatomici.
Per far fronte a queste criticità, sono stati sviluppati nuovi strumenti didattici che integrano modelli stampati in 3D e ambienti virtuali immersivi, mirati a riprodurre fedelmente la complessità anatomica e patologica della base cranica.
Un recente studio prospettico osservazionale condotto presso il Centro di neurochirurgia dell’Ospedale universitario di Losanna ha valutato l’efficacia di un modello cranico tridimensionale artigianale, associato a simulazioni in realtà virtuale, nell’ambito di un corso avanzato di chirurgia della base cranica. L’obiettivo era valutare il valore educativo, il realismo e la fattibilità di questi approcci combinati nel migliorare la formazione chirurgica.
Il modello è stato costruito utilizzando dati di imaging ottenuti da indagini TC e risonanza magnetica di pazienti con neoplasie intracraniche, e ha permesso di ricostruire con un’elevata fedeltà anatomica e patologica quattro diversi quadri clinici (meningioma del tubercolo della sella, cordoma petroclivale, meningioma falco tentoriale e schwannoma vestibolare) e le relative alterazioni delle strutture neurovascolari circostanti.
Il modello in stampa 3D è stato poi incorporato in un ambiente di realtà virtuale tramite dispositivi montati sulla testa, per analizzare in modo ancora più approfondito l’anatomia dei tumori e le fasi degli interventi, grazie a una visualizzazione tridimensionale dinamica delle lesioni e dei passaggi chirurgici.
Al corso, della durata di due giornate, hanno preso parte 23 clinici, 12 tirocinanti in neurochirurgia e 11 docenti esperti in chirurgia della base del cranio provenienti da diverse istituzioni europee.
Il programma prevedeva mezza giornata dedicata a ciascuno dei tumori considerati, con sessioni teoriche iniziali, seguite da esercitazioni pratiche di dissezione su cadavere e sul modello 3D e simulazioni di realtà virtuale.
I partecipanti hanno eseguito gli approcci chirurgici previsti in coppia, sotto supervisione diretta dei docenti, utilizzando strumentazione neurochirurgica reale.
I tirocinanti hanno compilato un questionario di autovalutazione prima e dopo la simulazione, valutando, su una scala a 5 punti, la propria familiarità con le strutture anatomiche, la comprensione delle relazioni spaziali, la conoscenza delle fasi chirurgiche, la sicurezza nell’esecuzione delle procedure e il livello di agio nella gestione degli strumenti chirurgici.
Per valutare l’efficacia del corso e degli strumenti didattici utilizzati, in particolare il modello stampato in 3D, sia i tirocinanti sia i docenti hanno compilato un questionario con domande a risposta multipla e aperte. Ogni elemento è stato valutato su una scala a 5 punti, dove 1 corrispondeva al completo disaccordo e 5 al completo accordo.
Inoltre, i tirocinanti hanno compilato un questionario post corso per valutare l’accuratezza anatomica, il realismo, il valore educativo e l’usabilità del modello stampato in 3D e della simulazione in realtà virtuale.
L’analisi delle risposte dei questionari pre e post corso ha evidenziato un significativo incremento in diversi aspetti: il punteggio medio attribuito alla familiarità con le strutture anatomiche è passato da 3,6 a 4,3; quelli relativi alla comprensione delle relazioni spaziali e alla sequenza dei passaggi chirurgici sono aumentati da 3,4 a 4,5, mentre quello riferito alla confidenza nell’utilizzo degli strumenti è migliorato da 3,8 a 4,2. Il modello è stato valutato positivamente anche dai docenti per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi didattici (punteggio medio: 4,33).
Dal punto di vista tecnico, la resa della componente ossea è risultata eccellente (valutazione media: 4,5), mentre la simulazione dei tessuti molli è stata considerata funzionale, ma ha evidenziato margini di miglioramento.
Il modello ha inoltre dimostrato elevata usabilità (punteggio medio: 4,7) e un forte potenziale per essere integrato nei programmi di valutazione delle competenze neurochirurgiche.
Le simulazioni in realtà virtuale, infine, hanno ricevuto un punteggio medio di 4,3, a supporto del valore aggiunto dell’immersione tridimensionale per la comprensione anatomica.
«L’integrazione della realtà virtuale e di modelli stampati in 3D nella formazione neurochirurgica è un approccio promettente per migliorare l’esperienza dei tirocinanti, consentendo un apprendimento pratico, standardizzato, accessibile e rilevante dal punto di vista dell’approccio alla patologia» commentano gli autori dello studio. «Sebbene sia ancora necessaria un’ottimizzazione dei materiali per la riproduzione dei tessuti molli, i dati raccolti supportano l’integrazione di questi strumenti nella didattica specialistica, anche in un’ottica di certificazione e di valutazione delle competenze. L’evoluzione tecnologica, coniugata a metodologie didattiche avanzate, apre nuovi scenari per la formazione chirurgica in ambiti ad alta complessità come la base cranica».
Mellal A, González-López P, Giammattei L, et al. Evaluating the impact of a hand-crafted 3D-Printed head Model and virtual reality in skull base surgery training. Brain Spine. 2024 Dec 12;5:104163. doi: 10.1016/j.bas.2024.104163.
20 Maggio 2025
Autore: Redazione
2026 © Copyright ORL.NEWS - Eureka Srl - C.F. e P.I. 01841430463
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n.35 del 26/02/2020)
Consulta l'informativa sulla privacy | Contatti