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Lo screening uditivo universale nei neonati è un programma utilizzato in diversi Paesi per l’individuazione precoce dei disturbi dell’udito, in particolare l’ipoacusia conduttiva.
In Australia, la diagnosi di ipoacusia conduttiva nei neonati e nei bambini è generalmente seguita dalla valutazione specialistica otorinolaringoiatrica, ma in realtà solo pochi studi hanno analizzato il percorso dei neonati dopo una diagnosi di ipoacusia conduttiva posta a seguito dello screening neonatale, in termini di invio alla valutazione specialistica e di esiti in generale.
L’individuazione precoce di questa condizione è importante, considerati i potenziali effetti negativi che una perdita uditiva può avere sullo sviluppo in età infantile.
Per approfondire questi aspetti, un gruppo di specialisti del Queensland Children’s Hospital, il principale ospedale pediatrico dello stato australiano del Queensland, ha condotto un’analisi retrospettiva tramite revisione delle cartelle cliniche su tutti i neonati nati tra gennaio 2014 e dicembre 2018 che avevano effettuato lo screening uditivo neonatale, avevano avuto una diagnosi di ipoacusia conduttiva ed erano stati indirizzati alla struttura ospedaliera per la valutazione specialistica.
Nel periodo considerato i neonati eleggibili allo screening uditivo universale sono stati quasi 366mila: i criteri per l’eleggibilità sono: un’età compresa tra 34 settimane di età gestazionale e 3 mesi, condizioni cliniche stabili, anatomia dell’orecchio nella norma e assenza di anomalie cranio facciali maggiori.
Il 99% dei neonati eleggibili, circa 362mila, ha eseguito gli esami previsti dal protocollo, cioè il test dei potenziali evocati uditivi effettuato su entrambi gli orecchi in due fasi, con il secondo esame ripetuto a distanza di 12-24 ore in caso di necessità di approfondimento dopo il primo.
Circa 5.400 tra i bambini sottoposti a screening (1,5%) sono stati indirizzati agli approfondimenti audiologici, e una quota pari al 12% di questi (circa 600) è giunta all’attenzione del Queensland Children’s Hospital. Infine, 95 neonati tra questi ultimi (14,6%) hanno avuto accesso al servizio di otorinolaringoiatria con una diagnosi di ipoacusia conduttiva.
Gli autori della ricerca hanno messo a confronto le caratteristiche demografiche e cliniche dell’intero gruppo di neonati che non avevano superato il test di screening con quelli che erano arrivati alla valutazione dell’otorinolaringoiatra con diagnosi di ipoacusia conduttiva, individuando alcuni fattori più facilmente associati all’invio dei piccoli pazienti allo specialista: esito negativo allo screening per entrambi gli orecchi o esclusione dal test di screening per motivi medici, nascita pretermine, e presenza di uno o più fattori di rischio per ipoacusia.
Inoltre, la quasi totalità dei neonati indirizzati all’otorinolaringoiatria (93% circa) ha ricevuto una diagnosi di otite media entro il primo anno di età in media, trattata nella maggior parte dei casi con drenaggi transtimpanici.
L’età media dei bambini al momento della prima visita otorinolaringoiatrica era di 427 giorni, indipendentemente dal livello di urgenza definito al momento della diagnosi (urgente, semi urgente, non urgente), dal tipo di referto ottenuto allo screening e dalla presenza di fattori di rischio. Anche l’età media al momento del primo intervento è risultata alta (579 giorni in media).
“Nel complesso, quest’analisi fornisce un quadro di riferimento per comprendere meglio il percorso e gli esiti dei neonati sottoposti allo screening uditivo universale e che vengono indirizzati alla valutazione otorinolaringoiatrica dopo la diagnosi di ipoacusia conduttiva” sottolineano gli autori della ricerca. “I risultati indicano, in particolare, che i tempi per la valutazione e l’intervento in otorinolaringoiatria possono essere lunghi. Sono necessarie, quindi, ulteriori indagini per comprendere meglio le ragioni di questi tempi prolungati, individuare i possibili ostacoli e gli interventi da effettuare, anche con la revisione dei protocolli clinici in audiologia e otorinolaringoiatria. Andrà anche approfondito lo studio dei fattori correlati alla diagnosi e all’intervento per comprendere meglio i risultati ottenuti”.
Collins A, Beswick R, Driscoll C, et al. Otolaryngology outcomes of infants with conductive hearing loss identified through universal newborn hearing screening. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2024 Jun;181:111970.
22 Gennaio 2025
Autore: 1951
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