AUDIOPROTESI
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Indagini recenti hanno riscontrato che l’utilizzo degli apparecchi acustici negli anziani ipoacusici ha effetti positivi anche sul controllo della postura; in pochi di questi studi però si utilizzano misure posturografiche, pre e post applicazione protesica, in soggetti adulti. E un numero di ricerche ancora inferiore ha come soggetti persone anziane.
Questo nuovo studio si basa sull’analisi di test di equilibrio effettuati in pedana stabilometrica su soggetti anziani protesizzati bilateralmente ed esposti ad un rumore di fondo a banda larga. Oltre alla conferma del beneficio fornito dall’amplificazione, un dato molto interessante riguarda gli stimoli visivi e propriocettivi, che, se eliminati, permettono di ottenere il massimo beneficio possibile.
Il mantenimento di una corretta postura è attribuibile all’azione integrata del sistema vestibolare, visivo e somatosensoriale; qualora un soggetto soffra di ipoacusia, farà probabilmente più fatica a percepire la scena acustica in cui agisce, con conseguenti ricadute negative sul mantenimento dell’equilibrio e aumento notevole del rischio di cadute.
Non dobbiamo dimenticare che nei soggetti anziani l’evento “caduta” è al secondo posto tra le cause di infortunio e di morte. L’adozione di apparecchi acustici, ripristinando la funzione uditiva, dovrebbe portare giovamento anche sul fronte motorio, specialmente in soggetti presbiacusici, per i quali il deficit uditivo occupa il terzo posto tra le malattie prevalenti, dopo l’artrite e l’ipertensione.
Una possibile causa dell’aumentato rischio di cadute nei soggetti anziani è da ricercarsi nel fenomeno della “riponderazione sensoriale”, un meccanismo che permette il mantenimento della corretta postura anche quando uno o più input sensoriali non sono pienamente efficienti.
Durante questa sorta di rimodulazione sensoriale, un meccanismo superiore di controllo (feedback) interviene sull’intero sistema, facendo affidamento sugli input sensoriali a maggiore efficienza, rispetto a quelli danneggiato. Nella pratica, se l’apparato uditivo è danneggiato e il sistema vestibolare è carente, l’input somatosensoriale sopperirà a questo deficit e concorrerà al mantenimento di una corretta postura rispetto ad un individuo normoacusico.
Nei soggetti anziani, la sensibilità tattile e propriocettiva si riduce fisiologicamente, impedendo così l’affidamento del sistema vestibolare a input sensoriali alternativi, utili al mantenimento di una corretta postura, esitando quindi in un maggiore rischio di cadute.
Di recente una revisione sistematica della letteratura scientifica ha dimostrato che l’adozione di apparecchi acustici fornisce un’amplificazione utile al mantenimento di una corretta pastura e di un giusto equilibrio, anche se sono auspicabili ulteriori studi controllati per supportare queste prime positive risposte.
Lo studio della relazione tra presbiacusia compensata con apparecchi acustici e implicazioni sull’apparato vestibolare postura non è recentissimo; già nel 2015 Rumalla et al. utilizzarono il test di Romberg per testare 14 soggetti anziani ipoacusici protesizzati, ma allora, forse proprio per l’esiguo campione, non si indagò né sul tipo di ipoacusia e la sua genesi, né sulle caratteristiche dell’amplificazione somministrata.
Degli studi effettuati successivamente, solo quattro hanno impiegato uno strumento diagnostico specifico come la posturografia per valutare la prestazione di soggetti adulti ipoacusici, e di questi solo due testavano individui anziani. I risultati dei due studi però non concordavano: mentre per il primo vi era una relazione positiva tra tempo di utilizzo dell’apparecchio acustico e miglioramento del controllo posturale, il secondo non ha riscontrato questo beneficio. In nessuno degli studi fatti finora ad oggi si è indagato il nesso tra controllo posturale e riponderazione sensoriale.
Questo studio si prefigge di indagare il coinvolgimento di sistemi vicarianti al controllo della postura, quali quello visivo e il somatosensoriale, al variare delle condizioni di disturbo somministrate al campione di studio, oltre alla relazione tra durata dell’amplificazione e prestazione ottenuta.
Il campione è costituito da 30 soggetti, over 40, presbiacusici con PTA media (0,25-8kHz) di 48 dB HL, portatori di apparecchi acustici bilaterali da almeno 8 anni. Tutti sono stati sottoposti ad una valutazione completa della funzionalità vestibolare attraverso vHIT, cVEMP e, oVEMP.
Posti su di una pedana stabilometrica, i partecipanti hanno eseguito il mCTSIB (test di integrazione sensoriale clinica modificata) in quattro condizioni posturali: 1) occhi aperti su superficie rigida, 2) occhi chiusi su superficie rigida, 3) occhi aperti su superficie mobile, 3) occhi chiusi su superficie mobile. Durante l’esecuzione dei test un altoparlante posto alle spalle del paziente emetteva un rumore rosa a banda larga (0,1-4kHz) a 20-30 dB sopra soglia. L'area di oscillazione e la velocità sono state derivate dalle registrazioni del CoP (Center of Pressure) e valutate come descritto negli studi precedenti.
L’analisi della varianza (ANOVA) per misure ripetute con e senza l’apporto dell’amplificazione, per ciascuna delle quattro condizioni posturali, ha confermato il beneficio degli apparecchia acustici sul controllo della postura, in modo specifico per la posizione 4), mentre non è stata trovata una significativa correlazione tra grado di ipoacusia e incremento del controllo posturale.
Per quanto riguarda la vicarianza sensoriale mediata dall’amplificazione degli apparecchi acustici, è stato registrato un notevole apporto dell’apparato somatosensoriale nel modificare l’ampiezza delle oscillazioni, non altrettanto è stato osservato per la velocità del movimento. Il canale visivo, al contrario, pare non abbia contribuito ad alcun supporto sensoriale.
I dati ottenuti da questo studio confermano quanto emerso da altre ricerche: i soggetti anziani con ipoacusia si affidano molto di più agli stimoli somatosensoriali rispetto ai coetanei udenti, e questa compensazione aumenta in presenza di un’amplificazione acustica, specie nelle condizioni posturali più complesse (occhi chiusi su superficie mobile).
Come mai però la vista non ha la stessa compensazione? Una possibile spiegazione risiede nella concomitanza di un deficit vestibolare, che viene normalmente compensato da un apporto somatosensoriale.
Resta il fatto che gli apparecchi acustici apportano un beneficio notevole e che la vicarianza somatosensotiale è paragonabile a quella registrata in soggetti normoacusici. La differenza di risultati con altri studi simili potrebbe essere attribuita a differenti test impiegati, all’ utilizzo di stimoli verbali invece che rumore rosa o a campioni di studio diversamente selezionati. Il grado di perdita uditiva è un’altra variabile da considerare, l’abitudine all’amplificazione, che qualche Autore suggerisce di controllare attraverso la lettura dei dati forniti dal Data Logging dell’apparecchio. Un altro elemento critico potrebbe essere la concomitanza di deficit vestibolari, come riscontrato nella maggior parte del nostro campione; alla luce di questo, sarebbero auspicabili ulteriori approfondimenti su soggetti anziani ipoacusici, ma con apparato vestibolare integro.
Behtani, L., et al. (2024). Hearing Aid Amplification Improves Postural Control for Older Adults With Hearing Loss When Other Sensory Cues Are Impoverished. Trends in Hearing.
05 Dicembre 2024
Autore: 1897
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