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Ipoacusia neurosensoriale nei neonati con cCMV: quando iniziare l’antivirale?

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Posticipare l’avvio della terapia con valganciclovir dopo il primo mese di età non comporta un beneficio clinico secondo i risultati di uno studio internazionale.

Nei bambini la causa non genetica più comune di ipoacusia neurosensoriale è l’infezione congenita da citomegalovirus (cCMV): questa condizione, infatti, si manifesta nel 35% dei neonati con cCMV sintomatica alla nascita (che rappresentano il 10% dei bambini con infezione congenita) e nel 5-10% di quelli che non presentano manifestazioni cliniche dell’infezione.

Un team internazionale di ricercatori, il Collaborative Antiviral Study Group, da circa 30 anni conduce ricerche sugli effetti del trattamento con antivirali nei neonati con cCMV sintomatica; di recente gli studi si sono focalizzati sull’utilizzo di valganciclovir per via orale, rilevando un’efficacia del farmaco, se somministrato entro il primo mese di vita, nel migliorare i risultati dei test audiologici fino a 2 anni di età e oltre, nei bambini sintomatici alla nascita. 

In uno studio pubblicato a maggio 2024, i ricercatori del gruppo hanno voluto valutare se iniziare la terapia antivirale oltre il primo mese di età potesse avere comunque un effetto positivo sull’ipoacusia neurosensoriale nei neonati con cCMV.

Posticipare la terapia è utile?

Lo studio di fase 2, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, è stato condotto in 9 centri del Regno Unito e in 12 centri statunitensi. Sono stati inclusi 35 bambini con età compresa tra 1 mese e 3 anni, con ipoacusia neurosensoriale mono o bilaterale correlata a infezione congenita da citomegalovirus. Al momento dell’arruolamento l’età media dei bambini era 18,7 mesi.

I partecipanti sono stati suddivisi in modo randomizzato in un gruppo di trattamento con l’antivirale valganciclovir (17 bambini) e in un gruppo placebo (18 bambini), e sono stati trattati per 6 settimane.

La maggioranza dei soggetti inclusi, in entrambi i gruppi, presentava un’infezione congenita da citomegalovirus sintomatica alla nascita (82,4% nel gruppo valganciclovir e 66,7% nel gruppo placebo), e nessuno aveva iniziato una terapia antivirale nel primo mese di vita.

I test di valutazione uditiva sono stati eseguiti al basale e a 6 mesi dalla fine del trattamento, per verificare la variazione complessiva dell’udito rispetto al baseline, misura scelta come outcome primario dello studio.

Dei 35 bambini inclusi inizialmente, 32 (16 in ognuno dei 2 gruppi) hanno concluso lo studio.

L’outcome primario è stato valutato in 26 orecchi nel gruppo di trattamento e in 28 nel gruppo placebo, senza rilevare alcun beneficio associato alla terapia antivirale a 6 mesi dal termine: una condizione di miglioramento o stabilità (mancato peggioramento) dell’udito rispetto al basale è stata infatti rilevata nel 77% degli orecchi analizzati (20 su 26) nel gruppo di trattamento rispetto al 96,4% (27 su 28) degli orecchi nel gruppo placebo.

Inoltre, sebbene la carica virale nell’urina e nella saliva dei partecipanti trattati con valganciclovir si fosse ridotta significativamente al termine dello studio, questa diminuzione non è risultata correlata ad alcun cambiamento misurabile nell’udito.

Il trattamento è stato ben tollerato in generale: l’incidenza di neutropenia nel gruppo in terapia antivirale è stata del 5,9%, inferiore a quella rilevata nelle prime 6 settimane di trattamento in altri studi condotti nei neonati più piccoli.

Le possibili spiegazioni

«I risultati dello studio indicano che iniziare la terapia antivirale con valganciclovir dopo il primo mese di età non comporta miglioramento o stabilizzazione degli outcome uditivi nei neonati con ipoacusia neurosensoriale associata a infezione congenita da citomegalovirus» commentano gli autori della ricerca. «Questo potrebbe indicare che esiste una ‘finestra terapeutica’ in cui l’antivirale porta beneficio, forse correlata alla patogenesi dell’ipoacusia neurosensoriale nei soggetti con infezione cCMV. Ma è  anche possibile che 6 settimane di trattamento non siano sufficienti per indurre un beneficio terapeutico misurabile, considerando anche le dimensioni limitate e l’eterogeneità della popolazione analizzata».

Reference

Kimberlin DW, Aban I, Peri K, et al. Oral Valganciclovir initiated beyond 1 month of age as treatment of sensorineural hearing loss caused by congenital cytomegalovirus infection: a randomized clinical trial. J Pediatr. 2024 May;268:113934.


19 Novembre 2024
Autore: 1951


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