OTOLOGIA
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L’acufene cronico colpisce circa il 15% della popolazione adulta, influenzandone la vita quotidiana a causa di problemi significativi quali privazione del sonno, depressione e difficoltà cognitive La causa più comune dell’acufene sembra essere la deprivazione uditiva, poiché la maggior parte dei pazienti con acufene soffre anche di perdita dell'udito. Una qualche interruzione o alterazione di input dalle vie acustiche (coclea, nervo acustico, nuclei del tronco encefalico, corteccia uditiva) può causare una perdita di soppressione dell'attività corticale intrinseca con aumento compensatorio dell’amplificazione neurale, cioè eccitazione nel sistema uditivo centrale. Questo si chiama “potenziamento del guadagno centrale” e si riferisce all’alterazione a lungo termine dell’attività delle sinapsi inibitorie a vari livelli del sistema uditivo.
In letteratura esistono studi che utilizzano l’arricchimento sonoro, cioè un ambiente acustico arricchito con alte frequenze, per colpire l’area di perdita dell’udito nei pazienti con acufene, in quanto sembra che l’arricchimento sonoro riduca l'attività spontanea, provochi una riorganizzazione funzionale nel sistema uditivo centrale e svolga un ruolo protettivo nel sistema uditivo attivando la via dopaminergica.
Sulla base di questo è stato condotto uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Brain and Behaviour, per stabilire un nuovo protocollo di trattamento di arricchimento del suono, costituito da un insieme di rumori bianchi e suoni individualizzati, e valutarne l’efficacia terapeutica in pazienti con acufene.
I ricercatori hanno diviso in due gruppi 96 partecipanti con acufene cronico, assegnandoli al gruppo di intervento (n=52) o al gruppo placebo (n=44). È stata riscontrata una differenza statisticamente significativa tra i gruppi nei punteggi THI (handicap dell’acufene), VAS (scala analogica visiva), TLL (livello di intensità dell'acufene) e MML (livello minimo di mascheramento) (confrontati prima e dopo 1, 3 e 6 mesi trattamento) sin dal primo mese di trattamento. In particolare, si osservava una riduzione di tutti i punteggi, corrispondente a un netto miglioramento clinico, nel gruppo di studio rispetto al gruppo placebo quando è stato utilizzato il trattamento di arricchimento del suono secondo il protocollo raccomandato. La diminuzione dei punteggi nel gruppo di intervento è continuata a un livello statisticamente significativo nel terzo mese post-trattamento per THI (da 57 a 5) e in tutti i mesi per VAS-1 (gravità dell'acufene) e VAS-2 (fastidio dovuto all'acufene).
È stato dimostrato che, in caso di acufene correlato alla perdita dell’udito, si è verificato un miglioramento significativo nella percezione dell’acufene in solo 1 mese con il trattamento di arricchimento del suono, ma soltanto in pazienti in cui il tono dell’acufene è abbinato a un livello di perdita dell’udito tra 45 e 55 dB HL. Pertanto, nella pratica clinica, utilizzare un trattamento di arricchimento sonoro può risultare efficace per trattare questa determinata categoria di pazienti.
Sendesen, E., & Turkyilmaz, D. (2024). Investigation of the effectiveness of sound enrichment in the treatment of tinnitus due to hearing loss. Brain and Behavior, 14(5), e3520.
01 Agosto 2024
Autore: Redazione
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