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Le differenze genetiche tra acufene e ipoacusia

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Un’analisi condotta su un campione molto ampio ha permesso di conoscere meglio l’architettura genomica dell’acufene e di individuare alcuni tratti distintivi rispetto alla perdita dell’udito.

L’acufene (o tinnito) è un disturbo uditivo ad alta prevalenza, e viene percepito come un problema severo da una considerevole percentuale di persone affette. Gli studi di associazione genome-wide (GWAS) hanno indicato che l’acufene è ereditario in una quota significativa di casi e che esistono un’elevata correlazione genetica e un possibile nesso causale tra tinnito, ipoacusia e alcuni disturbi psichiatrici come il disturbo depressivo maggiore.

In particolare, le ricerche hanno evidenziato una forte correlazione genetica tra acufene e perdita dell’udito, ma finora hanno fornito prove limitate e indicazioni parziali su possibili fattori genomici distintivi tra le due condizioni, che sarebbero invece molto utili, in un’ottica di medicina di precisione, per guidare l’approccio terapeutico.

Una metanalisi sulle biobanche

Per cercare di individuare eventuali tratti genomici differenzianti, un gruppo di ricercatori di diversi centri degli Stati Uniti e del Regno Unito hanno condotto una metanalisi su un campione tre volte più grande rispetto a quello considerato nel più esteso studio disponibile di associazione genome-wide sul tinnito, che aveva analizzato i dati di oltre 170 mila soggetti di discendenza europea raccolti nella United Kingdom Biobank.

Il nuovo studio ha portato la popolazione in esame a quasi 600 mila soggetti, considerando anche quelli registrati nella biobanca statunitense Million Veteran Program, consentendo inoltre  di ampliare l’analisi anche a discendenze non europee.

Lo studio di associazione genome-wide è stato effettuato su 3 gruppi distinti per discendenza (europea, africana e latina). Grazie all’ampliamento del campione, nella popolazione di discendenza europea sono stati identificati 29 loci associati all’acufene, con 26 loci aggiuntivi rispetto a quelli individuati nello studio sulla United Kingdom Biobank; considerando anche i soggetti di discendenza africana e latina, sono stati aggiunti altri 9 loci.

Nel complesso, il confronto tra i risultati ottenuti negli studi di associazione genome-wide condotti nella metanalisi ha consentito di identificare 39 loci non sovrapposti associati a rischio di tinnito.

Di conseguenza, le predizioni del punteggio di rischio genetico per l’acufene sono migliorate in modo significativo, anche se al momento è possibile prevedere solo l’1,2% circa della variazione fenotipica dell’acufene nella popolazione di discendenza europea, e i risultati sono significativamente inferiori per i soggetti non europei.

I ricercatori hanno poi condotto un’analisi per caratterizzare l’architettura genetica dell’acufene rispetto a quella della perdita uditiva, utilizzando gli strumenti analitici più avanzati. I risultati confermano l’elevata correlazione genetica tra acufene  e perdita uditiva, con un alto numero di varianti condivise. Tuttavia, emerge un’architettura genetica distinta per le due condizioni: l’acufene è caratterizzato da una poligenicità più elevata e una quota significativa di varianti non è condivisa con l’ipoacusia.

Infine, lo studio ha cercato di chiarire se vi fosse una correlazione tra l’acufene e altre condizioni, individuando una sovrapposizione genetica con uno spettro di disturbi psichiatrici.

Due condizioni geneticamente differenti

«I risultati dello studio suggeriscono che l’insieme dei geni associati all’acufene comprende ampiamente quello associato all’ipoacusia, e sono state identificate e distinte tra loro varianti che possono essere coinvolte sia nell’acufene sia nelle difficoltà uditive e altre specifiche per l’acufene» commentano i ricercatori. «In accordo con quanto emerge dall’imaging, dai potenziali evocati uditivi e dai dati epidemiologici, si conferma che i geni dell’acufene sono sovraespressi nel cervello e nella coclea. Inoltre, le prove della significativa correlazione genetica tra acufene e specifici disturbi psichiatrici forniscono un razionale per ulteriori ricerche genomiche su tale disturbo».

Reference

Clifford RE, Maihofer AX, Chatzinakos C, et al. Genetic architecture distinguishes tinnitus from hearing loss. Nat Commun. 2024 Jan 19;15(1):614.


13 Agosto 2024
Autore: 1951


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