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Per quanto sia stata indagata in diversi lavori, l’associazione tra assunzione di antibiotici macrolidi e rischio aumentato di ipoacusia rimane controversa, perché gli studi e le metanalisi condotte finora hanno fornito risultati contrastanti e non conclusivi.
Nella pratica clinica, però, sono stati osservati casi frequenti, riportati in letteratura, di aumento del rischio di sviluppo di acufeni a seguito dell’assunzione di macrolidi.
La potenziale ototossicità dei macrolidi, quindi, desta preoccupazione, anche in considerazione dell’aumento dell’età media della popolazione mondiale, che richiede una crescente attenzione alla salute dell’udito.
Un gruppo di ricercatori coreani ha condotto una revisione sistematica con metanalisi che comprende tutti gli studi pubblicati finora sull’associazione tra macrolidi e ipoacusia, per studiare in modo più approfondito il potenziale legame.
È stata condotta una ricerca nelle principali banche date di letteratura medica (PubMed, Medline, Cochrane, Embase), nei registri dei trial clinici europei e statunitensi e in Google Scholar per individuare tutti gli studi pubblicati in tutte le lingue fino a maggio 2023 che avessero in qualche modo affrontato l’aspetto della relazione tra esposizione ai macrolidi e sviluppo di sintomi di ototossicità, anche in termini di confronto con placebo o con altri antibiotici. Sono stati inclusi trial controllati randomizzati e studi osservazionali.
Al termine della selezione, i ricercatori hanno analizzato i dati di 13 lavori: 6 trial controllati randomizzati, 5 studi caso-controllo, 2 studi di coorte e 1 studio trasversale (con uno studio che prevedeva due disegni: RCT e studio caso-controllo). In totale, i partecipanti a questi studi erano 1.142.021 (267.546 che avevano assunto macrolidi e 875.089 controlli), con un’età media estremamente variabile (tra 5,7 e 74 anni) così come la quota di donne nella popolazione considerata (da 0 a 74,2%).
La durata media del trattamento con macrolidi variava tra 1 settimana e 24 mesi e l’intervento di controllo era rappresentato da placebo o da un tipo diverso di antibiotico.
Dall’analisi statistica è emerso che il rischio di ipoacusia associato all’esposizione ai macrolidi era significativamente più elevato rispetto ai controlli, con un odds ratio (OR) complessivo di 1,25. Questo risultato è in contrasto con quello di revisioni di letteratura e metanalisi precedenti, che non avevano rilevato una correlazione statisticamente significativa: la differenza è probabilmente dovuta ai dati di trial recenti condotti su popolazioni ampie e di alta qualità metodologica.
I ricercatori hanno condotto anche alcune analisi per sottogruppi. Considerando il disegno degli studi, l’analisi statistica ha indicato un OR di 1,37 per gli RCT e di 1,33 per gli studi caso-controllo, per i quali il rischio di ipoacusia associato ai macrolidi risulta significativamente più alto.
Un’altra analisi per sottogruppi ha analizzato i dati classificando gli studi in base al fatto di considerare malattie infettive specifiche o eziologie multiple: è emerso che il gruppo con eziologie multiple aveva un rischio statisticamente inferiore di ipoacusia rispetto al gruppo con eziologia specifica (OR 1,16 vs 1,53).
«Lo studio ha confermato l’aumento del rischio di ipoacusia associato all’uso di antibiotici macrolidi, che quindi gli operatori sanitari dovrebbe essere valutato con attenzione» commentano gli autori della revisione. «In particolare, occorre cautela nella scelta dei macrolidi per i pazienti con fattori di rischio, come una storia familiare di ipoacusia o un deficit uditivo preesistente, e per i pazienti con riduzione dell’udito in un solo orecchio».
Shim SR, Lee Y, In SM, et al. Increased risk of hearing loss associated with macrolide use: a systematic review and meta-analysis. Sci Rep. 2024 Jan 2;14(1):183.
02 Luglio 2024
Autore: 1951
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