RINOLOGIA

Il ruolo del microbiota nasale nella rinosinusite fungina

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Uno studio ha analizzato il microbiota nasale e le caratteristiche dell’infiammazione nella Fungus ball, confrontandoli con la rinosinusite cronica.

La Fungus ball, o aspergilloma, è la rinosinusite di origine micotica più diffusa. Poiché si tratta di una forma che non invade le mucose, non necessita di un trattamento specifico sistemico o topico e la terapia di prima scelta, quando applicabile, è la rimozione chirurgica dell’agglomerato di materiale fungino non vitale e di secrezioni della cavità paranasale.

Generalmente è asintomatica e l’eventuale comparsa di sintomi è attribuibile a un’infezione batterica concomitante, che richiede un trattamento antibiotico pre e postoperatorio e rappresenta la terapia sintomatica di riferimento nei casi non operabili.

A livello microbiologico, però, le conoscenze sulla Fungus ball sono limitate: per questo motivo un gruppo di ricercatori di un centro universitario della Corea del Sud ha condotto uno studio per caratterizzare meglio il microbiota dei seni paranasali e i profili infiammatori nei pazienti con Fungus ball, confrontando i dati con quelli rilevati in soggetti con rinosinusite cronica.

Le caratteristiche del microbiota e il profilo infiammatorio

Nello studio sono stati arruolati in modo prospettico 13 soggetti con Fungus ball, 14 con rinosinusite cronica, 11 dei quali con poliposi nasale, e 9 controlli senza infezione. La popolazione complessiva era costituita in prevalenza da uomini (22 soggetti), ma la distribuzione per sesso era sovrapponibile nei tre gruppi, così come gli altri parametri considerati (fumo, alcol, asma e allergie) a esclusione dell’età mediana, significativamente più elevata nei pazienti con Fungus ball (64 anni) e con rinosinusite cronica (53,5 anni) rispetto ai controlli (29 anni).

Il 92% (12 soggetti) con Fungus ball era sintomatico per scolo retronasale (6 pazienti), ostruzione nasale (3), percezione di cattivo odore (3), rinorrea purulenta (2) e algie facciali (1). 

In tutti i partecipanti sono stati raccolti tramite tampone campioni dalla cavità nasale e dai tessuti dei seni paranasali, dai quali è stato estratto il DNA batterico. Il microbioma è stato analizzato tramite sequenziamento dell’rRNA. 

L’analisi non ha rilevato differenze significative tra i gruppi nella ricchezza e nell’omogeneità delle specie batteriche, mentre sono emerse situazioni differenti per quanto riguarda l’abbondanza relativa media. A livello di phylum, nei pazienti con Fungus ball i Firmicutes sono risultati meno abbondanti rispetto al gruppo con rinosinusite cronica, mentre i Proteobacteria erano più abbondanti rispetto a entrambi gli altri gruppi. Se si considera invece il genere, i batteri Staphylococcus e Corynebacterium erano significativamente ridotti nei pazienti con Fungus ball rispetto ai controlli.

Analizzando il microbioma core, costituito dai batteri Corynebacterium, Staphylococcus, Moraxella, Streptococcus ed Haemophilus così come definito nel più ampio studio internazionale sul microbioma della cavità paranasale, è emersa una differenza statisticamente significativa nella prevalenza di Staphylococcus tra i gruppi: 31% nella Fungus ball, 43% nella rinosinusite cronica e 89% nei controlli. I batteri di genere Haemophilus sono stati rilevati con maggiore frequenza nei pazienti con Fungus ball (31% vs 0% nella rinosinusite cronica vs 11% nei controlli) e sono risultati quelli con prevalenza più elevata in questo gruppo, e questo suggerisce una possibile associazione Haemophilus e questo tipo particolare di rinosinusite fungina. 

Gli altri batteri, invece, non sono risultati significativamente prevalenti nei campioni analizzati.

Per caratterizzare il profilo infiammatorio sono stati misurati i livelli di citochine infiammatorie nei tessuti nasale, la conta degli eosinofili nel sangue e le IgE totali nel siero.

Rispetto ai soggetti con rinosinusite cronica, nel gruppo di pazienti con Fungal ball i livelli dell’interleuchina IL-5 e della periostina nella mucosa nasale sono risultati significativamente inferiori, così come la conta e la percentuale degli eosinofili nel sangue.

Conoscenze acquisite e gap da colmare

«In questo studio è stata rilevata una diversa composizione del microbiota nei pazienti con Fungus ball rispetto a quelli con rinosinusite cronica, con il riscontro di infezioni miste da batteri aerobi e anaerobi nella Fungus ball. Inoltre, l’analisi dei profili infiammatori suggerisce che la Fungus ball sia associata a un’infiammazione meno eosinofilica e con una minore risposta di tipo 2 rispetto alla rinosinusite cronica» commentano gli autori della ricerca. «Non è ancora chiaro, però, se queste caratteristiche siano la causa o la conseguenza delle infezioni batteriche e fungine. Sono necessari ulteriori studi per capire come queste differenze si verifichino e influenzino lo sviluppo della Fungus ball e dei sintomi clinici».

Reference

Roh D, Shin JH, et al. Sinonasal microbiome and inflammatory profiles in fungal ball and chronic rhinosinusitis. Auris Nasus Larynx. 2023 Dec 6;51(2):242-250.


25 Giugno 2024
Autore: 1951


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