DISFAGIA E DISFONIA

Una semplice valutazione clinica della disfagia post ictus

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Secondo i risultati di uno studio cinese, alcuni segni clinici rilevabili al letto del paziente subito dopo il ricovero per ictus ischemico acuto sono utili a valutare la gravità della disfagia.

Nei pazienti colpiti da ictus ischemico acuto è piuttosto comune l’insorgenza di disfagia, che rappresenta un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di importanti complicanze, come la polmonite da aspirazione e altre infezioni delle vie respiratorie, ed è correlata a prognosi peggiori e all’aumento della mortalità.

La videofluoroscopia è l’esame di riferimento riconosciuto per valutare la disfagia, tuttavia in una situazione acuta come quella che segue l’ictus è necessario uno screening rapido, al fine di individuare la disfagia entro 72 ore dall’evento, prima della ripresa dell’alimentazione per via orale, come indicato dalle linee guida di gestione dell’ictus. I dati indicano, però, che in una quota significativa di pazienti, circa il 20%, questo screening non viene effettuato nei tempi indicati.

È quindi importante per gli operatori sanitari valutare i segni clinici significativi per individuare tempestivamente la disfagia e prevenirne le complicanze.

Un gruppo di ricerca cinese ha identificato cinque segni clinici associati all’ictus ischemico acuto, rilevabili al letto del paziente al momento del ricovero, e ne ha valutato l’efficacia nel predire la gravità della disfagia e la necessità di un trattamento di emergenza.

Cinque segni clinici alla prova

Nello studio sono stati inclusi 737 pazienti adulti con diagnosi di ictus ischemico acuto, confermata alla risonanza magnetica, e ricoverati entro 14 giorni dall’evento in un singolo centro di Shanghai tra il 2018 e il 2019. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a screening per la disfagia mediante il test di deglutizione V-VST (Volume-Viscosity Swallow Test) modificato, entro 24 ore dall’ingresso in ospedale.

I segni clinici da valutare sono stati definiti sulla base dell’insorgenza improvvisa di intorpidimento del viso e della difficoltà a parlare, e sono: i disturbi del movimento della laringe, la difficoltà a gonfiare le guance, le anomalie dei movimenti della lingua, la paralisi facciale e la disartria.

Nella popolazione considerata l’incidenza della disfagia era del 25%, cioè riguardava 184 partecipanti, 123 con disfagia moderata e 61 con disfagia severa.

Nel gruppo dei pazienti con disfagia, l’incidenza di tutti e 5 i segni clinici è risultata più elevata rispetto a quanto rilevato nei pazienti senza disfagia.

In particolare, i disturbi nei movimenti laringei erano presenti nel 44% dei pazienti con disfagia, la difficoltà a gonfiare le guance nel 75%, le anomalie dei movimenti della lingua nel 24,5%, la paralisi facciale nel 59% e la disartria nel 90%.

Analizzando i sottogruppi, nei pazienti con disfagia grave sono state registrate percentuali di positività di questi segni più elevate rispetto a quelle rilevate nei pazienti classificati come moderati (74% vs 29%).

L’analisi statistica nei sottogruppi ha indicato che i disturbi dei movimenti della laringe sono un fattore predittivo indipendente della gravità della disfagia, mentre non è stata osservata alcuna interazione significativa tra la gravità della disfagia e le anomalie dei movimenti della lingua.

Il valore dei risultati

«Nonostante siano necessarie ulteriori ricerche per studiare più approfonditamente questi segni clinici, i risultati dello studio migliorano le conoscenze, poiché dimostrano che i movimenti laringei durante la deglutizione sono un importante predittore della gravità della disfagia nell’ictus ischemico acuto» concludono i ricercatori.

Reference

Zhou H, Huang S, Arikawa K, et al. Clinical signs to predict the severity of dysphagia in Acute Ischemic Stroke patients. Clin Neurol Neurosurg. 2024 Jan;236:108091.


18 Giugno 2024
Autore: 1951


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