ORL PEDIATRICA
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Anche se raramente si manifesta in età pediatrica, l’empiema intracranico può avere gravi conseguenze, alcune delle quali fatali, e può complicare il quadro clinico in presenza di infezioni del naso, della gola e dell’orecchio, come la sinusite acuta e l’otite media, nonostante il trattamento antibiotico.
In questi casi, una diagnosi tempestiva e un trattamento precoce sono fondamentali per evitare complicanze a lungo termine, ma non ci sono raccomandazioni definite a livello internazionale per la gestione dell’empiema intracranico nel setting pediatrico.
Le indicazioni disponibili finora sono state ottenute in studi retrospettivi di piccole dimensioni, su popolazioni non esclusivamente pediatriche o con eziologie diverse, o derivano dall’analisi di serie di casi; spesso, poi, gli studi pubblicati non riportano in modo completo i dati microbiologici.
Da questi lavori emerge che la rimozione chirurgica immediata del liquido accumulato e la terapia con antibiotici ad ampio spettro per via endovenosa sono interventi necessari, e che la collaborazione multidisciplinare e la somministrazione di trattamenti aggressivi sono necessari per ottenere esiti favorevoli.
In assenza di linee guida condivise di gestione di questa condizione, un gruppo di ricerca di un ospedale parigino ha sviluppato un protocollo standardizzato per i pazienti con empiema intracranico, e ha condotto uno studio retrospettivo per valutare le caratteristiche cliniche, radiologiche e microbiologiche dei bambini con malattia correlata a infezioni dell’orecchio e dei seni paranasali gestiti con questo protocollo, e per individuare gli eventuali fattori che possono influenzare la gestione della patologia e l’esito dei trattamenti.
Il modello di gestione applicato dai ricercatori è basato sulla collaborazione multidisciplinare, e prevede l’imaging tempestivo con successivo intervento chirurgico, un regime antibiotico iniziale standardizzato seguito da una personalizzazione in base all’identificazione e alla sensibilità dei batteri coinvolti, l’eventuale applicazione di una terapia anticoagulante e un follow-up con risonanza magnetica.
Nello studio sono stati inclusi 76 pazienti pediatrici con diagnosi di empiema correlato a otite (36 soggetti) o di empiema correlato a sinusite (40), trattati presso l’ospedale parigino nel periodo 2016-2020. Entrambi i gruppi erano costituiti prevalentemente da maschi, e l’età mediana era di 2 anni per i bambini con empiema correlato a otite e di 12 per quelli con empiema correlato a sinusite.
Tutti i bambini al basale presentavano segni di infezione acuta e nel 75% dei casi erano già in terapia antibiotica; nel gruppo dei pazienti con empiema correlato a sinusite erano più diffusi sintomi neurologici come emicrania e convulsioni. L’empiema extradurale è risultato più diffuso rispetto a quello subdurale; quest’ultimo è stato osservato solo in 16 pazienti, tutti con empiema correlato a sinusite.
Tutti i pazienti tranne uno sono stati trattati chirurgicamente: gli interventi utilizzati erano la chirurgia otorinolaringoiatrica o la neurochirurgia da sole, oppure la combinazione delle due tecniche, che è risultata necessaria in 15 casi (1 nel gruppo con empiema correlato a otite e 14 nel gruppo con empiema correlato a sinusite).
In tutti i casi i ricercatori hanno analizzato anche i campioni prelevati dall’empiema e da vari tessuti per identificare i patogeni in tutti i partecipanti allo studio, e per impostare un’adeguata terapia antibiotica personalizzata, che è stata iniziata nella maggior parte dei casi entro 7 giorni dall’avvio del regime standardizzato previsto dal protocollo. La durata totale del trattamento è risultata significativamente più lunga nel gruppo con empiema correlato a sinusite.
Nel complesso, non sono stati registrati decessi e la morbilità è risultata bassa in generale, per quanto significativamente più alta nel gruppo di pazienti con empiema correlato a sinusite.
“L’analisi della presentazione clinica, dell’eziologia e dell’evoluzione della malattia durante il periodo di studio suggerisce l’esistenza di due profili di pazienti con età media, distribuzione microbica ed esiti clinici diversi: l’empiema correlato a otite tende a verificarsi nei bambini più piccoli e ha esiti migliori, mentre quello correlato a sinusite interessa maggiormente i bambini più grandi, ha una presentazione clinica più grave, una morbilità più elevata e richiede una durata più lunga della terapia antibiotica” spiegano gli autori della ricerca. “La morbilità complessivamente bassa e il tasso di mortalità pari a zero testimoniano l’efficacia del protocollo di collaborazione multidisciplinare utilizzato nel nostro Ospedale, che permette una gestione per step delle terapie per questi pazienti complessi, e che può essere ulteriormente migliorato sulla base dei risultati ottenuti e delle differenze rilevate nello studio”.
Raineau M, Crowe AM, Beccaria K, et al. Pediatric intracranial empyema complicating otogenic and sinogenic infection. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2024 Feb;177:111860.
04 Aprile 2024
Autore: 1951
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