VESTIBOLOGIA
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Le vertigini e i disturbi dell’equilibrio sono condizioni spesso associate a cadute e, quindi, a traumi e/o fratture che possono comportare disabilità e, talvolta, essere fatali. Queste correlazioni sono supportate dai risultati di diversi studi, tra cui una ricerca che ha evidenziato come nei pazienti di età superiore ai 40 anni, la presenza di vertigini sia correlata a un incremento di 12 volte nel rischio di cadute auto-segnalate.
Un altro studio ha ulteriormente rimarcato questo dato, dimostrando che il pericolo di subire traumi si è notevolmente intensificato per un anno dopo che i pazienti si erano presentati al pronto soccorso per vertigini.
Tuttavia, nonostante tali evidenze, restano ancora limitate le informazioni sui tassi di caduta tra gli individui con vertigini che si rivolgono agli ambulatori, che sono le sedi dove si rivolge la maggior parte di tali pazienti per ricevere le prime assistenze.
Quando il paziente si presenta in ambulatorio con vertigini, le misure preventive adottate al momento della segnalazione potrebbero avere implicazioni rilevanti sull’impatto dei traumi associati a cadute. In particolare, in questi soggetti gli interventi di fisioterapia (Physical Therapy, PT) sembrano portare a un miglioramento dell’equilibro e ad una diminuzione nel ricorso a misure alternative per prevenire le cadute. Tuttavia, vi è una carenza di prove dirette sull’effettiva riduzione delle cadute associata alla fisioterapia vestibolare.
Data la necessità di esaminare i tassi di caduta e i fattori di rischio sia nella popolazione giovane sia in quella anziana, un recente studio pubblicato su JAMA Otolaryngology - Head & Neck Surgery, ha valutato un’ampia coorte di pazienti per rispondere a tre obiettivi principali:
Lo studio trasversale ha esaminato i dati (anonimizzati) registrati da assicurazioni privatestatunitensi e le richieste per assistenza sanitaria statale dal 2006 al 2015 con informazioni sullo stato socioeconomico, richieste di intervento medico o farmacologico, risultati di laboratorio. In totale, sono stati identificati 805.454 pazienti di età ≥ 18 anni, con una nuova diagnosi di vertigini sintomatiche o disturbi vestibolari secondo la classificazione ICD-9 (International Classification of Diseases, Ninth Revision).
Nello studio sono stati considerati i trattamenti di fisioterapia ricevuti nonché l'incidenza di cadute che richiedevano cure mediche. L'associazione tra la pratica di PT e le cadute verificatesi nei 12 mesi successivi alla presentazione per vertigini è stata stimata dopo aver tenuto conto della sede in cui si presentavano i pazienti (ambulatorio o pronto soccorso), dell'Indice di comorbidità di Charlson (CCI), del codice di diagnosi e delle caratteristiche sociodemografiche.
Dai risultati dello studio è emerso che il 7% dei pazienti che si erano rivolti ad un ambulatorio o al pronto soccorso a seguito di manifestazione di vertigini, avevano richiesto un consulto medico per caduta entro i 12 mesi dalla manifestazione. Il 6% dei pazienti aveva iniziato la PT entro 3 mesi dalla presentazione in ambulatorio; inoltre, è emerso che l’approccio fisioterapeutico veniva adottato principalmente in pazienti di sesso maschile, in soggetti giovani e negli individui con poche comorbidità. I pazienti con molte comorbidità, anche se sottoposti a PT, presentavano un rischio di cadute e traumi più elevato.
Nei pazienti che avevano ricevuto la PT entro 3 mesi dalla presentazione in ambulatorio è stata riscontrata una riduzione dell’86% del rischio di cadute nei 9 mesi successivi al trattamento. Infine, gli effetti della PT risultavano tempo-dipendenti; infatti, le maggiori riduzioni del rischio di cadute si verificavano nei 3 mesi dopo la PT, e diminuivano progressivamente in intervalli di 3 mesi.
Al contrario di studi precedenti che avevano condotto indagini basate sulle testimonianze dei pazienti, questo lavoro ha valutato consulti medici documentati, riducendo il rischio di potenziali bias di memoria del paziente e consentendo, inoltre, di selezionare le cadute più gravi con traumi severi.
Rispetto ai dati presenti in letteratura, che riguardavano per lo più coorti di pazienti anziani, lo studio ha esteso i dati ad una popolazione di età inferiore a 65 anni, che costituiva il 71% dell’intero campione. Inoltre, dai risultati è emerso che i pazienti a cui veniva diagnosticata una specifica causa per le vertigini erano soggetti a un numero di cadute inferiore rispetto a quelli che non ricevevano una diagnosi certa.
Questi dati evidenziano la necessità di non circoscrivere le indagini solamente ai soggetti anziani e di estendere la prevenzione delle cadute a tutte le fasce di età che mostrano sintomi vertiginosi. Inoltre, sottolineano l’importanza del consulto medico e dell’attuazione di misure preventive in questa tipologia di pazienti.
Gli Autori, infine, rimarcano il bisogno di diffondere consapevolezza tra i clinici e di improntare linee guida che possano favorire la gestione di tali sintomi nella pratica clinica.
Marmor S, Karaca-Mandic P, Adams ME. Use of Physical Therapy and Subsequent Falls Among Patients With Dizziness in the US. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2023 Dec 1;149(12):1083-1090.
12 Marzo 2024
Autore: Redazione
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