AUDIOPROTESI

L’influenza dei genitori sull’impiego di un apparecchio acustico controlaterale nel bambino sottoposto a impianto cocleare

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I risultati di uno studio condotto in India e pubblicato sulla rivista Journal of Pediatric Otorhinolaryngology ribadiscono l’importanza di un adeguato supporto informativo alla famiglia.

Negli ultimi anni il numero dei bambini sottoposti a impianto cocleare è cresciuto significativamente anche in India, ma nella maggioranza dei casi si tratta di impianti monolaterali per ovvie necessità di ottimizzazione dei costi. Come misura non invasiva per favorire la rappresentazione binaurale dei segnali acustici viene quindi raccomandato l’impiego controlaterale di un apparecchio acustico, nella classica impostazione bimodale. In questo modo, in genere, migliorano sia la comprensione del linguaggio parlato nel rumore, sia la capacità di localizzare la provenienza delle fonti sonore. Eppure – come attestato in letteratura – in una percentuale non indifferente di casi l’utilizzo dell’apparecchio acustico nell’orecchio controlaterale viene trascurato. E nei bambini la privazione degli opportuni stimoli a un orecchio può comportare una riorganizzazione anomala delle strutture uditive centrali e o livello corticale. Uno studio condotto in India e pubblicato sulla rivista Journal of Pediatric Otorhinolaryngology ha approfondito le ragioni di questa trascuratezza.

Approfondito il punto di vista dei genitori

Il lavoro indiano, in particolare, ha indagato il ruolo dei genitori, sottoponendo ad appositi questionari 97 madri o padri di bambini attorno ai quattro anni di età, sottoposti un paio di anni prima a un impianto cocleare. Gli obiettivi dello studio erano tre: 1) analizzare i fattori che influenzano positivamente il ricorso all’apparecchio acustico controlaterale, 2) verificare la consapevolezza dei genitori sui benefici dell’impostazione bimodale, 3) far emergere eventuali associazioni tra il ricorso o meno all’apparecchio acustico e l’età dell’impianto o la durata del suo impiego prima dell’impianto. Allo scopo, i partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi: i genitori di bambini che utilizzano l’apparecchio acustico per più di sei ore al giorno (gruppo 1), genitori di bambini che non lo utilizzano (gruppo 2), genitori di bambini che lo utilizzano per meno di sei ore al giorno (gruppo 3).

Quali sono le ragioni del ricorso o del rifiuto

Dallo studio è emerso prima di tutto che soltanto il 31,9% utilizzava l’apparecchio acustico con una certa continuità. Riguardo alle ragioni che portano a utilizzare o meno l’apparecchio acustico, la principale (83,9% dei genitori dei bambini che lo usano con continuità) ha affermato che si comporta così perché queste sono state le indicazioni ricevute da personale sanitario, ma va sottolineato che per molti di questi genitori (72,1%) la motivazione è di mantenere attive le strutture neuroacustiche in caso di un futuro impianto. 

Tra le cause, invece, che portano a trascurare il ricorso all’apparecchio acustico, la più gettonata è risultata la mancanza di benefici percepibili (96%), ma hanno rivelato un certo peso anche i costi di un nuovo apparecchio e del cambio delle batterie (89,3%), così come la scarsa accettazione sociale (83,3%) e una serie di problemi tecnici (66,6%). Dai dati non sono emerse associazioni degne di nota tra la continuità d’impiego dell’apparecchio acustico e l’età in cui è avvenuto l’impianto cocleare o il ricorso all’apparecchio prima dell’impianto stesso.

Il gap da colmare resta significativo

Nonostante gli indubbi vantaggi di una correzione acustica binaurale, resta dunque molto da fare per aumentare la consapevolezza dei genitori in questo campo. Per cercare di colmare questo gap gli autori propongono, tra l’altro, di enfatizzare con sessioni pratiche l’importanza di abbinare con continuità l’apparecchio acustico controlaterale all’impianto cocleare, rendendo così percepibili anche ai genitori i risultati che si possono ottenere con le tecnologie più aggiornate, prevedendo contestualmente una serie di controlli periodici sull’effettiva applicazione delle indicazioni. Si tratta, in ogni caso, della conferma che bisogna sempre prestare grande attenzione alle istruzioni fornite ai genitori, in quanto possono influenzare gli esiti a breve e lungo termine della correzione dei deficit uditivi del bambino.  

Reference

Sahana P, Manjula P, Chaithra MC, Parental insights on factors influence hearing aid usage in their children with unilateral cochlear implant, International Journal of Pediatric Otorhinolaryngology (2023), doi: https://doi.org/10.1016/j.ijporl.2023.111656. 


29 Dicembre 2023
Autore: 1952


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