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Non solo audiogramma: la PTA tra mito e realtà

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Al congresso SIAF 2023, un simposio Amplifon: mondo clinico e regolatorio a confronto per far luce su un tema articolato e singolare.

L’audiometria a toni puri per via aerea, e la soglia tonale (PTA) quale suo outcome elettivo, sono da sempre il punto di partenza di molte azioni dello specialista ORL e audiologo-foniatra: la diagnosi di ipoacusia, la definizione del grado di ipoacusia, l’eleggibilità alla protesizzazione acustica e all’impianto cocleare, la prescrizione dell’apparecchio acustico e altro ancora. 

Nello specifico, la media di tre o quattro risposte soggettive a stimoli tonali puri, addirittura riferito a uno solo dei due orecchi (il migliore), è di fatto l’unico elemento considerato dall’attuale Servizio Sanitario Nazionale italiano per definire il grado di ipoacusia di un soggetto. 

Seguendo la stessa logica della media aritmetica, anche il sistema di previdenza sociale, facente capo all’INPS, utilizza ancora tabelle di riferimento di qualche decennio fa per attribuire o meno al cittadino lo stato di invalido civile, condizione essenziale per rientrare nel novero degli “aventi diritto” alla fornitura a carico della Sanità pubblica di un dispositivo medico.

La PTA secondo l’OMS

La PTA è però un parametro universalmente accettato, riconosciuto in tutti i Paesi come descrittore del livello di perdita uditiva; nel recente “World Report on Hearing”, pubblicato nel 2021 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), si ribadisce il concetto e si dettagliano in maniera precisa i differenti valori di perdita, espressi in decibel, cui corrispondono altrettanti livelli di gravità (Tabella 1).

Tab. 1 – Livelli di soglia uditiva ed esperienze di ascolto relative

È interessante notare come già nelle ultime due colonne della tabella appare evidente l’insufficienza del solo valore numerico di soglia e come sia invece necessario contestualizzarlo all’interno di una o più situazioni di vita reale, in assenza e presenza di rumore, così come, peraltro, la stessa OMS suggerisce con la propria classificazione della salute del 2001, più nota come ICF (International Classification of Functioning, Disability an Health), a cui la stessa tabella si ispira. 

La stessa tabella, infine, aggiunge alcune note in calce (vedi sotto) che chiariscono definitivamente il ruolo e l’utilizzo della PTA: 

  • La classificazione in livelli di decibel ha un valore prettamente epidemiologico, utile solo per la definizione sintetica di una soglia media di udibilità soggettiva
  • Se l’obiettivo previsto è la valutazione della disabilità soggettiva, che l’ICF più correttamente definisce “limitazione dell’attività” o l’adizione di un dispositivo medico quale un apparecchio acustico o un impianto cocleare, la soglia non è più sufficiente
  • La soglia tonale non dovrebbe essere impiegata per valutare la capacità di una persona di comunicare in un ambiente rumoroso, la tipica situazione che viene lamentata dall’ipoacusico
  • Quando poi la perdita uditiva è monolaterale, indipendentemente dal livello di asimmetria, il quadro si complica e necessita di un intervento individualizzato sulla persona

SIAF 2023: il simposio Amplifon

L’idea del Simposio Amplifon “NON SOLO AUDIOGRAMMA: LA PTA TRA MITO E REALTA’” prede le mosse proprio da questi dubbi e dall’esigenza di un confronto tra mondo clinico e contesto regolatorio, con una visuale ad ampio respiro, che parte dalla realtà italiana, ma spazia oltre i confini nazionali, per contribuire a far luce su un tema articolato e singolare.

La PTA sarà lo spunto per approfondire argomenti poco noti e a volte sottovalutati, come le ipoacusie nascoste e minime, le perdite monolaterali, che hanno ricadute importanti e conseguenze profonde sulla “ridotta partecipazione” alla vita sociale, così come ci ricorda l’ICF.

Claudia Cassandro, audiologa di Torino, ci parlerà dei quadri audiologici in pediatria, dove da tempo la PTA ha perso il primato. Di adulti ipoacusici discuterà invece Giuseppe Chiarella, audiologo di Catanzaro, riportando l’attenzione sulla PTA. 

Sarà interessante conoscere i meccanismi alla base delle ipoacusie nascoste a sede non centrale, ma cocleare, e le loro manifestazioni soprattutto in presenza di rumore. Una variabile che, ad oggi, non è inserita nei criteri per la classificazione funzionale delle conseguenze dell’ipoacusia. 

Proprio sui parametri normativi, nazionali ed europei, impiegati per definire i livelli di impairment uditivo sarà incentrato l’intervento di Mark Laureyns.

Nel simposio Non solo audiogramma: la PTA tra mito e realtà, attraverso lo scambio di competenze professionali tra figure mediche e tecniche e il confronto tra scenari socio-sanitari nazionali ed europei, sarà discussa l’attuale inadeguatezza di uno strumento nato in un contesto storico, sociale e tecnologico diverso da quello attuale. Il presente è molto più articolato e complesso e le richieste legittime del cittadino non possono più rimanere garanzie di un “avente diritto”, ma devono essere rivalutate in quanto esigenze e aspettative di un “avente bisogno”, con l’obiettivo di ripristinare non soltanto la sensibilità uditiva, ma tutti gli obiettivi di salute previsti dall’ ICF, finalizzati alla qualità di vita dell’individuo.

Partecipa al simposio!

Data e ora: sabato 11 novembre, 13:00-14:00

Luogo: Polo Didattico della Memoria San Rossore 1938,

Via Risorgimento 19, Pisa – Sala auditorium piano terra


11 Ottobre 2023
Autore: 1897


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