AUDIOPROTESI
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Nei bambini ipoacusici se l’approccio scelto è quello uditivo-orale, l’utilizzo dell’apparecchio acustico a partire dai 2-3 mesi di vita risulta utile nel migliorare l’accesso al linguaggio parlato. I neonati, però, non sono in grado di partecipare ai test uditivi comportamentali, volti a valutare i potenziali benefici forniti dall’apparecchio, ma un accertamento precoce di tali benefici è essenziale per determinare la tipologia di trattamento da effettuare.
Il bisogno di una valutazione oggettiva dei potenziali effetti dell’apparecchio ha portato all’introduzione di misure basate sull'elettroencefalogramma (EEG), che non richiedono la partecipazione attiva dell'ascoltatore.
In particolare, le EFRs evocate dal parlato (Speech-Evoked Envelope Following Response) hanno destato notevole interesse in quanto lo stimolo che produce la EFR può somigliare al linguaggio verbale poiché sfrutta cluster di vocali e consonanti. Questa caratteristica potrebbe avere un ruolo chiave nella rappresentazione del funzionamento dell’apparecchio acustico nei bambini affetti da ipoacusia.
Studi precedenti hanno confermato l’utilità delle EFRs in adulti affetti da ipoacusia neurosensoriale, determinata dal processo fisiologico di invecchiamento; in questi individui l’utilizzo dell’apparecchio acustico ha migliorato la capacità uditiva.
D’altro canto, le conoscenze a supporto dell’efficacia delle “envelope following response” in ambito pediatrico sono ancora scarse, e necessitano di ulteriori approfondimenti.
Per tale motivo un gruppo di ricercatori ha voluto valutare se le EFR evocate dal parlato potessero riflettere i benefici dell’apparecchio acustico, in termini di udibilità e discriminazione del linguaggio verbale, in bambini con ipoacusia da media a grave primariamente neurosensoriale.
In 18 bambini, dei quali 6 presentavano ipoacusia monolaterale, di età compresa fra i 6 e i 17 anni, sono state suscitate le EFR tramite sei stimoli fonemici differenti – con le vocali /u/ e /i e le fricative /s / e /∫/ – presentati insieme come /su∫i/. Le EFRs sono state registrate e misurate quando /su∫i/ è stato presentato a 55, 65 e 75 dB SPL tramite auricolari a inserto, in presenza ed in assenza di apparecchi acustici personalizzati.
Dai risultati è emerso che l'ampiezza dell'EFR era significativamente più alta per tutti gli stimoli in presenza di apparecchio acustico ed il grado di variazione dell'ampiezza era guidato dal cambiamento nel livello di sensazione. La rilevabilità delle EFRs è stata principalmente influenzata dall'udibilità; infatti, stimoli associati ad un livello di sensazione più elevato avevano una maggiore probabilità di rilevamento. Inoltre, la sensibilità complessiva dell'EFR nel predire l'udibilità era significativamente più alta in presenza di apparecchi acustici (82,1%) che in assenza di questi (66,5%) e non variava in funzione dello stimolo o della frequenza. Infine, la specificità dell’EFR nell'accertamento della non udibilità è stata del 90,8%.
Questi risultati suggeriscono che il miglioramento, assistito dai dispositivi, nella rilevabilità dell'EFR sia un utile strumento oggettivo per prevedere il cambiamento, facilitato dall'apparecchio acustico, nell'accuratezza della discriminazione vocale.
Data la rilevanza clinica di queste misurazioni, sarà necessario espandere gli studi a pazienti di età minore, incapaci di partecipare a test audiometrici, e che presentano un più ampio spettro di ipoacusie infantili.
Easwar V, Purcell D, Wright T. Predicting Hearing aid Benefit Using Speech-Evoked Envelope Following Responses in Children With Hearing Loss. Trends Hear. 2023 Jan-Dec;27:23312165231151468.
24 Luglio 2023
Autore: 4548
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