ORL PEDIATRICA
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L'ipoacusia infantile permanente (PCHL, Permanent Childhood Hearing Impairment) influisce negativamente nello sviluppo del linguaggio parlato nei bambini. Per tale motivo, la diagnosi tramite lo screening dell'udito neonatale, l'adattamento degli apparecchi acustici (HA) e l'intervento precoce, permettono di migliorare la qualità della vita dei pazienti.
I benefici forniti dagli apparecchi acustici variano in base alla gravità dell’ipoacusia; per i bambini in cui gli effetti benefici risultano limitati, l’utilizzo dell’impianto cocleare, antecedente al 12 mese di età, è stato correlato ad outcome migliori. Questo dispositivo, infatti, è diventato la cura standard per bambini con ipoacusia grave e per quelli che presentano difficoltà nella discriminazione del linguaggio. Pertanto, un’accurata valutazione della capacità di discriminazione del linguaggio nei singoli neonati con PCHL e conseguentemente, dei benefici dati dagli apparecchi acustici, è fondamentale per guidare le decisioni sulla tipologia di trattamento da effettuare.
Attualmente, manca uno strumento clinico convalidato che consenta ai medici di identificare i neonati che possono ottenere solo benefici limitati dagli HA e che, invece, potrebbero essere indirizzati tempestivamente ala valutazione della candidatura all'impianto.
Un metodo praticabile per valutare le basi neurali della discriminazione vocale nei neonati consiste nell'utilizzare l'elettroencefalografia (EEG) oggettiva, tra cui i potenziali evocati uditivi corticali (CAEP) ed il complesso di modificazione acustica (ACC, Acoustic Change Complex).
Analisi precedenti, condotte su pazienti adulti, hanno dimostrato che i CAEP potrebbero essere registrati in risposta non solo alla presenza di suoni, ma anche ai cambiamenti nell'intensità del segnale, nel tono, nel timbro, nella fase e nello spettro, in uno stimolo in corso. La risposta elettrofisiologica a queste variazioni è, appunto, indicata come ACC, questi sono in grado di fornire informazioni sulla capacità del cervello di elaborare le caratteristiche acustiche del parlato che arrivano alla corteccia uditiva dei neonati.
Un recente studio ha esaminato l'utilità di un sistema CAEP per registrare l'ACC al fine di valutare la discriminazione del linguaggio in neonati con PCHL che utilizzavano apparecchi acustici.
Sono stati analizzati 115 bambini (43 con udito normale, 72 con problemi di udito), di età compresa tra 3 e 12 mesi. Gli ACC sono stati registrati utilizzando come stimoli i suoni [szs], [uiu] e un rumore spettrale increspato filtrato con filtro passa-alto a 2 kHz. Le valutazioni sono state condotte all'età di 3-6 mesi e a 7-12 mesi. Le prestazioni funzionali nella vita reale sono state valutate utilizzando un questionario parent-report esaminato attraverso il punteggio PEACH.
I risultati dello studio hanno evidenziato che i tassi di insorgenza e di risposte ACC dei bambini con udito normale non erano significativamente diversi da quelli dei bambini con ipoacusia lieve o moderata provvisti di apparecchi acustici, ma erano significativamente più alti rispetto ai neonati affetti da una forma severa di ipoacusia. In media, non è emersa una differenza statisticamente significativa tra i tassi di risposta misurati a 3-6 mesi ed a 7-12 mesi. Per quanto concerne la relazione tra ACC e le prestazioni funzionali, percentuali più elevate di complessi di modificazione acustica si sono dimostrate associate in maniera significativa allo sviluppo di migliori capacità di processamento delle caratteristiche sonore.
Questo studio supporta l’utilizzo dell’ACC per effettuare una valutazione oggettiva della discriminazione sonora in bambini ipoacusici, di età compresa fra i 3-6 mesi, che hanno usufruito dell’apparecchio acustico per un periodo di 6-8 settimane; ciò ha importanti riscontri clinici, sia nell’ambito della consulenza medica sia nei processi decisionali concernenti l’intervento e la riabilitazione.
Le potenziali applicazioni della misurazione degli ACC per valutare l'efficacia dell'HA, possono estendersi ai bambini con neuropatia uditiva (AN). Indirizzare lavori futuri verso la registrazione dell'ACC nei bambini con AN, infatti, potrebbe contribuire ad identificare coloro che necessitano di impianti cocleari in tenera età, ottimizzando, così, l’outcome clinico di questi pazienti.
Ching TYC, Zhang VW, Ibrahim R, Bardy F, Rance G, Van Dun B, Sharma M, Chisari D, Dillon H. Acoustic change complex for assessing speech discrimination in normal-hearing and hearing-impaired infants. Clin Neurophysiol. 2023 May;149:121-132.
11 Luglio 2023
Autore: 4548
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