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Lo screening dell’ipoacusia negli anziani: quali test utilizzare

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Uno studio condotto a Taiwan ha messo a confronto alcuni semplici test non strumentali per individuare la perdita di udito invalidante negli anziani over 65: l’obiettivo era valutare la sensibilità e la specificità al fine di un utilizzo nell’ambito dello screening.

Secondo i dati dell’OMS, al di sopra dei 65 anni circa una persona su tre sviluppa un’ipoacusia invalidante. Questa condizione, se non adeguatamente trattata, rappresenta un problema di salute pubblica sia dal punto di vista degli effetti negativi per chi ne soffre, sia da quello dei costi per i sistemi sanitari.

Negli anziani, infatti, la perdita dell’udito si associa a difficoltà di comunicazione, isolamento sociale, depressione, declino cognitivo e cadute, oltre a essere un fattore di rischio per la demenza.

L’effetto negativo sulla qualità di vita è importante, ma può essere ridotto con interventi precoci, come l’utilizzo dell’apparecchio acustico o dell’impianto cocleare.

Per cercare di individuare l’ipoacusia in una fase iniziale, e ridurne così l’impatto, è importante lo screening dell’udito. 

Per la valutazione individuale l’esame di riferimento è l’audiometria tonale, che però è difficilmente applicabile nel contesto di uno screening in quanto richiede apparecchiature e condizioni rigorose per dare risultati significativi. Esistono però altri test, semplici e che non richiedono strumentazione particolare, che possono essere utilizzati per lo screening.

Due ricercatori di Taiwan hanno condotto una valutazione della sensibilità e specificità di alcuni di questi test, con l’obiettivo di identificare la modalità più appropriata per individuare l’ipoacusia disabilitante negli adulti di età pari o superiore a 65 anni.

Test di screening alla prova

Nello studio sono stati valutati quattro comuni test di screening dell’udito che non richiedono strumentazione: l’Hearing Handicap Inventory for Elderly-Screening (HHIE-S) nella versione tradizionale cinese, i test a domanda singola, il test del sussurro e il Finger Rub Test.

L’HHIE-S è un questionario con 10 domande che indaga gli aspetti sociali ed emotivi dell’ipoacusia e nello studio è stato somministrato con una intervista in presenza. A ogni risposta data alla singola domanda viene attribuito un punteggio, e la percezione del livello di ipoacusia da parte del paziente è definita in base al punteggio totale: in questo caso, i punteggi superiori a 8 sono stati considerati indicativi di disabilità uditiva.

Sono stati valutati anche tre test a domanda singola, che prevedevano un sì o un no come uniche opzioni di risposta: “Pensi di avere ipoacusia?”, “Trovi impegnativo comunicare al telefono?” e “I tuoi familiari e amici pensano che tu tenga il volume del televisore troppo alto?”

Il test del sussurro prevedeva che l’esaminatore sussurrasse tre numeri, ciascuno composto di tre cifre, simultaneamente in entrambe le orecchie dei soggetti esaminati: l’impossibilità di ripetere correttamente due delle tre risposte indicava una disabilità uditiva.

Infine, nel Finger Rub Test l’esaminatore schioccava le dita vicino a ciascuna delle orecchie del partecipante, che doveva alzare la mano quando avvertiva il suono. La mancanza di risposta per entrambe le orecchie è stata considerata indicativa di ipoacusia.

Sono stati inclusi 577 soggetti, suddivisi in due gruppi in base all’età: 338 (77 uomini, 261 donne) nella fascia 65-79 anni, 239 (70 uomini, 169 donne) con età uguale o superiore a 80 anni. Tutti hanno effettuato un esame audiometrico tonale, che ha rilevato un’ipoacusia disabilitante nel 46% degli uomini e nel 27% delle donne nella fascia 65-79 anni; nella fascia di età più alta le percentuali erano del 78% e del 62% rispettivamente. L’analisi statistica ha evidenziato una significativa differenza nella prevalenza dell’ipoacusia in relazione sia al genere sia all’età.

Confrontando i risultati dell’audiometria con quelli ottenuti nei test non strumentali presi in considerazione è emerso che solo il test a domanda singola sull’autopercezione dell’ipoacusia (sensibilità: 0,7064; specificità: 0,7225) e il test del sussurro (sensibilità: 0,7833; specificità: 0,7708) sono in grado di raggiungere sia una sensibilità sia una specificità superiore al 70% nei soggetti con età uguale o superiore a 65 anni.

Indicazioni per la pratica clinica

«In base ai risultati dello studio, il test del sussurro è consigliato per identificare una perdita uditiva invalidante, cioè superiore a 40 dB nell’orecchio migliore, negli adulti di età pari o superiore a 65 anni» commentano gli autori dello studio. “«Tuttavia, se le condizioni non lo consentono, è accettabile anche il test a domanda singola di autopercezione dell’ipoacusia. Invece, il test HHIE-S non sembra essere un test sufficientemente valido per rilevare l’ipoacusia invalidante negli anziani a partire dagli 80 anni».

Reference

Ting H-C, Huang Y-Y. Sensitivity and specificity of hearing tests for screening hearing loss in older adults. Journal of Otology 2022;doi: https://doi.org/10.1016/j.joto.2022.11.003.


10 Maggio 2023
Autore: 1951


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