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EuroTrak Italia 2022: il ruolo fondamentale dello specialista nel percorso del paziente ipoacusico

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Il report recentemente pubblicato offre una fotografia del panorama Italiano sul paziente con ipoacusia e sull'utilizzo degli apparecchi acustici.

Dopo 4 anni dall’ultima edizione, sono stati pubblicati i risultati della ricerca “EuroTrak Italia 2022”. Con un pool di più di 15.000 intervistati, il report offre un ampio range di informazioni sull’adozione degli apparecchi acustici, la prevalenza dell’ipoacusia auto-percepita, le più importanti fonti di informazione dei pazienti, così come la soddisfazione e i benefici ottenuti nella vita quotidiana dai pazienti. 

Il valore aggiunto della ricerca risiede nel suo forte potenziale comparativo, essendo eseguita a cadenza triennale, da più di dieci anni, nei maggiori Paesi UE. La recente pubblicazione dei risultati italiani offre un’occasione importante per capire come si pone il nostro paese rispetto al panorama internazionale, offrendo una fotografia dei punti di forza così come di ulteriori margini di miglioramento. Vediamo nel dettaglio alcuni dati di rilievo.

Ipoacusia e apparecchi acustici

Il tasso di adozione dell’apparecchio acustico è cresciuto del 5% rispetto al 2018: nel 2022 è infatti il 35,2% degli ipoacusici a possedere un apparecchio acustico. Tuttavia, l’Italia rimane uno dei paesi con il tasso di adozione più basso d’Europa. Nella ricerca è stato registrato un lieve aumento della prevalenza dell’ipoacusia auto-percepita, passando da 11,7% nel 2015 al 12,4% nel 2022, dato probabilmente dovuto al progressivo invecchiamento della popolazione e alla bassa accessibilità agli apparecchi rimborsati dallo Stato (le soglie di perdita in dB necessarie per averne diritto, definite nei LEA 2017, sono tra le più alte a livello mondiale). 

Il percorso del paziente ipoacusico

Emerge incontrastato il ruolo del medico specialista ORL/Audiologo nel percorso del paziente ipoacusico, prima fonte di informazione per la popolazione. Per il 46% dei portatori, lo specialista è stata la figura più influente nella decisione di protesizzazione, seguito dal peggioramento della perdita uditiva e dal consiglio del medico di base. 

Lo specialista è anche la figura che esegue il 70% dei test dell’udito, uno dei numeri più alti in Europa. Tuttavia, solo il 30% della popolazione è stata sottoposta ad un esame audiometrico negli ultimi 5 anni. Questo dato fa emergere la necessità di investire sempre di più in prevenzione e consapevolezza dell’importanza di intervento.

Un focus sulla multidisciplinarietà

Nel percorso del paziente ipoacusico, emerge rispetto al passato anche il ruolo del medico di medicina generale, con una maggiore propensione a consigliare ai pazienti una visita dal collega specialista.

Il ruolo fondamentale dello specialista ORL/Audiologo va di pari passo con la costante collaborazione multidisciplinare con il comparto delle cure primarie, fino ad arrivare all’erogazione del servizio degli audioprotesisti, giudicato altamente qualitativo. Il 3% degli intervistati portatori di apparecchio acustico si dichiara soddisfatto del servizio, un dato sopra la media europea. Non solo, il 97% ha inoltre dichiarato che l’apparecchio acustico ha migliorato la propria qualità di vita. 

A conclusione di questa fotografia, è rilevante che l’Italia risulti il paese con la più alta aderenza terapeutica in EU per quanto riguarda le protesi acustiche: solo il 4% dei portatori è infatti rientrato tra i “cassettisti”, ovvero tra coloro che tengono gli apparecchi nel cassetto senza utilizzarlo. 


22 Febbraio 2023
Autore: 4405


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