OTOLOGIA
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L’Organizzazione mondiale della sanità promuove e sostiene per l’assistenza agli anziani un approccio multidisciplinare integrato, focalizzato sulla persona, con l’obiettivo di favorire l’invecchiamento in salute. In quest’ottica, gli operatori sanitari dovrebbero essere preparati ad affrontare, in particolare, condizioni croniche che hanno effetto sulla capacità visiva, uditiva, motoria e cognitiva dell’anziano, e di conseguenza con la sua capacità di inserimento e interazione in un contesto sociale.
Per cercare di preservare il più possibile la qualità della vita durante l’invecchiamento, è importante riconoscere le persone con ipoacusia, disturbi dell’udito o difficoltà nella comprensione delle parole in ambienti rumorosi che manifestano anche segni potenzialmente indicativi di declino cognitivo, come problemi di memoria e difficoltà di comunicazione, per esempio nella scelta delle parole.
Gli audiologi, in particolare, hanno un ruolo importante in questo senso.
In un recente articolo pubblicato su Hearing Review, Barbara E. Weinstein ha presentato alcune considerazioni sullo screening dello stato cognitivo e sui possibili approcci a disposizione degli audiologi per identificare i pazienti che, pur in assenza di una diagnosi, presentano segni di declino cognitivo o demenza.
In generale, in accordo con diverse organizzazioni internazionali, non è raccomandato che gli audiologi effettuino uno screening formale dello stato cognitivo mirato a individuare il deterioramento cognitivo lieve o la demenza negli adulti asintomatici o nei pazienti a rischio.
È però importante che conoscano i comportamenti associati al declino cognitivo lieve e alla demenza e siano in grado di cogliere i segnali d’allarme, soprattutto nei pazienti più anziani, considerando la loro storia clinica sotto tutti gli aspetti.
L’anamnesi dovrebbe includere domande su un’eventuale storia di cadute, su cambiamenti nella memoria (per esempio se il paziente dimentica la collocazione degli oggetti), su eventuali difficoltà nell’esprimere pensieri e idee o nel comprendere le parole in ambienti rumorosi; inoltre, è utile chiedere al paziente se ritiene che i problemi di udito interferiscano con le normali attività quotidiane.
Può essere necessario indirizzare il paziente a uno specialista se, per esempio, si deve ripetere spesso una domanda o se il paziente la fraintende, se impiega più tempo rispetto al solito per elaborare le informazioni fornite e rispondere alle domande, se ha difficoltà a esprimersi rispondendo alle domande o se fa fatica a seguire le indicazioni.
Anche i familiari e i caregiver possono fornire informazioni utili, che possono essere raccolte in modo efficace tramite questionari validati.
Inoltre, nel consigliare un intervento mirato a migliorare l’udito degli anziani, l’audiologo deve tenere conto delle informazioni raccolte sullo stile di vita e delle eventuali segnalazioni e preoccupazioni del paziente sullo stato cognitivo e della memoria.
Accanto a queste strategie informali, in seguito all'acquisizione di esperienza nella somministrazione dei test e nell’interpretazione dei risultati basati su diversi test oggettivi, si possono utilizzare anche approcci formali allo screening per valutare le funzioni cognitive. Tra questi ci sono il Memory Impairment Screen (MIS), il Mini-Cog e il Montreal Cognitive Assessment test (MoCA). Poiché le difficoltà uditive potrebbero essere associate allo sviluppo della demenza e potrebbero influire sui risultati dei test, in questi pazienti è importante valutare anche lo stato dell’udito.
«Gli audiologi devono ampliare il proprio bagaglio di conoscenze per poter lavorare efficacemente con le persone con declino cognitivo e demenza. A questo scopo, è importante essere in grado di riconoscere i comportamenti associati alla demenza, saper comunicare in modo efficace con questi pazienti e migliorarne il più possibile la capacità uditiva per aiutarli a mantenere o a migliorare la qualità della vita» commenta Barbara E. Weinstein. «Si trattta di un’enorme opportunità per avere un effetto positivo sia sulla salute dell’udito sia sullo stato cognitivo dei nostri pazienti».
Weinstein BE. Fundamentals of screening for mild cognitive impairment and/or dementia. Hearing Review. 2022;30(1).
16 Febbraio 2023
Autore: Redazione
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