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«Un’affascinante lettura che conquista per il viaggio che consente di compiere attraversando conoscenze scientifiche, letterarie, storiche e tecniche, indicata per chiunque voglia approcciarsi a qualsiasi delle professioni che abbiano a che fare con l’udito e la comunicazione»: è questo l’inizio della motivazione con cui Daniele Donzelli, presidente del Pio Istituto dei Sordi di Milano, ha conferito il premio “don Giulio Tarra” al libro Il silenzio è d’oro? – Un viaggio tra i silenzi e il mondo dei suoni, curato da Umberto Ambrosetti ed Eleonora Carravieri, edizione Clorofilla 2021.
Il Premio don Giulio Tarra istituito dalla Fondazione Pio Istituto dei Sordi Via Giason del Maino, Milano, oggi alla sua quinta edizione premia con cadenza biennale monografie e curatele, articoli-capitoli di libro. I lavori vengono giudicati da una commissione di esperti qualificati in varie discipline.
Prosegue la motivazione: «La modernità ha falsamente suggerito l’idea di poter fare a meno di conoscenze di così ampio respiro, limitandosi a dati pur importanti, ma che appiattiscono lo spessore delle diverse figure professionali. Ambrosetti e Carravieri, coinvolgendo figure apparentemente distanti nella composizione di queste pagine, hanno compiuto un’opera incantevole, grazie alla quale il lettore attraverserà una strada che porta dall’antica Grecia a Quadrophenia, passando per Beethoven e la sua sordità».
E conclude: «Chi si dedicherà alla lettura di questo volume avrà modo di ragionare sul silenzio voluto delle pause, di quello condannato della sordità, o di quello desiderato della persona affetta da acufene, fino a riflettere sulla vita senza silenzio dei nostri luoghi invasi dal rumore».
Il Pio Istituto Sordomuti Poveri di campagna, promotore del premio, nasce nella seconda metà dell’800 grazie alla generosità del Conte Paolo Taverna che si avvale dell’aiuto di don Eliseo Ghislandi, giovane catechista dell’Imperial Regio Istituto di Milano.
Dagli incontri tra il Ghislandi e il Conte Taverna, risalenti al 1850, nasce l’idea di realizzare un istituto che potesse occuparsi dei bisogni delle persone sorde; negli anni successivi i due filantropi avviano progressivamente la realizzazione dell’Istituto.
L’Istituto da subito si preoccupa degli aspetti educativi degli assistiti e già nel 1855 rileva la necessità di provvedere alla nomina di un rettore che ne assumesse la direzione; l’8 giugno 1855 il giovane don Giulio Tarra, già avviato alla conoscenza del linguaggio mimico dei sordi dal pittore sordo Felice Carbonera, viene nominato primo rettore dell’Istituto.
Don Giulio Tarra si dedica da subito alla predisposizione di nuovi metodi di studio per i giovani sordi sviluppando sempre più il cosiddetto “metodo orale” con il quale sostituisce il “metodo mimico” tradizionale.
L’Istituto diretto da don Giulio Tarra diventa un esempio e un riferimento per gli analoghi istituti sorti nelle città lombarde e nel 1871 don Giulio Tarra dà l’avvio alla pubblicazione del periodico “L’educazione dei sordomuti” mentre, in occasione dell’esposizione internazionale di Parigi del 1878 e su invito del Ministro dell’Istruzione, don Giulio Tarra prepara una relazione relativa all’uso del metodo da lui predisposto. Nel novembre del 1885 comincia a funzionare la nuova casa di Via Galvani inaugurata ufficialmente solo il 17 giugno dell’anno successivo.
Il 10 giugno del 1889 scompare don Giulio Tarra cui succede nella carica di rettore don Luigi Casanova.
A seguito della legge 4 agosto 1977, 517 “Norme sulla valutazione degli alunni e sull’abolizione degli esami di riparazione nonché altre norme di modifica dell’ordinamento scolastico” l’insegnamento ai sordomuti viene affidato alle scuole pubbliche e l’Istituto assiste alla progressiva diminuzione dei suoi alunni fino alla chiusura dell’attività didattica avvenuta nel giugno del 1994.
A seguito di questi eventi il Pio Istituto Sordomuti ha avviato una riconversione del proprio patrimonio al fine di poter definire, in modo nuovo e in parte diverso, le risorse disponibili per avviare nuovi interventi assistenziali.Con deliberazione della Giunta Regionale n. 29421 del 13 novembre 1992, che ha dato applicazione alle leggi regionali 27 marzo 1990 n. 21 e n. 22 le quali hanno recepito la precedente sentenza della Corte Costituzionale n. 396 del 24.3/7.4.1988, l’Istituto modifica il proprio assetto istituzionale ritornando alla originaria natura giuridica privata diventando Fondazione Pio Istituto dei Sordi amministrato da un Consiglio d’amministrazione costituito da un presidente, un vice-presidente, 3 consiglieri e un revisore legale.
09 Novembre 2022
Autore: Redazione
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