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Dalle linee guida alla pratica clinica, preparando il futuro con la telemedicina: news dal XX Congresso AIOLP

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Il mese scorso si è tenuto il Congresso AIOLP a Bari. Qui riassumiamo le principali novità emerse.

Nella cornice della meravigliosa città di Bari e con una spettacolare cerimonia inaugurale sulla portaerei Cavour (CVH550) della Marina Militare Italiana, mercoledì 28 settembre è iniziato il XX Congresso nazionale AIOLP (Associazione Italiana Otorinolaringoiatri Libero Professionisti) con Presidente Prof. Ciro Lucio Vigliaroli, che si è concluso sabato 1° ottobre dopo 4 intense giornate di lavori. 

Duecento relatori in faculty, 20 sessioni scientifiche, 24 corsi teorico-pratici, 6 letture magistrali, 50 comunicazioni, 8 presentazioni video, 5 concorsi con relativi premi per un totale di 620 presenze; questi sono stati solo alcuni dei numeri dell’evento! Accanto a classiche tematiche dell’otologia, neurotologia, audiologia, rinologia, oncologia, ORL pediatrica e medicina del sonno, trattate in maniera esaustiva da relatori di elevato spessore nazionale e internazionale, grande spazio hanno avuto nell’evento la telemedicina e le innovazioni tecnologiche, così come argomenti multidisciplinari e afferenti a branche specialistiche diverse, ma complementari, quali l’odontoiatra, la chirurgia maxillofacciale, l’anestesiologia, la radiologia e la chirurgia vascolare. Inoltre, su più sale, oltre alle sessioni si sono articolati una serie di corsi teorico-pratici, che hanno permesso di acquisire abilità di immediata applicazione una volta al rientro nelle proprie cliniche e ambulatori, grazie al contatto diretto con tutor di altissimo livello.

Prima di calarsi nel vivo delle attività scientifiche, gli iscritti hanno potuto svolgere l’esperienza unica di eseguire una visita guidata della portaerei, l’unità più rappresentativa della Marina Militare, e di approfondire alcune delle attività cliniche in presenza e da remoto che tradizionalmente integrano quelle dei medici a bordo, vista la distanza dalla terraferma cui l’equipaggio è costretto anche per lunghi periodi e che rende la telemedicina imprescindibile in questa realtà parallela, già da molto prima della pandemia COVID-19.

Spazio alla telemedicina

Tema centrale di tutto l’evento è stata proprio la telemedicina della quale il Presidente Prof. Ciro Lucio Vigliaroli si occupa da anni, con lo scopo di studiare tecnologie “smart” che possano affiancare le modalità tradizionali e in presenza, soprattutto in ambito audiologico. Nella sessione di teleaudiologia, in particolare, è stato presentato lo stato dell’arte sugli ultimi avanzamenti che ci sono stati dal 2020 ad oggi, quando la situazione di lockdown mondiale generalizzato ha costretto il settore medico e ingegneristico a mettersi in discussione e sviluppare piattaforme sostenibili, o implementarne di già esistenti. Questa brusca accelerazione ha assicurato supporto e contatto anche ai pazienti ipoacusici in un momento difficile come la pandemia COVID-19 durante la quale, più che mai, hanno vissuto una situazione di frustrazione e distress psicologico, amplificata senza dubbio dall’utilizzo delle mascherine che determinavano attenuazione sonora e impossibilità di lettura labiale.

Un disagio ancora maggiore è stato sicuramente avvertito dai pazienti portatori di impianto cocleare (IC), che necessitano di cure postoperatorie per tutta la vita, la cui crescente domanda sta spesso creando pressione sulle cliniche, e la necessità di revisionare l’attuale pratica dei controlli annuali è al momento oggetto di dibattito come mostra la letteratura sull’argomento. Le maggiori ditte di IC hanno fortunatamente sviluppato una serie di mobile applications, scaricabili dai pazienti direttamente sul proprio smartphone, così come portali destinati ai medici per la valutazione e il monitoraggio a distanza del paziente adulto e pediatrico con impianto cocleare, con la possibilità di misurare l’impedenza del dispositivo, valutare la performance mediante test del parlato nel rumore, ottenere un audiogramma direttamente con IC, scattare foto del sito d’impianto e rispondere a questionari fino alla possibilità di un “remote programming”, il tutto in contatto con la clinica di riferimento. Anche la telelogopedia rappresenta una nuova modalità utile nel percorso terapeutico del paziente disfagico, portatore di IC, con paralisi del nervo facciale e ancora con disturbi della voce con la possibilità di un protocollo integrato in un setting ambulatoriale e da remoto e un’attrezzatura tutto sommato semplice e di cui tutti oggi disponiamo che consiste in un PC o tablet, una buona connessione e un ambiente silente, con l’opportunità di registrare le sedute e rivedere con calma gli esercizi.

La vera novità della sessione, poi mostrata in “real practice” nel corso teorico-pratico di teleaudiologia, sono stati i dati preliminari di uno studio condotto in collaborazione con l’Aeronautica Militare riguardo un nuovo apparecchio in grado di eseguire un esame audiometrico a distanza e di testare la via aerea e la via ossea; i primi 100 soggetti esaminati, infatti, non hanno mostrato differenze statisticamente significative per tutte le frequenze testate con l’esame audiometrico tonale convenzionale.

Multidisciplinarietà nella gestione delle OSAS

Innovativa e dal taglio squisitamente pratico la sessione mattutina del 29 settembre, dedicata alla Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS), presieduta dal Dott. Gallina e focalizzata sul management terapeutico con CPAP.

Tutti gli interventi, sapientemente moderati dal Dott. Arigliani hanno messo in evidenza la sempre crescente multidisciplinarietà con cui ci si approccia ad una patologia complessa come l’OSAS, che vede coinvolti nel suo percorso diagnostico-terapeutico diversi specialisti oltre all’otorinolaringoiatra. 

L’interessante punto di vista foniatrico offerto dalla Dott.ssa Sciancalepore ad esempio ha conferito all’OSAS la connotazione di patologia del vocal tract, dal momento che le anomalie del tratto aereo sovraglottico in termini di volume, conformazione, compliance e biomeccanica tissutale, rappresentano fattori responsabili delle alterazioni della qualità vocale. Pertanto, è stata dimostrata nei pazienti con OSAS un’alterazione dei parametri elettroacustici e spettrografici della voce, in maniera strettamente correlata all’indice di severità di malattia. 

Non poteva mancare un approfondimento sui meccanismi fisiopatogenetici di base delle apnee e ipopnee del sonno, con una descrizione particolareggiata da parte del Dott. Eibenstein del controllo del drive respiratorio centrale sul tono muscolare delle vie aeree superiori. 

Per quanto riguarda l’inquadramento diagnostico è stata sottolineata dal Dott.Bianchi l’importanza della sleep endoscopy per una corretta modulazione delle opzioni terapeutiche, (inclusa la titolazione della CPAP in funzione dei parametri funzionali ed endoscopici rilevati) e l’utilizzo della classificazione PALM ai fini dell’impostazione di una target therapy.

Infine il Dott. Moffa e il Dott. Di Fulvio hanno fatto luce sulle diverse tecniche di roncochirurgia, dalla chirurgia palatale con tecnica Barbed alla chirurgia multilivello fino alla terapia chirurgica combinata con l’utilizzo di CPAP, mostrandone non solo la procedura tecnica e la strumentazione indispensabile, ma soprattutto gli outcome clinico-funzionali a confronto. 

Declino cognitivo: il ruolo degli impianti cocleari

La seconda mattina è stata dominata dalla lettura magistrale del Prof. Paludetti, Direttore dell’UOC di Otorinolaringoiatria del Policlinico Gemelli Roma, dal titolo “L’impatto dell’impianto cocleare sul declino cognitivo”. Dalla letteratura scientifica degli ultimi anni è emerso, infatti, l’interesse per il rapporto esistente tra ipoacusia legata all’età e declino cognitivo, due entità cliniche a prevalenza crescente e dalle conseguenze talvolta devastanti.

Si è ormai concordi sul fatto che la presbiacusia sia una patologia multifattoriale alla cui genesi concorrono vari elementi tra cui la predisposizione genetica, le modificazioni dell’apparato uditivo dovute all’ invecchiamento cronologico della coclea e dell’orecchio interno, i danni uditivi indotti dallo stile di vita (“socioacusia”) e gli effetti sull’apparato uditivo di malattie che coinvolgono primariamente altri distretti (“nosoacusia”) come patologie metaboliche e cardiovascolari. Attraverso suggestive immagini di esperimenti condotti presso Il prestigioso laboratorio  di ricerca traslazionale e clinica sull’udito del Policlinico Gemelli, Il Prof. Paludetti ha mostrato la base eziopatogenetica del danno cellulare: l’esposizione al rumore, l’ototossicità, l’invecchiamento concorrono  all’aumento delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) che, unitamente alla diminuzione  dei sistemi endogeni di detossificazione, conducono a morte per apoptosi delle cellule ciliate esterne e dei neuroni del ganglio spirale.

La perdita uditiva è associata e può precedere una vasta gamma di disturbi legati all’età tra cui depressione, difficoltà alla deambulazione, frequenza di cadute, rischio di peggioramento globale delle prestazioni e declino delle funzioni cognitive fino alla demenza in fase subclinica, con conseguente aumento del tasso di ospedalizzazione e grande impatto economico sui costi sanitari.

La presenza di deafferentazione sensoriale e decadimento cognitivo, non sembrano essere semplicemente eventi concomitanti, piuttosto è verosimile che queste condizioni siano correlate tra loro, stando alle diverse ipotesi eziopatogenetiche finora proposte in letteratura da vari autori e passate in rassegna dal Prof. Paludetti (ipotesi della causa comune, ipotesi della degradazione del segnale, ipotesi della deprivazione sensoriale, cognitive load on percetion), che hanno come comune denominatore i suddetti meccanismi infiammatori, vascolari e da stress ossidativo.

I risultati ottenuti dal gruppo di ricerca dell’Università Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma nei pazienti sottoposti ad impianto cocleare hanno dimostrato che la perdita uditiva rappresenta un fattore di rischio per il declino cognitivo realmente modificabile, che può e deve essere correttamente affrontato attraverso una precoce riabilitazione uditiva. Attraverso lo studio prospettico del profilo neuropsicologico di circa 50 pazienti, è stato dimostrato un miglioramento del profilo cognitivo globale e della memoria episodica sia a breve che a lungo termine dopo i primi 6 mesi dall’impianto cocleare e delle funzioni esecutive e attentive dopo 12 mesi con la stabilizzazione dei i livelli cognitivi mnesici acquisiti nel tempo. Ad un anno dall’intervento riabilitativo, sembrerebbero delinearsi stabilmente gli effetti di un processo di recupero delle funzioni superiori ed utilizzo delle risorse neuronali per il fine originariamente prestabilito, con un processo esattamente inverso a quello che determina lo shift delle risorse attenzionali verso i processi uditivi nella progressione dell’ipoacusia.

Al termine del suo intervento, Il Prof. Paludetti ha auspicato, pertanto, che ulteriori studi prospettici su larga scala e very long-term possano in un futuro confermare l’evidenza già significativa del beneficio di un corretto intervento riabilitativo della disabilità uditiva sulle funzioni cognitive.

Giovani e innovazione

Particolarmente all’avanguardia è stata anche la sessione giovani, che ha visto come Presidente il Prof. Daniele Marchioni e come moderatore il Dr. Gennaro Russo, durante la quale si sono articolate le relazioni di giovani specialisti ORL under 40 che hanno avuto esperienza con innovazioni tecnologiche sia nelle loro cliniche che in ambito sperimentale e di ricerca. Gerardo Petruzzi e Federico Leone hanno presentato le applicazioni dell’intelligenza artificiale nell’ambito della diagnosi sia dei tumori testa-collo sia della sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS). Eleonora Trecca, membro del comitato editoriale di ORL.news e segreteria scientifica dell’evento, oltre ad alcuni esempi pratici, ha presentato i risultati di una revisione sistematica della letteratura pubblicata sulla rivista Annals of Otology, Rhinology and Laryngology nella quale sono state esaminate le principali mobile applications dedicate ai pazienti, utili nel processo diagnostico e terapeutico di patologie ORL e da cui fosse possibile ricavare dei danti quantitativi e/o qualitativi.

È stata evidenziata la chiara disparità tra le app presenti su piattaforma iOS e Android, rispetto ai trial clinici ancora esigui che hanno studiato efficacia e sicurezza di queste app, così come la disparità che esiste tra le varie subspecialità ORL, con la laringologia caratterizzata da un limitato numero di app che, invece, inondano letteralmente il settore dell’audiologia, della medicina del sonno e della rinologia.

Nell’ottica di un approccio multidisciplinare il chirurgo maxillo-facciale Umberto Riccelli ha presentato, invece, le applicazioni della stampante 3D in chirurgia oncologica, ricostruttiva e traumatologica, con la possibilità, a costi contenuti, di pianificare l’intervento in maniera accurata, ridurre i tempi intra-operatori del 20%, secondo la sua esperienza, migliorare gli outcomes estetici e funzionali postoperatori grazie ad un approccio custom-made per ciascun paziente, oltre che prevedere e limitare possibili complicanze. A questo si aggiungono le infinite possibilità nel training chirurgico dedicate a specializzandi e giovani specialisti, che possono esercitarsi e accelerare la propria “learning curve” a costi contenuti rispetto ai tradizionali corsi di dissezione su cadavere, o di ottimizzare la fase di apprendimento che precede ad essi. Ha, poi, concluso Marta Filauro presentando le applicazioni dell’esoscopio 3D in chirurgia della laringe e dell’orofaringe, anche qui aprendo un ulteriore ventaglio di possibilità per il giovane chirurgico, oltre alla chirurgia microscopica laser e robotica transorale.

Conclusione

Il XX Congresso nazionale AIOLP è stato, quindi, senza dubbio un congresso vivo e aperto ai giovani, come testimonia anche la consegna di numerosi premi, come il riconoscimento Donna AIOLP, un incentivo a giovani colleghe ORL che hanno tenuto una presentazione al Congresso Nazionale, attribuito dalla Presidente e dalla Direttrice del Comitato Scientifico a Cecilia Rosso, il premio video giovani AIOLP consegnato a Diego Barbieri, con il video sull’autofluorescenza delle paratiroidi in corso di chirurgia della tiroide, con la finalità di fornire un approccio relativamente semplice e sicuro nella diagnosi differenziale ed evitare un ipoparatiroidismo iatrogeno, e, infine, il premio tesi di specializzazione attribuito a Claudio Sampieri dell’Università di Genova per il lavoro “Artificial intelligence applied to white light and narrow band imaging videolaryngoscopy for real-time automatic laryngeal cancer detection”.

Roberta Anzivino e Eleonora Trecca


28 Ottobre 2022
Autore: Redazione


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