ONCOLOGIA

Proteggere la mucosa esofagea è importante anche in ambito oncologico

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Un complesso macromolecolare a base di acido ialuronico e condroitina solfato dispersi in un vettore di poloxamer 407 si è dimostrato efficace nel migliorare i sintomi dell’esofagite e del reflusso indotti dai trattamenti oncologici.

Alcuni studi recenti hanno puntato l’attenzione sul ruolo di prodotti mirati alla protezione della mucosa esofagea per trattare i sintomi associati ad alcuni trattamenti oncologici.

Due studi, in particolare, hanno valutato l’efficacia di due dispositivi medici sui sintomi correlati all’esofagite indotta da radiazioni e all’esofagectomia. Questi dispositivi sono entrambi costituiti da un complesso macromolecolare di acido ialuronico e condroitina solfato dispersi in un carrier altamente bioadesivo, il poloxamer 407, che ne consente l’aderenza alla mucosa danneggiata e la prolungata permanenza nel lume esofageo.

Migliorare i sintomi dell’esofagite indotta da radiazioni

Uno studio retrospettivo condotto in Spagna ha valutato l’efficacia di uno dei due dispositivi nell’indurre sollievo dai sintomi in pazienti oncologici con esofagite acuta indotta da radiazioni, trattati con radioterapia o con radiochemioterapia.

In particolare, sono stati analizzati retrospettivamente i dati di 41 pazienti, 33 uomini e 8 donne di età mediana 69 anni, trattati tra il 2016 e il 2017 per tumore del polmone (26 pazienti, 63%), dello stomaco (13, 32%) o dell’esofago (2, 5%) con la sola radioterapia (15, 37%) o con la radiochemioterapia (26, 63%). Tutti i pazienti avevano sviluppato esofagite acuta indotta da radiazioni di grado 1 o 2 e avevano ricevuto un trattamento di supporto che comprendeva la somministrazione del dispositivo medico una, due o tre volte al giorno per almeno 4 mesi.

Nel 93% dei pazienti (38 casi su 41) è stato osservato un miglioramento dei sintomi dopo il trattamento con il dispositivo medico; 13 di questi pazienti avevano iniziato un trattamento di supporto prima di ricevere il complesso macromolecolare.

Il dispositivo è stato utilizzato come unica terapia in 17 pazienti (41%), mentre è stato somministrato insieme al trattamento di supporto in 10 pazienti (24%); in 14 casi (35%) è stato impiegato come adiuvante a fallimento del trattamento iniziale. Dei 41 pazienti trattati, 39 (95,12%) hanno completato la radioterapia o la radiochemioterapia in modo soddisfacente.

«Secondo i risultati dello studio, questo dispositivo è ben tollerato e sicuro e svolge un ruolo importante nel miglioramento dei sintomi nei pazienti con esofagite acuta sviluppata a seguito del trattamento oncologico con radiazioni» commentano gli autori della ricerca.

Una terapia combinata antireflusso post esofagectomia

Un altro gruppo di ricercatori ha valutato l’efficacia della terapia combinata con lansoprazolo e il secondo dispositivo medico nel controllare i sintomi del reflusso e l’esofagite in pazienti precedentemente sottoposti a esofagectomia.

Dopo la rimozione chirurgica di un carcinoma esofageo è infatti piuttosto comune l’insorgenza di sintomi quali bruciore di stomaco, rigurgito, aspirazione polmonare ed esofagite, che possono peggiorare la qualità di vita del paziente. Il trattamento di riferimento in questi casi è la terapia con inibitori della pompa protonica.

Nello studio sono stati inclusi 56 pazienti, 45 dei quali uomini, con età mediana di 61 anni; nella quasi totalità dei casi (51 pazienti, 91%), l’intervento era stato effettuato a causa di un adenocarcinoma.

Metà dei pazienti è stata trattata con lansoprazolo a doppio dosaggio (60 mg al giorno), l’altra metà ha ricevuto lansoprazolo (60 mg al giorno) ed il dispositivo medico (3 volte al giorno). Il dosaggio di lansoprazolo è stato riportato alla dose standard di 30 mg al giorno nei pazienti asintomatici, con o senza esofagite, nel corso del follow up, che è durato un anno.

Durante questo periodo, l’incidenza di sintomi refrattari e/o di esofagite di grado C-D è stata inferiore nel gruppo trattato con la terapia di combinazione (21,4% vs 35,7%). Dopo un anno dall’intervento, il 78,5% dei pazienti (22) in terapia combinata, rispetto al 64% (18) di quelli che ricevevano solo lansoprazolo, risultava libero da sintomi e da esofagite grave, pur assumendo la dose standard (30 mg al giorno) di inibitore della pompa protonica.  

Mentre il punteggio del questionario sulla qualità di vita ha mostrato solo un leggero miglioramento nei pazienti trattati con terapia combinata, in questo gruppo è stata rilevata una minore incidenza di sintomi respiratori e disturbi del sonno.

«Sebbene siano necessari ulteriori studi con un numero maggiore di pazienti e un follow up più lungo per confermare i risultati, la terapia combinata con lansoprazolo e il dispositivo di protezione della mucosa ha mostrato risultati promettenti nel controllo sintomatico e oggettivo del reflusso gastroesofageo dopo un anno dall’intervento di esofagectomia» osservano i ricercatori.

Contenuto realizzato in collaborazione con Alfasigma.

Reference

  • Carrasco E, López-Campos F, Sastre-Gallego S, et al. How efficacious is Ziverel® for symptomatic relief of acute radiation-induced esophagitis? Retrospective study of patients receiving oncologic treatment. Canc Therapy & Oncol Int J. 2017;7(5):CTOIJ.MS.ID.555724
  • Siboni S, Sozzi M, Capuzzo M, et al. Combined pharmacologic antireflux therapy after esophagectomy: effect on symptoms and endoscopic findings at 1-year follow-up. Eur Surg 2020;52:118-22 (2020). 

cod. ES-2022-007


08 Novembre 2022
Autore: Redazione


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