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Una recente review, avviata con l’obiettivo di valutare la gestione dell’otite media effusiva (OME) nei bambini con trisomia 21, ha evidenziato la mancanza di dati uniformi riguardo alle opzioni di trattamento di questa condizione.
Tra le varie alternative, sembrerebbe che l’inserzione dei tubi di equalizzazione della pressione (PET) porti a tassi di complicanze più bassi e di miglioramento più elevati.
L'OME, nota anche come otite media sierosa, è una condizione comune, caratterizzata da un accumulo di liquido non infetto nell'orecchio medio circa il 90% dei bambini sperimenta un episodio di OME entro la fine della prima decade di vita.
Dati di letteratura evidenziano un'aumentata prevalenza di OME nei bambini con trisomia 21, che sembrerebbe essere attribuibile ad una combinazione dei seguenti fattori:
Identificare i fattori di rischio e intervenire efficacemente è importante in quanto è stato dimostrato che, in generale, una lieve perdita dell'udito nei bambini può influire sullo sviluppo delle capacità comunicative. Questo risulta ancora più cruciale nei bambini - già vulnerabili - con trisomia 21.
Gli Autori hanno incluso nella review 20 studi, per un numero totale di 929 soggetti affetti da sindrome di Down. Del totale dei pazienti, 628 bambini sono stati trattati con PET, 10 con adenoidectomia con/senza tonsillectomia o miringotomia in aggiunta alla PET, 63 con apparecchi acustici convenzionali, 18 con apparecchi acustici con ancoraggio osseo (bone-anchored hearing aids – BAHA), 24 con crenoterapia, 18 con fluticasone intranasale (INF), 34 sono stati gestiti in modo conservativo e 130 non hanno ricevuto alcun intervento.
Gli studi che hanno valutato i tubi timpanostomici nei bambini con trisomia 21 hanno mostrato esiti contrastanti. Alcuni Autori, per esempio, hanno riportato alti tassi di insuccesso a breve termine (6-9 settimane dopo l'inserimento del tubo), senza alcun miglioramento dei livelli di udito nel 40% delle orecchie trattate chirurgicamente. Al contrario, altri studi hanno riportato un notevole miglioramento dei livelli di udito dopo il trattamento, principalmente tramite PET. In questo caso, il 97,7% dei pazienti raggiungeva un udito normale o borderline. Per quanto riguarda i livelli di udito postoperatori nei bambini con sindrome di Down, uno degli studi analizzati ha indicato che il 48% dei pazienti è tornato ad avere livelli di udito normali, il 23% ha avuto una lieve perdita dell'udito e il 29% ha continuato ad avere una moderata perdita dell'udito
I bambini con trisomia 21, tuttavia, sembrerebbero avere maggiori probabilità di richiedere più inserzioni di PET. Inoltre, sebbene l'intervento possa indurre un miglioramento significativo dei sintomi per la maggior parte dei pazienti con trisomia 21, i genitori dovrebbero essere consapevoli che i tassi di complicanze dopo l'inserimento della PET sono più elevati in questa popolazione rispetto a quella sana. È stato, infatti, riportato che circa l'1-3% sviluppa perforazioni postoperatorie.
Dunque, è solitamente necessario un intervento chirurgico per gestire la OME nei bambini con sindrome di Down, e la PET risulta l’approccio terapeutico di prima linea. Per quanto riguarda le altre modalità di trattamento, sono probabilmente necessari ulteriori studi clinici multicentrici per valutare la loro efficacia effettiva nei bambini con trisomia 21.
Sait S, Alamoudi S, Zawawi F. Management outcomes of otitis media with effusion in children with down syndrome: A systematic review. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2022 Mar 3;156:111092. doi: 10.1016/j.ijporl.2022.111092.
16 Giugno 2022
Autore: 4061
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