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Screening uditivo in neonati affetti da retinopatia del prematuro

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Valutazione dei fattori di rischio e correlazione con la gravità della malattia.

Gli studi condotti su soggetti con disabilità cognitive o dell’apprendimento evidenziano una prevalenza di problematiche relative alla vista o all’udito più alta rispetto al resto della popolazione. 

Un recente studio ha esaminato il rischio di perdita dell’udito in neonati affetti da retinopatia del prematuro (ROP) analizzando i risultati ottenuti dallo screening uditivo.

Fattori di rischio 

Negli ultimi anni, grazie ai progressi che sono stati raggiunti nell’ambito delle cure prenatali e della terapia intensiva neonatale, la mortalità perinatale dei neonati prematuri e dei neonati con basso peso alla nascita è diminuita significativamente, in particolar modo nei Paesi più sviluppati. Nonostante ciò, il miglioramento del tasso di sopravvivenza dei bambini prematuri non è stato seguito parallelamente da una riduzione del tasso di invalidità. Per tale ragione, condizioni come la ROP e la perdita dell’udito sono ancora deficit che influiscono negativamente sullo sviluppo dei bambini nati prematuramente.

La ROP e la perdita dell’udito sono due condizioni che possono presentarsi contemporaneamente nel neonato, a causa di fattori di rischio in comuni. Questi includono:

  • prematurità;
  • anossia;
  • malattie infettive;
  • basso peso alla nascita;
  • permanenza in terapia intensiva neonatale;
  • ventilazione meccanica.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio è stato condotto su 287 neonati divisi in due gruppi: gruppo ROP costituito da bambini con la patologia e nati alla trentacinquesima settimana o prima; gruppo di controllo costituito da bambini non affetti da ROP e nati intorno alla trentesima settimana. 

Il test di screening uditivo è stato eseguito tramite esame ABR (Auditory Brainstem Response) e i risultati sono stati indicati come “pass” o come “refer”. I neonati “pass” erano considerati con un udito normale; i neonati “refer” al primo test di screening, invece, erano rimandati a un secondo test. 

I neonati “refer” che superavano il secondo test erano considerati con udito normale, quelli con un risultato negativo al secondo test, invece, venivano rimandati a centri specialistici con una diagnosi preliminare di perdita d’udito. 

Correlazione tra la perdita dell’udito e ROP

36 pazienti su 118 (22%) del gruppo di controllo e 59 pazienti su 169 (34,9%) del gruppo ROP hanno avuto un risultato negativo (“refer”) nel primo test di screening. Il gruppo ROP, quindi, nel primo test di screening ha mostrato dei risultati peggiori per entrambe le orecchie rispetto al gruppo di controllo.  I risultati del secondo test di screening per i neonati che avevano avuto risultati “refer” nel primo test non erano statisticamente significativi (p > 0,05). 

I pazienti del gruppo ROP sono stati, quindi, analizzati classificandoli secondo il grado di retinopatia. L’analisi ha rivelato la presenza di neonati con ROP in stadio 1, 2 e 3. Questi pazienti venivano, dunque, sottoposti al secondo test di screening uditivo: 5/10 (50%) pazienti con ROP di stadio 3 avevano un risultato negativo per lo screening e tale dato era statisticamente significativo in relazione agli altri due gruppi (stadio 1 e stadio 2 di ROP) (p < 0,05).

Sembra, quindi, che esista una effettiva correlazione tra la perdita dell’udito e la ROP, che diventa più rilevante con l’aumentare del grado di severità della ROP.

Questi dati evidenziano l’importanza generale dello screening uditivo nei neonati con ROP, che diventa un step cruciale in quei neonati con malattia in stadio avanzato.

Reference

Yücel H, Sayın O. Evaluation of neonatal hearing screening results of newborns with premature retinopathy. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2022 Mar 17;156:111112. doi:10.1016/j.ijporl.2022.111112.


11 Maggio 2022
Autore: 4048


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