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Ipoacusia unilaterale nei bambini con infezione congenita da Citomegalovirus: l’importanza del follow-up a lungo termine

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Uno studio Finlandese mette in luce quanto sia importante, nei bambini con Citomegalovirus congenito asintomatico, valutare l’esito uditivo anche a 3-4 anni di età.

L’infezione congenita da CMV (cCMV) colpisce circa lo 0,6-0,7% di tutti i neonati, rappresentando la causa non ereditaria più comune di sordità neurosensoriale (SNHL) nei bambini. La perdita dell’udito determinata da cCMV può manifestarsi alla nascita o svilupparsi dopo mesi o persino anni. Infatti, solo il 10% circa dei bambini con cCMV presenta alla nascita sintomi come ritardo della crescita, microcefalia, rash petecchiale, epatosplenomegalia, retinite, trombocitopenia o epatite; la maggior parte, circa il 90% degli affetti, è asintomatico. 

Secondo gli studi più recenti, le sequele a lungo termine di cCMV, principalmente SNHL, si manifestano circa nel 50% dei bambini sintomatici e nel 10-15% degli asintomatici, indipendentemente dal fatto che derivino da infezioni materne primarie o non primarie.

Riscontri differenti tra la valutazione neonatale e quella a lungo termine

Un recente studio, condotto in Finlandia, ha analizzato un campione di 32 bambini con cCMV identificati mediante screening con PCR (Polymerase chain reaction) CMV da saliva eseguito nella prima settimana di vita e, per ulteriore conferma, a 3 mesi di età. I bambini allo screening uditivo neonatale, a 3 mesi e a 18 mesi, non mostravano nessuna anomalia nell’udito

Nel follow up a circa tre anni, l’udito è stato valutato mediante PTA (audiometria tonale) in 16 bambini e mediante TEOAE (otoemissioni acustiche evocate transitorie) combinata con audiometria del campo sonoro (SF) in 15 bambini, in un bambino, a causa della cooperazione limitata, la valutazione è stata condotta solo con SF. I risultati dei test uditivi condotti nel follow up a lungo termine hanno rivelato una situazione diversa da quella neonatale. In 27 bambini di età compresa tra 3 e 4 anni l'udito era normale, in cinque bambini (16% del campione) era, invece, rilevata ipoacusia unilaterale con una soglia media compresa tra 27 e 68 dB HL. Questa perdita di udito unilaterale era presente in 1 su 3 (33%) dei bambini sintomatici e in 4 su 29 (14%) dei bambini asintomatici. In questi bambini, all’esame ORL di otomicroscopia ed otoscopia pneumatica, lo stato dell’orecchio appariva normale. Un altro dato che emerge dallo studio è che la perdita dell'udito unilaterale non è correlata con l’infezione materna primaria e non primaria, infatti, è stata rilevata in 3 su 15 (20%) dei bambini nati da madri con infezione non primaria e in 2 su 10 (20%) dei bambini nati dopo un'infezione materna primaria nel 2-3° trimestre. Nessuno dei bambini inclusi nel campione in studio presentava perdita dell’udito bilaterale. 

L’importanza del follow up a lungo termine

La perdita dell'udito unilaterale nelle prime fasi di vita può avere effetti negativi su alcune aree legate allo sviluppo del linguaggio e all'apprendimento uditivo; come dimostrato da numerose ricerche, i bambini con perdita dell'udito unilaterale mostrano prestazioni meno buone dei loro coetanei normoudenti.

In questa ottica, e considerando i benefici che questi bambini potrebbero trarre dall'impianto cocleare, lo screening universale per cCMV potrebbe essere un utile mezzo per l’identificazione dei bambini asintomatici a rischio di perdita dell'udito a esordio tardivo. La perdita dell'udito nel paziente con cCMV è infatti spesso progressiva e questo amplifica ancor di più l'importanza di un follow up a lungo termine.

Reference

Puhakka L, Lappalainen M, Lönnqvist T, Nieminen T, Boppana S, Saxen H, Niemensivu R. Hearing outcome in congenitally CMV infected children in Finland - Results from follow-up after three years age. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2022 Mar 3; 156:111099. doi: 10.1016/j.ijporl.2022.111099.


20 Aprile 2022
Autore: 4008


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