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Tonsillectomia nei bambini: tecniche a confronto

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In uno studio statunitense, sono state confrontate le tecniche di tonsillectomia nei bambini, per individuare le più efficaci in termini di qualità di vita dopo l’intervento.

La tonsillectomia con o senza adenoidectomia è l’intervento chirurgico più comune nei bambini, spesso associato a dolore postoperatorio, sanguinamento e disidratazione.

Per ridurre il più possibile questi effetti indesiderati si utilizzano diverse tecniche chirurgiche per l’asportazione delle tonsille e per sigillare i vasi sanguigni. Nel corso del tempo, alcuni studi le hanno valutate e confrontate in termini di durata dell’intervento, perdita di sangue durante e dopo l’operazione, dolore, necessità di analgesici e ritorno a un’alimentazione regolare.

Attualmente le tecniche più diffuse per la tonsillectomia sono la saldatura termica, l’ablazione controllata a radiofrequenza e l’elettrobisturi monopolare.

Negli studi condotti finora, la tonsillectomia a saldatura termica è risultata associata a migliori outcome rispetto alle altre due tecniche negli adulti, mentre i dati nella popolazione infantile sono limitati.

Focus sulla qualità di vita dei bambini

Uno studio prospettico osservazionale condotto negli Stati Uniti ha cercato di identificare la tecnica chirurgica più efficace per migliorare la qualità di vita dopo l’intervento dei bambini sottoposti a tonsillectomia con o senza adenoidectomia.

Gli outcome postoperatori dell’ablazione controllata a radiofrequenza, dell’elettrochirurgia monopolare e della saldatura termica sono stati messi a confronto: i ricercatori si sono concentrati sui livelli di dolore, sull’alimentazione e sugli eventi postoperatori.

La popolazione studiata era composta da 346 bambini di età compresa tra 3 e 17 anni sottoposti a tonsillectomia tra il 2015 e il 2020, in prevalenza femmine (198 pazienti, 57,4%); l’età media era di 6,8 anni.

I piccoli pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi in base alla tecnica utilizzata per la tonsillectomia: 127 (36,7%) trattati con elettrobisturi monopolare, 112 (32,4%) con ablazione controllata a radiofrequenza e 107 (30,9%) con saldatura termica.

I ricercatori hanno registrato i dati demografici, la durata dell’intervento di tonsillectomia, l’eventuale sanguinamento nel corso dell’operazione e i dati contenuti nella cartella clinica relativi a eventuale sanguinamento postoperatorio e visite necessarie per gestirlo, necessità di un nuovo intervento, visite o ricoveri complessivi, disidratazione. Inoltre, il caregiver del paziente ha riportato in un diario giornaliero, per un periodo di 14 giorni a partire dall’intervento, il livello di dolore (in una scala da 1 a 5), le dosi di analgesici assunte, il tipo di dieta (liquida, leggera o regolare) e gli eventuali eventi indesiderati. 

Il diario è stato consegnato alla visita postoperatoria dal 52,3% dei pazienti (181), con la percentuale più alta nel gruppo della tonsillectomia con saldatura termica (65,4%, 70 pazienti), seguito dal quello trattato con ablazione controllata (48,2%, 54) e con elettrobisturi monopolare (44,8%, 57). 

Il giorno dell’intervento, il livello medio di dolore più basso è stato registrato nel gruppo di bambini operati con ablazione controllata: 2 rispetto a 2,7 per la saldatura termica e per l’elettrobisturi monopolare, con una differenza statisticamente significativa. Anche il livello massimo di dolore per il giorno dell’intervento mostrava differenze significative tra i tre gruppi: 2,7 per l’ablazione controllata a radiofrequenza rispetto a 3,4 per l’elettrobisturi monopolare e 3,5 per la saldatura termica. L’ablazione controllata rimaneva la tecnica associata ai livelli più bassi di dolore fino a 6 giorni dall’intervento.

Dopo questo periodo, i livelli di dolore medio e massimo erano più bassi nel gruppo operato con tonsillectomia con saldatura termica, per quanto senza raggiungere una significatività statistica. In questo gruppo, inoltre, sono state registrate le percentuali più basse di sanguinamento (4,7% vs 11,6% per l’ablazione controllata e 11,0% per l’elettrobisturi monopolare) e di nuovo intervento chirurgico (0% vs 2,7% e 4,7%), oltre che un più precoce ritorno definitivo a un’alimentazione normale dopo 8 giorni dall’intervento.

Un tema che merita approfondimenti

“In questo studio, con l’ablazione controllata a radiofrequenza sono stati ottenuti livelli di dolore significativamente più bassi fino a 6 giorni dall’intervento” sottolineano gli autori. “I pazienti sottoposti ad ablazione controllata ed elettrochirurgia monopolare avevano maggiore probabilità di sviluppare un’emorragia postoperatoria che rendeva necessario un nuovo intervento, e questo sembra suggerire che la tonsillectomia con saldatura termica abbia una migliore capacità di sigillare i vasi. Inoltre, il tasso più basso di eventi indesiderati e il precoce ritorno alla dieta regolare possono favorire una guarigione più rapida, migliorando la qualità di vita del paziente nel decorso postoperatorio. Sono però necessari ulteriori studi su popolazioni di pazienti più numerose per individuare meglio le differenze tra le diverse tecniche operatorie”. 

Reference

Salley JR, Johnson R, Mitchell RB, et al. Comparison of outcomes between thermal welding forceps, controlled ablation and monopolar electrosurgery for tonsillectomy in children. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2022 Jan;152:110941.


17 Marzo 2022
Autore: 1951


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