ORL PEDIATRICA

Miringoplastica nei bambini: l’età non conta

HOME \ AGGIORNAMENTI \ ORL PEDIATRICA \

Secondo i dati di uno studio belga, posticipare l’intervento di miringoplastica nei bambini non comporta vantaggi significativi nell’outcome.

Oggi la miringoplastica è una procedura piuttosto frequente e viene effettuata regolarmente nei bambini. Ricostruire chirurgicamente la membrana timpanica danneggiata, infatti, è fondamentale per evitare infezioni ricorrenti, per prevenire lo sviluppo di colesteatoma e per consentire una buona acuità uditiva, indispensabile per sviluppare le abilità linguistiche.

Tuttavia, al momento non c’è consenso tra i chirurghi sull’età ideale per eseguire la miringoplastica: alcuni la effettuano anche prima dei 6 anni, mentre altri consigliano di posticipare l’intervento chirurgico fino almeno agli 8 anni, considerando la possibilità di chiusura spontanea della perforazione, la maturazione della tromba di Eustachio, la riduzione dell’incidenza di otite media acuta e raffreddore e la maggiore capacità di collaborazione del bambino nella fase postoperatoria. Gli studi condotti finora, però, non hanno fornito evidenze convincenti a supporto del ruolo dell’età o di qualche altro fattore nel determinare il successo della miringoplastica.

Alla ricerca di possibili fattori prognostici

Per cercare di approfondire questi aspetti, un gruppo di ricerca belga ha condotto uno studio retrospettivo, con l’obiettivo di valutare il tasso di successo della miringoplastica in una popolazione pediatrica e di correlarlo, se possibile, a eventuali fattori prognostici. In particolare, lo studio mirava a valutare quale fosse il momento migliore per effettuare l’intervento, in quali casi posticiparlo e quando usare una tecnica piuttosto che un’altra per migliorare gli outcome dopo la timpanoplastica.

La popolazione analizzata nello studio comprendeva 97 bambini con età media di 8,7 anni, sottoposti a miringoplastica tra il 2013 e il 2019 in un unico centro. Gli interventi erano stati eseguiti dallo stesso chirurgo utilizzando l’approccio retroauricolare con posizionamento della fascia del muscolo temporale.
Nella maggioranza dei casi (68 pazienti, 70%), i bambini avevano una storia pregressa di posizionamento di un tubo di ventilazione trans timpanico.

Il follow up medio è stato di 23 mesi, ma per tutti i pazienti il follow up minimo è stato di 12 mesi.
La procedura era considerata efficace se la membrana timpanica risultava chiusa a 12 mesi di distanza e se il gap tra via aerea e via ossea era inferiore a 20 dB. In base a questi parametri, la miringoplastica ha avuto successo nell’80% dei bambini (77 pazienti). Alla valutazione audiologica, è stato rilevato un miglioramento dell’udito nel 93% dei casi (90 bambini) e un deterioramento nel 2% (2 bambini), mentre la situazione è rimasta invariata nel 3% (3 bambini); nei 2 casi restanti l’informazione non era stata raccolta.

La popolazione analizzata è stata suddivisa in 3 gruppi di età: 37 bambini avevano meno di 8 anni, 44 avevano un’età compresa tra 8 e 12 anni e 16 avevano più di 12 anni. A 12 mesi, la percentuale di successo della miringoplastica nei 3 gruppi era, rispettivamente, 73%, 86% e 81,3%, senza differenze statisticamente significative tra i gruppi.

Gli autori della ricerca hanno valutato numerosi altri fattori prognostici, oltre all’età, che potrebbero avere un’influenza sul successo della procedura: la dimensione e la posizione della perforazione, lo stato di salute dell’orecchio controlaterale, una pregressa adenoidectomia o il posizionamento di un tubo di ventilazione trans timpanico, l’otite media acuta ricorrente, le allergie, le condizioni sottostanti (palatoschisi, ritardo mentale o problemi immunologici), la presenza di otorrea al momento dell’intervento.

È emerso che i bambini con una storia di pregressa adenoidectomia avevano un outcome significativamente migliore dopo la miringoplastica: 86,8% di successo rispetto a 69,8% nei pazienti che non avevano effettuato un’adenoidectomia in precedenza. La dimensione maggiore della perforazione, al contrario, è risultata un fattore prognostico negativo: tra i bambini con perforazione superiore al 50%, solo il 43% manteneva la chiusura della membrana timpanica a 12 mesi. In 28 casi (29%) sono state registrate complicanze, quasi tutte di lieve entità: le più comuni sono risultate la secrezione auricolare e la formazione di tessuto di granulazione, risolte con un trattamento locale e senza effetti significativi sull’outcome.

Indicazioni per la pratica clinica

«La miringoplastica con innesto di fascia del muscolo temporale è una tecnica sicura ed efficace nei bambini con perforazioni del timpano, e l’esito non è influenzato dall’età in cui viene eseguito l’intervento» sottolineano i ricercatori. «I nostri dati suggeriscono di utilizzare una tecnica diversa nei casi in cui la perforazione è di grandi dimensioni. Se non in casi particolari, per esempio nei bambini con ridotta funzionalità della tromba di Eustachio o con iperplasia adenoidea, posticipare l’intervento non porta vantaggi».

Reference

Foulon I, Philips D, Lichtert E, et al. Pediatric myringoplasty: A study of effectiveness and influencing factors. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2021 Nov 24;153:110990.


15 Marzo 2022
Autore: 1951


2026 © Copyright ORL.NEWS - Eureka Srl - C.F. e P.I. 01841430463
Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n.35 del 26/02/2020)
Consulta l'informativa sulla privacy | Contatti