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Nei bambini sottoposti a tonsillectomia la stimolazione sonora intraoperatoria tramite musica o rumore bianco agisce positivamente sul dolore e sull’agitazione nell’immediato periodo postoperatorio
Pubblicato su JAMA Otolaryngology–Head & Neck Surgery, uno studio condotto all’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste ha verificato la validità preventiva di sottoporre il paziente a una serie di stimoli acustici durante l’intervento
Negli interventi di tonsillectomia in età pediatrica l’immediato periodo postoperatorio rappresenta un momento critico, spesso caratterizzato da dolore intenso e agitazione psicomotoria che aumentano il rischio di complicanze come la disidratazione o le emorragie. Se il ricorso ai narcotici è sconsigliato dalla possibilità di indurre depressioni respiratorie, i Fans si accompagnano a un aumento del rischio emorragico e contro il dolore e l’agitazione postoperatoria non esistono misure preventive efficaci. Da qualche tempo nel paziente adulto è comunque emersa l’utilità di utilizzare la stimolazione sonora perioperatoria e intraoperatoria per ridurre il dolore postoperatorio, l’ansia e il ricorso all’analgesia, in quanto durante l’anestesia generale le vie uditive sottocorticali restano attive. A mettere alla prova questo approccio in ambito pediatrico è stato uno studio condotto all’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, pubblicato su JAMA Otolaryngology–Head & Neck Surgery.
La stimolazione sonora è risultata più efficace
Per verificare gli effetti della stimolazione sono intraoperatoria sul dolore e l’agitazione psicomotoria dopo un intervento di tonsillectomia sono stati coinvolti 104 bambini (età media 5 anni), randomizzati nei seguenti gruppi: stimolazione sonora con musica, stimolazione sonora con rumore (al ritmo di un battito cardiaco regolare), isolamento dal rumore ambientale, controlli. Le valutazioni postoperatorie hanno fatto emergere che, rispetto ai controlli, la stimolazione sonora con musica ha avuto il maggior effetto sul dolore e un effetto medio sull’agitazione psicomotoria, mentre la stimolazione con rumore ha avuto un effetto medio sul dolore e un effetto più significativo sull’agitazione. Il gruppo che ha sostenuto l’intervento con cuffie isolanti ha invece evidenziato un effetto minore su entrambi i fattori.
Le ipotesi sui meccanismi alla base dei risultati
Lo studio del Burlo Garofolo di Trieste conferma quindi che nei bambini sottoposti a tonsillectomia la stimolazione uditiva intraoperatoria tramite musica o rumore bianco agisce positivamente sul dolore e sull’agitazione nell’immediato periodo postoperatorio. Sui meccanismi alla base di questo effetto le ipotesi sono diverse. L’ascolto della musica è un processo complesso che attiva molteplici aree degli emisferi cerebrali e che sembra in grado di determinare la secrezione di endorfine e di modificare i livelli di catecolamine, determinando il sollievo dal dolore, la riduzione della pressione arteriosa, del ritmo cardiaco e respiratorio, del consumo di ossigeno. Da parte sua, un ritmo regolare attorno ai 70 bpm induce bassi livelli di attivazione psicofisiologica, riduce le pulsazioni e la secrezione di adrenalina, probabilmente in quanto corrisponde al normale ritmo cardiaco. In ogni caso, qualsiasi sia l’origine del suo effetto, lo studio triestino propone la stimolazione sonora come un’opzione potenzialmente più efficace delle soluzioni non farmacologiche che in genere vengono adottate per attenuare l’impatto postoperatorio degli interventi di tonsillectomia in età pediatrica, come la presenza dei genitori o le tecniche di distrazione rappresentate dai cartoni animati e dai videogames.
Per la cronaca, la base della stimolazione musicale utilizzata nello studio italiano veniva dalla Sinfonia No. 4 in re maggiore KV 19 e dalla Sinfonia No. 5 in si bemolle maggiore KV 22 di Wolfgang Amadeus Mozart.
Reference
Muzzi E, Ronfani L, Bossini B, Lezcano C, Orzan E, Barbi E. Effects of Intraoperative Auditory Stimulation on Pain and Agitation on Awakening After Pediatric Adenotonsillectomy: A Randomized Clinical Trial. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2021;147(7):638-645. doi:10.1001/jamaoto.2021.0870
18 Ottobre 2021
Autore: 1952