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N-acetilcisteina e ipoacusia neurosensoriale: un legame tutto da chiarire

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Una metanalisi ha indagato il possibile effetto del trattamento con N-acetilcisteina su tre diversi tipi di ipoacusia neurosensoriale

La perdita dell’udito neurosensoriale può essere congenita o causata da diversi fattori, come l’età, il rumore, le sostanze ototossiche e le infiammazioni. In alcuni casi, poi, l’eziologia rimane ignota. Gli studi indicano come probabile meccanismo alla base dello sviluppo di questo tipo di ipoacusia l’azione delle specie reattive dell’ossigeno (ROS, Reactive oxygen species) che, stimolando il processo di apoptosi che porta alla morte cellulare, provoca danni alle cellule ciliate del sistema uditivo. Per questo motivo, è stato ipotizzato un ruolo delle sostanze ossidanti nel ridurre la produzione dei radicali liberi dannosi per le cellule. Tra queste, il glutatione ha dimostrato in alcune ricerche di limitare la formazione delle ROS, e un suo precursore, la N-acetilcisteina (NAC), si è rivelata efficace come trattamento dell’ipoacusia indotta dal rumore in modelli animali. Tuttavia, gli studi condotti finora sull’impiego della NAC in pazienti con perdita dell’udito neurosensoriale hanno dato risultati contraddittori.

Una metanalisi per individuare possibili correlazioni

Per cercare di chiarire meglio la relazione tra la NAC e l’ipoacusia neurosensoriale, un gruppo di ricercatori cinesi ha condotto una metanalisi degli studi pubblicati sull’argomento nei principali database della letteratura scientifica fino a settembre 2019. In base ai criteri di inclusione stabiliti dai ricercatori e alla valutazione dei revisori, sono stati analizzati 7 studi, per un totale di 1.197 pazienti, suddivisi in 3 gruppi in base al tipo di problema uditivo: 3 studi riportavano dati relativi a pazienti con  ipoacusia neurosensoriale indotta dal rumore, 2 studi erano relativi a pazienti con ipoacusia neurosensoriale indotta da farmaci e gli altri 2 a pazienti con ipoacusia neurosensoriale idiopatica improvvisa. L’età media dei pazienti inclusi nei diversi studi variava tra i 20 e i 66 anni. In ognuno degli studi, i pazienti erano stati casualmente assegnati al gruppo di trattamento con integrazione di N-acetilcisteina (con o senza corticosteroidi o altri trattamenti farmacologici), o a un gruppo di controllo che non riceveva NAC. I trattamenti previsti nei gruppi di controllo erano diversi in base alla tipologia di ipoacusia: placebo nei 3 studi dedicati alla perdita dell’udito indotta dal rumore, corticosteroidi da soli o terapia farmacologica da sola negli studi sull’ipoacusia idiopatica improvvisa e indotta da farmaci, rispettivamente. Dall’analisi statistica dei risultati dei test uditivi con PTA è emerso che, in generale, l’effetto del trattamento con N-acetilcisteina per l’ipoacusia neurosensoriale è inconsistente, mentre se si considerano i dati del sottogruppo di pazienti con ipoacusia idiopatica improvvisa, l’effetto della terapia con NAC migliora significativamente gli outcome rispetto al gruppo di controllo.

Risultati che richiedono approfondimenti

Dalla metanalisi non è emerso un vantaggio complessivo associato al trattamento con N-acetilcisteina dell’ipoacusia neurosensoriale. “Questo potrebbe essere dovuto all’eterogeneità degli studi considerati, per esempio per quanto riguarda le dosi e la durata della terapia con NAC” commentano gli autori. “Il trattamento con N-acetilcisteina è risultato correlato a un miglioramento dell’outcome uditivo in caso ipoacusia idiopatica improvvisa, ma non ha impedito la perdita dell’udito indotta dal rumore o dall’ototossicità. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi con disegno migliore e condotti su campioni più ampi per approfondire l’eventuale correlazione tra l’effetto della NAC e la perdita dell’udito”.

Reference

Bai X, Wang M, Niu X, et al. Effect of N-acetyl-cysteine treatment on sensorineural hearing loss: A meta-analysis. World Journal of Otorhinolaryngology - Head and Neck Surgery 2021; https://doi.org/10.1016/j.wjorl.2021.01.005


19 Luglio 2021
Autore: 1951


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