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Alla procedura di intubazione endotracheale è associata un’alta prevalenza di lesioni acute della laringe con complicanze a lungo termine.
Alla procedura di intubazione endotracheale è associata un’alta prevalenza di lesioni acute della laringe, che possono avere importanti complicanze a lungo termine. Uno studio suggerisce l’utilità di intervenire precocemente su queste lesioni per ridurre l’impatto delle conseguenze a lungo termine
A livello mondiale, ogni anno un numero compreso tra 13 e 20 milioni di persone è sottoposto a intubazione endotracheale nei reparti di terapia intensiva. In base ai dati disponibili, se l’intubazione si protrae per oltre 12 ore, una quota che può arrivare al 57% dei pazienti presenta lesioni acute della laringe dopo l’estubazione, associate a sintomi respiratori e vocali di maggiore entità rispetto a quelli riscontrati nei pazienti senza lesioni.
In assenza di un trattamento appropriato, le lesione laringee acute possono provocare stenosi posteriori, che comportano la limitazione della mobilità della glottide e la riduzione della ventilazione, e richiedono spesso la tracheostomia e un trattamento a lungo termine. Di conseguenza, l’impatto sulla qualità di vita dei pazienti può essere significativo.
Inoltre, gli studi condotti su modelli animali indicano che le lesioni della laringe sono facilmente soggette a infiammazione, che progredisce nel lungo periodo verso la fibrosi: in questo caso si può avere compromissione della mobilità dell’articolazione cricoaritenoidea e della funzione glottica, che si manifestano a distanza di tempo.
Nonostante l’alta prevalenza delle lesioni laringee acute dovute all’intubazione e le possibili conseguenze, però, l’efficacia delle strategie di trattamento precoce, mirate a limitarne le complicanze a lungo termine, al momento è ancora poco studiata.
Intervenire tempestivamente per limitare le conseguenze
Per approfondire questo aspetto, un gruppo di ricercatori statunitensi ha condotto uno studio per confrontare gli outcome funzionali di un intervento precoce rispetto a un intervento ritardato per il trattamento delle lesioni acute della laringe dopo l’intubazione.
La strategia di intervento prevedeva la rimozione del tessuto di granulazione, l’iniezione intralesionale di corticosteroidi e la dilatazione tramite balloon per facilitare la diffusione dei farmaci al di sotto della mucosa.
Sono stati considerati precoci gli interventi effettuati entro un massimo di 45 giorni dall’intubazione che aveva provocato la lesione laringea.
Nello studio sono stati inclusi 29 pazienti con lesione laringea derivante da intubazione endotracheale, valutati in un unico centro tra 2014 e il 2018. Nella coorte considerata, 10 pazienti con lesioni della glottide posteriore, hanno ricevuto un trattamento precoce, mentre gli altri 19 con una stenosi della glottide posteriore hanno ricevuto un trattamento tardivo.
Le caratteristiche demografiche e la prevalenza di comorbilità erano simili nei due gruppi. Nella coorte dei 10 pazienti trattati con intervento precoce, il 70% era di sesso femminile e l’età mediana era 59,7 anni; l’intervento è stato effettuato entro un periodo mediano di 34,7 giorni dalla presentazione delle lesioni. Tra i 19 pazienti che avevano ricevuto un intervento tardivo, le donne rappresentavano il 58% della popolazione, l’età mediana era 53,8 anni e l’intervallo mediano tra la comparsa della lesione e l’intervento era 341,9 giorni.
All’ultimo follow up, la cannula era stata rimossa nel 90% dei pazienti del gruppo trattato con intervento precoce rispetto al 58% di quelli che hanno ricevuto un intervento tardivo, con una differenza globale del 32%.
Inoltre,
l’intervento precoce è risultato
associato a un numero inferiore di procedure chirurgiche totali rispetto all’intervento tardivo: il numero medio è stato di 2,2 rispetto a 11,5, con una differenza assoluta di 9,3.
Infine, nessuno dei pazienti che hanno ricevuto un trattamento precoce ha richiesto una procedura a cielo aperto per la rimozione della cannula, mentre questo tipo di intervento è stato necessario nel 90% dei pazienti con lesioni trattate tardivamente.
L’importanza nella pratica clinica
“In questo studio,
l’intervento precoce sulla lesione laringea correlata all’intubazione endotracheale è risultato
associato a una durata ridotta della dipendenza da tracheostomia e a una più alta percentuale di decannulazioni, e ha richiesto un
minor numero di procedure chirurgiche rispetto all’intervento tardivo. Inoltre, i pazienti sottoposti a intervento precoce hanno evitato la ricostruzione a cielo aperto” sottolineano i ricercatori. “Questi risultati possono avere una rilevanza significativa nella gestione dei pazienti che richiedono una lunga durata di intubazione endotracheale durante il recupero per condizioni critiche correlate all’infezione da SARS-CoV-2”.
Reference
Lowery AS, Malenke JA, Bolduan AJ, et al. Early intervention for the treatment of acute laryngeal injury after intubation. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2021;147(3):232-7.
28 Giugno 2021
Autore: 1951