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Lo screening modificato basato sul questionario dell'ATS porterebbe alla luce pazienti con possibile discinesia ciliare primaria.
Un commentary pubblicato da un team di autori dell’Università di Padova su Otorhinolaryngology - Head and Neck Surgery, la rivista ufficiale dell’American Academy of Otorhinolaryngology, descrive le conseguenze della pandemia sui piccoli pazienti con problemi di udito, sottolineando che alcune soluzioni adottate in questo periodo saranno utili anche in futuro
Con il suo pesante corollario di restrizioni dettate dalla necessità di contenere il contagio, la pandemia alimentata dal Sars-CoV-2 ha comportato notevoli ripercussioni sullo svolgimento delle attività cliniche quotidiane, con conseguenze dirette e indirette sulla salute complessiva della popolazione che, al momento, non è ancora possibile quantificare in modo adeguato. Questi effetti hanno riguardato un po’ tutti gli ambiti e le età, compresa quella pediatrica che è stata relativamente risparmiata dalle forme più gravi di Covid-19. Proprio alla gestione dei problemi di udito in età pediatrica durante l’era pandemica è dedicato un articolo di commento che un team di autori dell’Università di Padova ha pubblicato su Otorhinolaryngology - Head and Neck Surgery la rivista ufficiale dell’American Academy of Otorhinolaryngology. Nel commentary, gli specialisti italiani descrivono i molteplici contraccolpi della pandemia, sottolineando che alcune delle soluzioni adottate durante questo periodo potrebbero rivelarsi utili anche in futuro.
I ritardi di diagnosi, riabilitazione e trattamento
Giusto per fare alcuni esempi,
il distanziamento sociale,
la mascherina che nasconde la bocca ostacolando la lettura labiale e le attività scolastiche svolte online attraverso
la didattica a distanza hanno sicuramente
penalizzato i piccoli pazienti con problemi di udito, con conseguenze che sono ancora tutte da valutare. Ma le misure di contenimento del contagio hanno imposto
significativi rallentamenti anche
alla diagnosi precoce e al trattamento dei disturbi uditivi,
riducendo allo stesso tempo
l’accesso ai programmi di riabilitazione del linguaggio. Con buona parte delle risorse ospedaliere dedicate alla gestione dell’emergenza, il numero di visite effettuate nei reparti Orl è calato drasticamente, mentre la paura del contagio ha spinto molte famiglie a rimandare la valutazione audiologica dei propri bambini. In termini di ritardo diagnostico, l’impatto è stato dunque pesante e con possibili effetti a lungo termine.
Le limitazioni imposte dal lockdown, inoltre, hanno costretto numerosi bambini con problemi di udito a interrompere la riabilitazione del linguaggio e hanno rallentato la programmazione degli impianti cocleari, già a loro volta contingentati dalla riduzione dell’attività chirurgica.
Le nuove soluzioni che saranno utili anche in futuro
Come viene spiegato nel commentary, la pandemia ha rivoluzionato l’attività clinica quotidiana, promuovendo l’adozione di nuove strategie, in buona parte inedite. Alcune di queste soluzioni potrebbero rivelarsi utili anche al ritorno alla normalità. Questo vale per esempio per
le tecnologie di dialogo online, che consentono di effettuare un counseling a distanza con i genitori e di coinvolgere i bambini nelle attività di logopedia grazie alle numerose app disponibili per smartphone. Ma può giovarsi delle più recenti opportunità hi-tech anche
la gestione da remoto degli impianti cocleari, grazie alle nuove app che consentono una regolazione a distanza, così come apposite applicazioni permettono di condurre da remoto diversi
test audiometrici in collegamento con il paziente tramite smartphone. In pratica, concludono gli autori, il meglio che può scaturire da questo difficile periodo è rappresentato dalle
nuove opzioni offerte dalla telemedicina, che vanno ad arricchire l’armamentario di strumenti
a disposizione dello specialista Orl per migliorare l’approccio al paziente.
Reference
Brotto D, Sorrentino F, Favaretto N, Bovo R, Trevisi P, Martini A. Pediatric Hearing Loss Management in the COVID-19 Era: Possible Consequences and Resources for the Next Future [published online ahead of print, 2021 May 4].
Otolaryngol Head Neck Surg. 2021;1945998211012677. doi:10.1177/01945998211012677
21 Giugno 2021
Autore: 1952