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Una percentuale alta di pazienti Covid-19 mantiene una disfunzione dell’olfatto e del gusto per un lungo periodo dopo la guarigione.
Uno studio condotto in Israele ha valutato le conseguenze dell’infezione da Covid-19 sulla perdita del gusto e dell’olfatto, sintomi che si sono rivelati caratteristici, a oltre 7 mesi dalla malattia, indicando un recupero solo parziale delle funzionalità in una percentuale non trascurabile di guariti.
Nel corso della pandemia i dati raccolti hanno indicato le disfunzioni dell’olfatto e del gusto come sintomi di presentazione dell’infezione da Covid-19 molto caratteristici e diffusi. Alcune ricerche, infatti, hanno indicato che una percentuale che poteva arrivare al 38% dei pazienti infettati presentava un’alterazione dell’olfatto o del gusto o di entrambi i sensi come sintomo iniziale.
Per questo motivo lo studio dell’evoluzione di queste compromissioni sensoriali nei pazienti guariti dall’infezione è al centro dell’attenzione, e sono stati realizzati o sono in corso numerosi studi per valutare i tassi di recupero delle funzionalità e gli eventuali fattori di rischio che possono determinare una risoluzione tardiva di questi problemi.
Allo stesso tempo, c’è grande interesse verso i possibili effetti a lungo termine dell’infezione da Covid-19 nei pazienti guariti tra i quali, appunto, i lunghi tempi di recupero dalle disfunzioni dell’olfatto e del gusto.
Cosa succede ai sensi dei guariti da Covid-19
A questo scopo, un gruppo di ricercatori israeliani ha condotto uno studio trasversale di follow-up, che prosegue una loro precedente ricerca portata a termine tra marzo e aprile 2020 su 128 pazienti ambulatoriali, positivi al virus, ma non ospedalizzati e sottoposti a quarantena. Durante il periodo di isolamento, i pazienti hanno risposto a un questionario online che indagava la presenza di queste disfunzioni sensoriali:
il 67% (86 pazienti)
ha riferito una compromissione olfattiva,
il 52% (67 pazienti)
una disfunzione del gusto,
il 56% (72 pazienti)
ha indicato la presenza di xerostomia e il 19% (25 pazienti)
di anosmia.
I pazienti sono stati ricontattati a dicembre 2020 e 97 hanno accettato di rispondere a un nuovo questionario telefonico, che aveva l’obiettivo di raccogliere dati e informazioni relative al tasso e alla velocità di recupero dell’olfatto e del gusto, alla presenza di xerostomia e di altri sintomi come tosse, mialgia, debolezza, rinorrea e congestione nasale.
I partecipanti allo studio erano in leggera prevalenza donne, 54 rispetto a 43 uomini, e l’età media era di 37,5 anni, ma con un intervallo che andava da 19 a 74 anni. La durata media della malattia, dalla diagnosi alla guarigione, decretata da due test negativi alla PCR a distanza di 24 ore, è stata di 26 giorni.
In media, il tempo di follow-up è stato di 229 giorni. Dei 65 pazienti inclusi in questo secondo studio che avevano segnalato
una disfunzione del gusto durante la malattia, 40 (
61,5%)
ha riferito un recupero completo, mentre per
i restanti 25 (il 38,5%)
il recupero è stato solo parziale.
Per quanto riguarda
la compromissione dell’olfatto, 34 dei 65 pazienti (
52%) che avevano segnalato questo disturbo durante la malattia hanno avuto un
completo recupero, negli altri 31 (
48%) la funzionalità olfattiva si è ripristinata
solo parzialmente.
Inoltre,
i pazienti che hanno manifestato la
disfunzione olfattiva come sintomo iniziale della malattia
hanno avuto percentuali di recupero completo più basse, mentre la stessa associazione non si è dimostrata statisticamente significativa nel caso del gusto.
Infine,
il completo recupero dell’olfatto è risultato positivamente
associato al pieno recupero del gusto, mentre il genere dei pazienti non ha avuto alcuna influenza.
Indicazioni per il presente e per il futuro
“La nostra analisi degli effetti a lungo termine dell’infezione da Covid-19 ha indicato
una percentuale relativamente
alta di pazienti che mantengono una disfunzione dell’olfatto e del gusto dopo un lungo periodo di follow-up, pari al 48% e al 38,5% rispettivamente. Inoltre, la compromissione dell’olfatto come sintomo iniziale della malattia è stata individuata come un fattore prognostico negativo per il recupero completo di questa funzione sensoriale” commentano gli autori della ricerca. “Sono necessari ulteriori studi per valutare le disfunzioni sensoriali residue che persistono a lungo nei pazienti guariti dall’infezione da Covid-19”.
Reference
Biadsee A, Dagan O, Ormianer Z, et al. Eight-month follow-up of olfactory and gustatory dysfunctions in recovered COVID-19 patients. Am J Otolaryngol. 2021 Apr 20;42(4):103065.
07 Giugno 2021
Autore: 1951