OTOLOGIA

Conservare l’udito dopo un intervento all’orecchio interno

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Anche in assenza di un vestibolo pieno di liquido, sembrerebbe possibile conservare l’udito dopo la rottura del labirinto.

Alcuni ricercatori statunitensi hanno individuato in letteratura casi di pazienti in cui la rottura del vestibolo, dopo una labirintectomia o una procedura per via transtimpanica, non ha provocato la perdita dell’udito In passato si riteneva che qualsiasi intervento all’orecchio interno che portasse alla rottura del labirinto provocasse la perdita dell’udito. Nel corso del tempo, però sono state documentate situazioni in cui questo non avviene. Oggi c’è un generale consenso sul fatto che per preservare l’udito dopo un’operazione all’orecchio interno siano necessarie tre condizioni: la conservazione dell’endolinfa, il mantenimento di un vestibolo pieno di liquido e la conservazione del nervo cocleare e del suo sistema vascolare. Tuttavia, in alcuni studi non è stata segnalata alcuna perdita dell’udito nonostante la rottura del vestibolo a seguito di labirintectomia e di altre procedure per via translabirintica, e questo solleva dubbi sulla effettiva necessità di mantenere il vestibolo pieno di liquido per preservare l'udito.

Una revisione sistematica e un caso clinico

Per cercare di chiarire meglio questo aspetto, alcuni ricercatori statunitensi hanno condotto una revisione sistematica degli studi pubblicati in letteratura per documentare la conservazione dell’udito dopo una labirintectomia o un’altra procedura per via translabirintica. La ricerca è stata condotta su 4 database (PubMed, Scopus, Ovid e Cochrane Library) per articoli pubblicati in lingua inglese fino al 2019; al termine del processo di selezione, sono stati inclusi nell’analisi 10 articoli, per un totale di 10 pazienti che avevano conservato l’udito dopo la rottura del vestibolo. L’età media dei pazienti era 45 anni e 8 erano donne. In 7 casi (in 1 paziente per colesteatoma e negli altri 6 per schwannoma vestibolare) era stato utilizzato un approccio per via translabirintica classico; in 2 studi l’approccio era stato translabirintico modificato, sempre per colesteatoma e per schwannoma; infine, nell’ultimo paziente era stata effettuata una labirintectomia con escissione di una parte dell’utricolo per la rimozione di un colesteatoma. In tutti gli studi, i risultati dell’audiogramma postoperatorio confermano la conservazione dell’udito. Nel lavoro dei ricercatori statunitensi è riportato anche il case report di una paziente di 40 anni con malattia di Ménière all’orecchio sinistro diventata, nel corso di 2 anni, sempre più refrattaria al cambiamento di stile di vita e alla terapia medica con corticosteroidi. Dopo il fallimento delle iniezioni intratimpaniche di gentamicina, e considerata l’entità della disabilità, la paziente è stata sottoposta a labirintectomia completa. La procedura chirurgica ha portato alla risoluzione completa e duratura degli episodi di vertigini. Già alla visita postoperatoria, effettuata dopo 6 mesi, è stata evidenziata la conservazione dell’udito nell’orecchio sinistro, che si è mantenutadopo 18 mesi di follow up.

Nuove ricerche sui possibili meccanismi

“I casi riportati sembrano suggerire la possibilità di conservare l’udito dopo la rottura del labirinto, anche in assenza di un vestibolo pieno di liquido. I pazienti analizzati, infatti, non presentavano alcuna perdita dell’udito dopo un trattamento chirurgico per la malattia di Ménière e dopo la rimozione di uno schwannoma vestibolare o di un colesteatoma” sottolineano gli Autori della ricerca. “Siamo consapevoli che i risultati ottenuti in questo lavoro rappresentano un’eccezione piuttosto che lo standard, ma riteniamo che esistano altri potenziali meccanismi in grado di preservare l’udito in questi casi, sui quali sarebbero opportuni ulteriori studi”.

Reference

Reddy P, Yan F, Liu YF, et al. Hearing preservation in patients who undergo labyrinthectomy and translabyrinthine procedures: a case report and systematic review. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2020 Jun 25. doi: 10.1001/jamaoto.2020.1292.


24 Maggio 2021
Autore: 1951


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