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Metaplasia squamosa dell’epitelio tracheale nel neonato intubato e nel bambino con tracheostomia

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La metaplasia squamosa dell’epitelio tracheale può colpire i neonati intubati in terapia intensiva e i bambini sottoposti a tracheostomia.

Pubblicato sulla rivista International Journal of Pediatric Otorhinolaryngology, uno studio condotto al Children’s Hospital di Los Angeles ha valutato il nesso ex vivo: nonostante il campione esiguo, i risultati sono eloquenti L'intubazione endotracheale non è esente da rischi e quando il danno all’epitelio tracheale è più che lieve può aprire la strada alla metaplasia squamosa, un processo di cicatrizzazione che modifica il tessuto tracheale facendogli perdere le caratteristiche di epitelio ciliato e la capacità di determinare una clearance muco-ciliare adeguata. La metaplasia squamosa si osserva in molti pazienti con tracheostomia e la carenza di umidificazione può rappresentare un fattore concausale assieme al trauma meccanico diretto, mentre nel neonato una intubazione che duri più di una settimana è stata associata a modificazioni squamose dell’epitelio tracheale. Si tratta comunque di dati che provengono soprattutto da rilievi post-mortem e da casi di stenosi tracheale, e quindi da bambini estremamente fragili o particolarmente esposti al rischio. Ad approfondire ex vivo l’andamento della metaplasia squamosa nei casi pediatrici senza stenosi tracheale o danno macroscopico delle vie aeree sottoposti a intubazione o tracheostomia, è stato un recente studio statunitense pubblicato sulla rivista International Journal of Pediatric Otorhinolaryngology. A questo scopo, al Children’s Hospital di Los Angeles sono stati sottoposti a biopsia tracheale tre neonati intubati da avviare a tracheostomia (età media 4,3 mesi) e tre bambini con tracheostomia da sottoporre all’escissione di un granuloma soprastomale (età media 2,1 anni), utilizzando come controlli sette bambini non intubati da sottoporre a laringoscopia e broncoscopia (età media 5,3 anni). I risultati non lasciano margini di dubbio: le biopsie di tutti i neonati intubati e di tutti i bambini con tracheostomia hanno fatto emergere evidenze di metaplasia squamosa, contro nessuna evidenza nei controlli.

La base di partenza per ulteriori approfondimenti

Come sottolineano gli autori dello studio statunitense, questi risultati richiamano l’attenzione sul potenziale rischio di sviluppare la metaplasia squamosa dell’epitelio tracheale che accompagna i neonati intubati nei reparti di terapia intensiva, ma anche i bambini con tracheostomia, nei quali non ci si aspetta un danno di questo genere alle vie aeree. I dati, peraltro, assumono ulteriore valenza dal fatto che sono stati ottenuti ex vivo e che, pur tenendo conto dell’esiguità del campione, sono emersi indipendentemente dal sesso e dall’etnia. Va comunque precisato che i neonati coinvolti nello studio erano intubati da almeno due mesi e avevano dovuto affrontare dalle tre alle sette reintubazioni. Sarebbe quindi importante verificare se la metaplasia squamosa si manifesta anche dopo intubazioni meno protratte e ripetute, e con quale incidenza. Sempre gli Autori auspicano che ulteriori studi di dimensioni più ampie potrebbero determinare la vera incidenza e il significato clinico della metaplasia in risposta alle manovre respiratorie strumentali, delineando meglio i possibili fattori di rischio, l’impatto di sesso, età ed etnia, le comorbilità e i fattori predisponenti. Allo stesso tempo, l’approfondimento dei meccanismi alla base di questo processo potrebbero far comprendere se e quanto è reversibile, e quali sono le probabilità di ripristinare un’adeguata clearance muco-ciliare.

Reference

Knaneh-Monem H, Osterbauer B, Hochstim C. Tracheal squamous metaplasia in children with endotracheal intubation or tracheostomy. Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2021;140:110549.


03 Maggio 2021
Autore: 1952


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