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La Société Française d'ORL supera i limiti legati al teleconsulto in caso di vertigini stilando una guida pratica per pazienti e caregiver.
Pubblicate sugli European Annals of Otorhinolaryngology, Head and Neck Diseases le raccomandazioni della Société Française d'ORL forniscono una guida pratica alla visita a distanza dell’adulto e del bambino
In tempi di pandemia, anche i problemi neurotologici sono passati in secondo piano per le limitazioni imposte dal contenimento del contagio. Ha così avuto nuovo impulso la telemedicina, che ha conquistato sempre più spazio. Ma quanto può essere efficace la visita a distanza di un paziente che presenta vertigini? A rispondere a questa domanda, dettagliando i requisiti, le opportunità e i limiti di questo tipo di approccio, sono le raccomandazioni della Société Française d'ORL pubblicate sugli European Annals of Otorhinolaryngology, Head and Neck Diseases.
I requisiti per un consulto a distanza efficace
Elencate le piattaforme tecnologiche utilizzabili dallo specialista, l’articolo descrive i requisiti base per il consulto a distanza, a partire dalla necessità di
disporre di una linea di comunicazione medico-paziente efficace e dalla protezione dei dati personali sensibili. Prima del consulto viene suggerito di trasmettere al paziente – per telefono o via email – le istruzioni del caso per assicurarsi che lui o il caregiver dispongano di uno smartphone o di un altro device dotato di webcam.
La presenza del caregiver serve anche
a evitare incidenti durante le prove di stabilità posturale
o i test per la vertigine parossistica posizionale benigna.
L’ambiente dev’essere illuminato in modo adeguato, e nel caso il paziente non si trovi a domicilio, ma per esempio in una casa di cura, deve garantire l’appropriata privacy. Durante il consulto sarà necessario
registrare brevi sequenze video che possono rappresentare un importante ausilio diagnostico.
Dalla raccolta anamnestica agli obiettivi base della visita
Passando agli aspetti più clinici del discorso, gli autori ricordano come
nel campo delle vertigini e dei disturbi dell’equilibrio l’anamnesi sia particolarmente importante. Anche nel consulto a distanza, infatti, la raccolta della storia clinica consente di stabilire le caratteristiche, la durata, la frequenza degli attacchi e gli eventuali fattori scatenanti, compreso il possibile ruolo di eventuali trattamenti farmacologici.
Se il paziente è un adulto, l’obiettivo principale è di
far emergere i moventi delle vertigini che possono mettere a repentaglio la sopravvivenza, soprattutto lo stroke, che rappresenta il 3-5% delle urgenze di tipo vestibolare.
Nel caso dei bambini è indispensabile parlare con i genitori, raccogliendo informazioni anche sul background familiare. In questa fascia di età l’obiettivo è soprattutto di
individuare i possibili legami con patologie del SNC (1–3%), in modo particolare i tumori encefalici (incidenza 5,6/100.000 negli under 14). Nell’età pediatrica bisogna prima di tutto verificare l’eventuale storia di deficit uditivi o visivi, la presenza di febbre, traumi recenti o manifestazioni come otorrea e segni di coinvolgimento meningeo.
L’utilità è elevata nel follow-up, ma è limitata nelle urgenze
Nelle raccomandazioni francesi vengono anche elencate le prove diagnostiche che si possono effettuare durante il consulto a distanza e ne vengono descritte le relative interpretazioni. Giusto per accennare alcuni esempi si parla della valutazione dell’oculomotricità e dell’equilibrio, di alcuni test neurologici di base, della verifica del nistagmo per la vertigine posizionale e dell’eventuale istruzione del paziente e del caregiver sul modo in cui effettuare il riposizionamento degli otoliti.
Il lavoro fornisce anche un paio di algoritmi diagnostici adatti al teleconsulto, ma sottolinea che rispetto alla visita
face-to-face il consulto a distanza su un caso di vertigini presenta una serie di limitazioni da non sottovalutare. Se in alcune circostanze la valutazione in regime di telemedicina può consente di fornire una prima risposta ai problemi del paziente, in altre non può sostituire l’approccio tradizionale. Come spiegano infatti gli autori,
il teleconsulto è più adatto alle visite di follow-up di pazienti già valutati in modo tradizionale che a una vista d’urgenza di un nuovo paziente con vertigini.
Reference
Bertholon P, Thai-Van H, Bouccara D, Esteve-Fraysse MJ, Wiener-Vacher SR, Ionescu E. Guidelines of the French Society of Otorhinolaryngology (SFORL) for teleconsultation in patients with vertigo during the COVID-19 pandemic [published online ahead of print, 2020 Dec 14]. Eur Ann Otorhinolaryngol Head Neck Dis. 2020;S1879-7296(20)30280-5.
26 Aprile 2021
Autore: 1952