VESTIBOLOGIA
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Nella strategia diagnostica del minimo stimolo, introdotta da qualche tempo nella pratica clinica vestibolare, quattro sono i momenti adottati nel percorso diagnostico che deve necessariamente giungere alla determinazione del lato, del canale e del braccio in cui sono localizzati gli otoconi al fine di poter eseguire la manovra liberatoria più corretta.
Fig.1[/caption]
Nella flessione del capo in avanti (Bowing Position), l’ammasso otoconiale scivolando genera un flusso endolinfatico ampullipeto che determina una inibizione del recettore ampollare (II legge di Edwald) e il conseguente nistagmo verticale down-beating oltre che una componente torsionale oraria o antioraria in relazione al lato affetto.
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Fig.2[/caption]
Per contro nella estensione del capo (Leaning Position) l’ammasso otoconiale scivola allontanandosi dall’ampolla generando una corrente endolinfatica ampullifuga, che eccita il recettore ampollare e conseguentemente dovrebbe essere osservato un nistagmo verticale up-beating, evidenza ben più rara.
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Fig.3[/caption]
Le due posizioni non hanno lo stessa forza nel generare il flusso endolinfatico in quanto in Bowing position il piano che il canale posteriore forma con il piano orizzontale è un angolo aperto in avanti di 90 gradi ( Fig.2) per cui l’ammasso otoconiale è praticamente in caduta libera verso l’ampolla, ed il vettore gravitazionale esprime tutta la sua forza; mentre in Leaning position il piano del canale posteriore forma con il piano orizzontale un angolo di appena 45 gradi per i limiti anatomici di estensione del collo (Fig.3), per cui il flusso endolinfatico che ne deriva avrà una intensità pressoché dimezzata e per tale motivo non sempre efficace a generare un nistagmo up-beating, e comunque se questo si produce avrà una intensità più che ridotta.
Nella manovra di Dix-Hallpike, il canale posteriore viene completamente capovolto così come la l’incidenza della forza di gravità sull’ammasso otoconiale.
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Fig.4[/caption]
Questo cambiamento di direzione della forza di gravità, con il movimento degli otoconi, crea un flusso endolinfatico, che potrà essere ampullipeto o ampullifugo, che consente l’osservazione dei nistagmi caratteristici. (Nella figura, ampullifugo).
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Fig.5[/caption]
Nel Bow and Lean test invece, la rotazione del canale posteriore nella estensione del capo è davvero minima (Fig.5), trascurabile è quindi il cambiamento dell’incidenza del vettore gravitazionale sull’ammasso otoconiale. Alla fine, i cambiamenti nel flusso endolinfatico dipendono esclusivamente dalla massa otoconiale; quindi, il nistagmo verticale potrebbe non apparire in Leaning position a meno che i detriti non siano di dimensioni sufficienti a determinare comunque una corrente endolinfatica.
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Fig.6[/caption]
Nella Flessione del capo la rotazione del canale posteriore è tale che l’incidenza del vettore gravitazionale sull’ammasso otoconiale è massima per cui lo scivolamento ampullipeto esercita a pieno la sua attività inibendo il recettore ampollare ed in questo caso l’osservazione del nistagmo down-beating.
29 Marzo 2021
Autore: 3080
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