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Gli effetti positivi dell’impianto cocleare sulle funzioni cognitive degli anziani

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L’impianto cocleare ha migliorato la funzione cognitiva complessiva e l’attenzione negli anziani con grave deficit uditivo.

I risultati di uno studio internazionale indicano che gli anziani con impianto cocleare, dopo un anno di utilizzo, mostrano miglioramenti più significativi delle funzioni cognitive rispetto ai coetanei con deficit uditivo, ma senza impianto Nel corso del tempo, gli studi hanno fornito una notevole quantità di dati a sostegno del fatto che gli anziani con deficit uditivi vadano incontro a un declino cognitivo più rapido rispetto ai coetanei che conservano una capacità uditiva normale. Nonostante siano state avanzate diverse ipotesi, il meccanismo alla base della relazione tra la perdita di udito e il declino cognitivo non è stato ancora individuato con certezza. Alcuni studi, poi, suggeriscono che le persone con un grado maggiore di perdita dell’udito hanno un rischio più alto di avere un declino cognitivo accelerato. Quindi, gli effetti positivi della riabilitazione uditiva sull’aspetto cognitivo potrebbero essere più significativi con l’impiego dell’impianto cocleare nelle persone con deficit uditivo da grave a profondo rispetto all’uso degli apparecchi acustici negli anziani con deficit uditivo da moderato a grave. Un gruppo internazionale di ricerca ha cercato di chiarire l’effetto dell’utilizzo dell’impianto cocleare sull’evoluzione cognitiva degli anziani.

Impianto cocleare ed evoluzione delle capacità cognitive: lo studio

I ricercatori hanno condotto uno studio prospettico, longitudinale e controllato per confrontare l’andamento delle capacità cognitive di pazienti anziani con deficit uditivo severo-profondo dopo l’impianto cocleare con quello di un gruppo di pazienti simili senza impianto cocleare. Allo studio hanno partecipato 5 centri in Belgio, Spagna, Polonia, Regno Unito e Australia, appartenenti alla rete HEARRING, un gruppo multidisciplinare di 30 strutture di riferimento che mira a definire standard evidence based per fornire a ogni potenziale soggetto con ipoacusia la migliore soluzione possibile in termini di impianto uditivo. Nel gruppo di intervento sono stati inclusi 24 pazienti con almeno 55 anni di età che avevano ricevuto un impianto cocleare; nel gruppo di controllo, altrettanti soggetti senza impianto sono stati abbinati ai pazienti in termini di sesso, età, livello di istruzione, funzioni cognitive e udito residuo. L’età media dei pazienti all’ingresso dello studio era di 72 anni nel gruppo di trattamento e di 73 anni in quello di controllo. È stata valutata la variazione del punteggio totale alla scala RBANS-H (Repeatable Battery for the Assessment of Neuropsychological Status for Hearing impaired individuals), che permette di analizzare lo stato neuropsicologico in persone con problemi di udito, e dei punteggi relativi ai singoli aspetti, per studiare l’evoluzione cognitiva in entrambi i gruppi. Inoltre, attraverso questionari, scale e score validati, sono stati valutati i cambiamenti nella qualità del suono riferiti dai pazienti, la percezione soggettiva della disabilità uditiva, gli stati di ansia e di depressione e il livello di affettività negativa (la tendenza a sperimentare spesso emozioni negative) e di inibizione sociale (la tendenza a inibire le manifestazioni emotive e i comportamenti nelle interazioni con gli altri), cioè i tratti che identificano la personalità di tipo D. Le valutazioni sono state effettuate al momento dell’inclusione del paziente nello studio e ripetute dopo 14 mesi. Dopo l’impianto cocleare, nel gruppo di intervento sono stati registrati miglioramenti della funzione cognitiva nel suo complesso, e in particolare per quanto riguarda l’aspetto dell’attenzione, durante il periodo di osservazione; i miglioramenti di questi punteggi sono stati più significativi rispetto a quelli rilevati nel gruppo di controllo. Rispetto al gruppo di controllo, inoltre, l’impianto cocleare ha determinato effetti positivi significativamente migliori in termini di percezione da parte del paziente delle proprie capacità uditive, mentre non sono state rilevate differenze tra i gruppi per quanto riguarda gli stati di ansia e di depressione. Infine, nel gruppo di intervento è stata registrata una riduzione del 20% della presenza di tratti della personalità di tipo D (alti livelli di affettività negativa e di inibizione sociale) dopo l’impianto cocleare, a fronte di un aumento del 13% nel gruppo di controllo.

Come interpretare i risultati

L’impianto cocleare ha migliorato la funzione cognitiva complessiva e l’attenzione negli anziani con grave deficit uditivo rispetto ai soggetti di controllo con deficit uditivo, ma senza impianto” commentano gli Autori della ricerca. “Tuttavia, nonostante l’utilizzo per un anno dell’impianto cocleare, i pazienti non hanno colmato il divario con i coetanei senza deficit uditivo in termini di prestazioni cognitive. Questo evidenzia la necessità di una riabilitazione cognitiva aggiuntiva a lungo termine dopo l’impianto cocleare”.

Reference

Mertens G, Andries E, Claes AJ, et al. Cognitive improvement after cochlear implantation in older adults with severe or profound hearing impairment: a prospective, longitudinal, controlled, multicenter study. Ear Hear. 2020 Oct 9. doi: 10.1097/AUD.0000000000000962.


22 Marzo 2021
Autore: 1951


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