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Ipoacusia neurosensoriale improvvisa: il ruolo della disfunzione tiroidea

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La disfunzione tiroidea, caratterizzata da valori anomali di T3 e FT3, è stata correlata all'’ipoacusia neurosensoriale improvvisa.

Uno studio condotto in Cina ha rilevato una maggiore incidenza di disfunzioni della tiroide nei pazienti con questo disturbo rispetto alla popolazione generale e ha suggerito un possibile ruolo per T3 ed FT3 come fattori prognostici L’ipoacusia neurosensoriale improvvisa comporta una inattesa e significativa riduzione dell’udito da un orecchio che si sviluppa nel corso di circa 72 ore, senza una causa facilmente individuabile. I fattori scatenanti questo disturbo non sono ancora conosciuti, così come il meccanismo fisiopatologico preciso che porta al suo sviluppo; si sa, però, che diverse malattie sistemiche hanno un effetto differente sull’insorgenza e sulle conseguenze dell’ipoacusia neurosensoriale uditiva. In particolare, circa una persona ogni quattro con disfunzione tiroidea congenita presenta un deficit uditivo di qualche tipo, e i dati disponibili sembrano indicare che il rischio di ipoacusia è strettamente correlato alla gravità della disfunzione. D’altra parte, l’ormone tiroideo ha un ruolo importante nello sviluppo dell’orecchio e della funzione uditiva nel feto.  Tuttavia, non ci sono dati specifici sul rapporto tra la disfunzione tiroidea e l’ipoacusia neurosensoriale improvvisa. Un gruppo di ricercatori cinesi, quindi, ha condotto un’analisi retrospettiva per valutare la distribuzione della disfunzione tiroidea, le caratteristiche e la gravità del disturbo, e l’outcome in termini di funzione uditiva nei pazienti con ipoacusia neurosensoriale improvvisa.

Uno studio per indagare il legame

Sono stati analizzati i dati di 676 pazienti con età media all’esordio di 45 anni, trattati per ipoacusia neurosensoriale improvvisa in un unico centro di Pechino tra il 2008 e il 2015. Per 332 pazienti (49,11%) l’ipoacusia interessava l’orecchio sinistro, mentre nei restanti 344 casi (50,89%) era colpito l’orecchio destro. In base all’audiogramma, è stato caratterizzato il tipo di ipoacusia improvvisa: il più diffuso era quello profondo (290 casi, 42,90%), seguito da quello piatto (149 casi, 22,04%) e quindi da quello discendente (141 casi, 20,86%).  L’audiometria tonale liminare è stata eseguita prima e dopo il trattamento, e i pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: quelli che avevano avuto un recupero dell’udito (303 casi, 44,82%) e quelli che non avevano recuperato (373 casi, 55,18%). Per tutti i partecipanti è stata valutata la funzionalità tiroidea in termini di valore dei marcatori TSH, T3, T4, FT3 e FT4, e per ciascuno di questi sono state definite 3 categorie: normale, alto e basso. Nel complesso, la funzionalità tiroidea è risultata normale nel 76% circa dei pazienti (511 su 676), mentre il restante 24% (165 pazienti) presentava una disfunzione, caratterizzata dalla presenza di almeno un valore anomalo dei marcatori considerati. Nel gruppo di pazienti con valori di FT3 anomali (15 casi) l’età di insorgenza dell’ipoacusia neurosensoriale improvvisa era significativamente più bassa rispetto a quella dei pazienti che presentavano valori normali del marcatore; questo valeva sia per il sottogruppo con FT3 superiore sia per quello con FT3 inferiore alla soglia di normalità. I ricercatori hanno poi condotto un’analisi statistica per valutare l’eventuale correlazione tra la disfunzione della tiroide e l’outcome uditivo. È emerso che nel gruppo di pazienti in recupero uditivo vi era un numero maggiore di pazienti con un valore di T3 inferiore alla norma rispetto al gruppo di pazienti per i quali non c’era stato recupero dopo il trattamento. Inoltre, un basso livello di T3 è risultato correlato in modo statisticamente significativo a una minore probabilità per il paziente di non recuperare l’udito, ma solo nel sottogruppo delle persone per le quali tra l’esordio dei sintomi e il trattamento era trascorso un periodo di almeno 14 giorni.

Indicazioni per la pratica clinica

In questo studio abbiamo riscontrato una maggiore incidenza di disfunzione tiroidea nei pazienti con ipoacusia neurosensoriale improvvisa rispetto alla popolazione generale. Inoltre, è emersa una relazione tra la disfunzione tiroidea correlata a valori anomali di T3 e FT3 e il tempo di insorgenza e l’outcome uditivo: questo suggerisce che T3 o FT3 possano essere uno dei fattori che influenzano la prognosi del disturbo” commentano gli autori dello studio. “Nella pratica clinica, quindi, lo screening della funzionalità tiroidea, in particolare la misurazione del livello di T3, può aiutare a valutare la prognosi del trattamento dei pazienti con ipoacusia neurosensoriale improvvisa di lunga durata”.

Reference

Zhu Y, Bing D, Wang D, et al. Analysis of thyroid dysfunction in patients with sudden sensorineural hearing loss. World J Otorhinolaryngol Head Neck Surg 2021;7(1):1-8.


15 Febbraio 2021
Autore: 1951


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