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Nuova metanalisi collega la MRGE al rischio di tumori del distretto testa-collo, in particolare nella localizzazione laringea.
Per ovviare al rallentamento di tutte le prestazioni standard determinato dalla pandemia di Covid-19, la Société Française d'Audiologie (SFA) e la Société Française d’ORL (SFORL) hanno realizzato una guida pratica alla tele-audiologia
Come in Italia e nel resto del mondo, anche in Francia l’accesso alla diagnosi e al trattamento dei pazienti di pertinenza Orl è stato pesantemente penalizzato dalla pandemia di Covid-19. E anche in questo campo il rallentamento delle prestazioni standard ha avuto come conseguenza diretta l’aumento del ricorso alla telemedicina. Appunto per questo, un team di esperti della Société Française d'Audiologie (SFA) e della Société Française d’ORL (SFORL) ha realizzato una guida pratica alla tele-audiologia che è stata pubblicata sull’European Annals of Otorhinolaryngology, Head and Neck Diseases.
Review della letteratura sull’otoscopia a distanza
Il documento francese propone prima di tutto una review della letteratura sull’esame otoscopico a distanza.
La tele-otoscopia implica l’acquisizione di immagini o brevi video da remoto che, nella maggioranza delle pubblicazioni, viene eseguita da un operatore sanitario e poi valutata dallo specialista in diretta (
telemedicina sincrona) o in differita (
telemedicina asincrona). Gli studi si basano per lo più sulla valutazione asincrona nel contesto di screening condotti in regioni dove l’accesso diretto all’assistenza è problematico, e gli autori ritengono che ci sia una buona correlazione con la visita
face-to-face (90-91%), seppure a fronte di un numero elevato di immagini di bassa qualità. In realtà
l’ostacolo principale dell’otoscopia a distanza è la legislazione francese che, a differenza di quanto avviene in altre realtà,
non prevede che l’acquisizione delle immagini sia affidata a un operatore sanitario – per esempio un infermiere –
ma impone che sia gestita da un medico. L’impiego riguarda soprattutto il paziente ricoverato in un altro reparto/ospedale o che si trova nell’ambulatorio del medico di medicina generale in cui sia disponibile un otoscopio che consenta di acquisire immagini o video in risoluzione adeguata.
I test audiometrici che si possono condurre a distanza
Il capitolo che il documento francese dedica agli esami audiometrici che si possono condurre da remoto è particolarmente ampio. Viene per esempio descritto
l’impiego di apposite app per smartphone e tablet che – verificato che il rumore di fondo sia sufficientemente basso –
consentono al paziente di eseguire in autonomia un test di conduzione aerea con l’ausilio di un paio di cuffie standard. L’obiettivo, in questo caso, è di verificare se è necessario consultare uno specialista. Una di queste app, per esempio, permette al paziente di eseguire un test audiometrico
speech-in-noise che, grazie a caratteristiche specifiche, fa emergere eventuali disturbi uditivi asimmetrici o problemi di conduzione.
Diverse le valutazioni che lo specialista può condurre a distanza, accedendo da remoto al dispositivo elettronico del paziente sul quale è stato installato il software tele-audiometrico, che consente di eseguire un efficace test
speech-in-noise e di individuare eventuali ipoacusie simmetriche/asimmetriche, bilaterali/unilaterali o di conduzione. Sulle molteplici opzioni tecnologiche
il documento francese fornisce i consigli pratici per ovviare a problemi come l’eccessivo rumore di fondo e per eseguire valutazioni a distanza che non possono rimpiazzare i test audiometrici tradizionali, ma che nel contesto della pandemia consentono, quanto meno, di far emergere se il problema è neurosensoriale o di conduzione e di stabilire il grado di urgenza che comporta il caso.
Le limitazioni per l’età pediatrica e quella geriatrica
Un cenno, infine, alle applicazioni Orl in telemedicina nei bambini e negli anziani.
Nel campo dell’audio-foniatria pediatrica, anche se dai 6-7 anni in avanti si può ricorrere alle stesse modalità utilizzate per l’adulto, a parte la regolazione da remoto degli apparecchi acustici e degli impianti cocleari, la guida francese limita il discorso alla valutazione di documentazioni inviate tramite piattaforme che garantiscano la protezione dei dati sensibili e al
teleconsulto con il pediatra per rispondere ai quesiti dei genitori e individuare eventuali urgenze.
Negli anziani, invece, per i quali il consulto audiologico a distanza sarebbe particolarmente utile,
il limite principale è rappresentato dal fatto che in Francia il 15% della fascia anagrafica 60–74 anni e il 53% di quella over 75 non dispone di un accesso a internet.
Reference
Thai-Van H et al. Telemedicine in Audiology. Best practice recommendations from the French Society of Audiology (SFA) and the French Society of Otorhinolaryngology-Head and Neck Surgery (SFORL9. Eur Ann Otorhinolaryngol Head Neck Dis. 2020 Oct 20
11 Gennaio 2021
Autore: 1952