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L'essere umano è un'unità somato-psichica. L'intervento psicologico risulta, quindi, parte integrante nella cura dei pazienti ipoacusici.
Come psicoterapeuti siamo chiamati a compiere interventi rivolti a pazienti affetti da condizioni mediche caratterizzate da alterazioni organiche o funzionali, per le quali sperimentano vissuti psicologici di disagio.
La visione “organica” è stata spesso messa in primo piano rispetto alle implicazioni sulle condizioni psicologiche, ma sappiamo bene come entrambe le dimensioni allo stesso titolo siano comuni e trasversali alle malattie.
Non possiamo prescindere nell'intervento clinico medico e/o psicologico dal considerare l'essere umano come unità somato-psichica. Il corpo influisce sulla mente e la mente influisce sul corpo, non c'è salute mentale senza salute organica e, viceversa, non c'è salute psichica senza salute organica: “Psiche e corpo non sono entità separate, ma costituiscono insieme la vita dell'uomo” (C. G. Jung, 1917).
Gli aspetti da considerare
Quali sono gli aspetti da tenere presente quando ci si occupa della salute psicologica nei pazienti affetti da ipoacusia? Come clinici dobbiamo farci guidare dal modello Bio-psicosociale di Engel dove salute e malattia si interfacciano con lo stile di vita, le reazioni fisiologiche organiche (attivazione del sistema di regolazione dello stress ipotalamo-ipofisi-surrene, sistema immunitario), con la personalità, la percezione di sé stessi, la capacità di mentalizzare, le attitudini, le credenze, la religione nonché con l'ambiente, con il sociale, con la rete di sostegno e con il livello socioeconomico.
L'OMS nel definire la salute sottolinea come essa sia uno "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia".
Da questo punto di vista l'ipoacusia, ovvero la diminuzione della capacità uditiva (da forme lievi fino alla sordità completa), è una condizione che perturba l'omeostasi sia dell'individuo sia del suo sistema relazionale allargato. L'adattamento alla nuova condizione medica, quindi, dipende da diversi fattori mutualmente interagenti.
La psicofisiologia dello stress ci permette di comprendere alcuni meccanismi che si innescano a fronte di un evento percepito come minaccioso per la salute/vita: lo stressor (ipoacusia) attiva il sistema d'arousal in risposta all'evento come strategia di adattamento.
La condizione di stress impatta sulla struttura neurofisiologica del cervello secondo le proprietà della neuroplasticità. Il sistema implicato nella condizione di stress può in modo fisiologico e naturale disattivarsi tornando alla condizione iniziale qualora il processo di adattamento trovi una risoluzione adattiva.
Questo non sempre accade e il sistema rimane iperattivato generando sul piano psicologico difficoltà emotive e talvolta anche reazioni somatiche.
L’intervento psicologico
L'intervento psicologico permette di rielaborare i fattori attuali, legati a situazioni passate o relativi a preoccupazioni/paure riguardo al futuro, che mantengono il sistema di risposta allo stressor iperattivato.
È dunque fondamentale comprendere la rappresentazione della malattia costruita dal paziente, le strategie di coping adottate e apprese nella crescita, gli eventi negativi significativi e l'impatto che hanno avuto sulla persona, nonché promuovere nei pazienti stessi collegamenti di significato tra queste parti e le condizioni cliniche del presente.
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Dottoressa Laura Franchomme
Psicologa - Psicoterapeuta
Unità Operativa di Otorinolaringoiaria, Ospedale “G. da Saliceto” – Piacenza[/caption]
Angoscia, rabbia, umore deflesso sono alcune delle reazioni che lo psicologo incontra nella relazione terapeutica con il paziente.
Sul piano cognitivo la perdita elicita la modificazione degli stati mentali e della possibilità di orientarsi nel presente e nel futuro. I pazienti possono descrivere pensieri su di sé (cognizioni negative) che hanno a che fare con il controllo riportando senso di impotenza, di sentirsi indifesi o di subire la condizione fisica emergente.
Il percepirsi impotenti, senza controllo, può generare emozioni come la paura.
Non solo la persona affetta da ipoacusia vive sentimenti e pensieri appena descritti, ma anche le persone (sistema relazionale) vicine, dal punto di vista affettivo, possono sperimentarli. Numerosi studi evidenziano come il modo in cui un individuo e una famiglia affrontano un’esperienza perturbante, contengono i livelli di stress influenzando i processi di adattamento immediati e nel lungo periodo.
Walsh definisce la resilienza come la capacità di riprendersi e di uscire
più forti e provvisti di nuove risorse rispetto all’avversità; implica qualcosa di più di una mera capacità di sopravvivenza, di superare o sfuggire a una sofferenza. In questo senso la resilienza fa sì che le persone risanino le ferite assumendo il controllo della propria esistenza e riprendendo ad essere soggetti del progetto di vita.
In questa prospettiva l'intervento psicologico diviene parte integrante della presa in carico dei pazienti ipoacusici agendo sui fattori di protezione e di risposta che influiscono direttamente e sono strettamente connessi all'evolversi della condizione medica.
02 Dicembre 2020
Autore: 2207