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La clorochina e l’idrossiclorochina, farmaci utilizzati per trattare pazienti COVID-19, potrebbero determinare anche casi di ototossicità.
Tra i farmaci in studio per trattare l’infezione da nuovo coronavirus, la clorochina e l’idrossiclorochina hanno ricevuto una notevole attenzione. A questi composti sono associati effetti avversi noti, ma in letteratura sono stati riportati anche casi di ototossicità, con conseguenze che potrebbero riguardare i pazienti sopravvissuti al COVID-19
Clorochina e idrossiclorochina sono farmaci utilizzati da tempo per il trattamento della malaria e di alcune malattie infiammatorie croniche come il lupus eritematoso sistemico e l’artrite reumatoide, ma sono balzate agli onori della cronaca nel corso degli ultimi mesi come possibili terapie accessibili e poco costose contro il COVID-19.
Attualmente sono in corso numerosi trial per valutare l’efficacia di questi composti nel trattamento del COVID-19, che trovano un razionale proprio nella loro attività antivirale e antinfiammatoria; sebbene non siano ancora disponibili evidenze solide a sostegno del loro impiego – così come per le altre terapie in sperimentazione – al momento questi farmaci sono utilizzati off label e per uso compassionevole nei pazienti con malattia moderata e grave in diversi paesi.
Gli eventi avversi riconosciuti come potenzialmente associati alle terapie con clorochina e idrossiclorochina sono principalmente le aritmie cardiache, le retinopatie e la debolezza muscolare.
Tuttavia, in letteratura sono riportati anche dati relativi a una possibile ototossicità correlata con l’assunzione di questi farmaci.
Ototossicità: cosa dice la letteratura
I possibili effetti negativi indotti dall’impiego di questi composti riguardano
danni alle strutture dell’orecchio interno, che possono provocare ipoacusia, acufene e perdita di equilibrio.
Un gruppo di ricercatori inglesi e tailandesi ha condotto una revisione della letteratura con l’obiettivo di
raccogliere le evidenze disponibili sull’ototossicità della clorochina e dell’idrossiclorochina e discutere le possibili implicazioni per i pazienti trattati con successo con queste terapie per COVID-19.
La ricerca nei database di pubblicazioni scientifiche in lingua inglese ha permesso di identificare 17 studi che riportavano dati rilevanti, 11 relativi all’ototossicità dopo terapia con clorochina e 6 relativi all’ototossicità dopo terapia con idrossiclorochina. La maggior parte dei lavori (13 pubblicazioni) era rappresentata da case report, ma sono stati analizzati anche 2 studi osservazionali con 30 e 74 pazienti, 1 studio caso-controllo con 19 pazienti e una review.
L’analisi dei dati raccolti indica che l’ipoacusia neurosensoriale, l’acufene e la mancanza di equilibrio sono in generale manifestazioni transitorie dell’ototossicità successiva all’assunzione di clorochina o idrossiclorochina; tuttavia sono stati descritti casi, per quanto rari, di disfunzioni uditive e vestibolari permanenti. Va sottolineato, però, che
in diversi casi l’ipoacusia neurosensoriale può essere associata anche a cause diverse dalla terapia, per esempio una malattia autoimmune. In generale, poi, mancano dati da studi con popolazioni numerose e con buona metodologia, che fornirebbero indicazioni più solide.
La comparsa di ototossicità dopo il trattamento con clorochina risulta più rapida rispetto a quella successiva all’assunzione di idrossiclorochina, che si manifesta dopo un trattamento prolungato.
In considerazione del fatto che la dose suggerita di clorochina per il trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2 è considerevolmente più elevata di quella che viene normalmente usata per la terapia della malaria, è ragionevole supporre che anche l’effetto ototossico possa essere maggiore, e questo suggerisce possibili implicazioni per i pazienti sopravvissuti al COVID-19 che hanno assunto clorochina o idrossiclorochina.
L’importanza di valutare l’udito
“I medici devono essere consapevoli della possibilità di ototossicità nei pazienti trattati con clorochina e idrossiclorochina che sopravvivono al COVID-19” commentano gli autori. “Gli eventuali sintomi di ipoacusia, acufene o mancanza di equilibrio riferiti dai pazienti devono essere presi in considerazione e, se opportuno, devono essere predisposte le valutazioni e gli interventi appropriati. Inoltre,
il monitoraggio audiologico dovrebbe essere incluso nel protocollo dei trial clinici che valutano la clorochina e l’idrossiclorochina”.
Reference
Prayuenyong P, Kasbekar AV, Baguley DM. Clinical implications of chloroquine and hydroxychloroquine ototoxicity for COVID-19 treatment: a mini-review. Front Public Health. 2020;8:252.
09 Novembre 2020
Autore: 1951