AUDIOPROTESI

Una misurazione combinata per valutare i benefici dei sistemi a conduzione ossea

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I potenziali evocati corticali e la valutazione neuropsicologica sono state utilizzate insieme per valutare la funzionalità uditiva corticale e gli esiti della riabilitazione dopo l’impianto di un sistema BAHA in un bambino con ipoacusia.

I potenziali evocati corticali e la valutazione neuropsicologica sono state utilizzate insieme per valutare la funzionalità uditiva corticale e gli esiti della riabilitazione dopo l’impianto di un sistema BAHA in un bambino con ipoacusia Nei bambini la riabilitazione uditiva per l’ipoacusia deve essere più tempestiva possibile, in quanto il disturbo, specie se severo, aumenta il rischio di problemi nello sviluppo dell’area del linguaggio e nei processi cognitivi non verbali. Per i pazienti che soffrono di ipoacusia conduttiva o mista l’utilizzo di un sistema a conduzione ossea (Bone-Anchored Hearing Aid, BAHA) risulta spesso molto efficace. Per valutare la sensibilità dell’udito e la capacità di elaborazione uditiva centrale è particolarmente utile il test dei potenziali evocati corticali (Cortical Auditory Evoked Potentials, CAEPs), il cui tracciato è caratterizzato nei bambini senza problemi di udito da un picco positivo, la componente P1. Nei bambini più piccoli il tempo di latenza di P1 è circa 200-300 ms, poi decresce gradualmente fino a raggiungere una latenza di 50-70 ms negli adulti: questo andamento riflette l’aumento nella capacità di trasmettere il suono lungo le vie uditive nella corteccia in modo efficiente e può quindi essere considerato un parametro oggettivo utile per valutare l’efficacia degli apparecchi acustici nei bambini con ipoacusia, in particolare per quanto riguarda i sistemi BAHA. Dopo l’impianto, gli effetti sullo sviluppo devono essere tenuti sotto controllo attraverso la valutazione neuropsicologica, che consente di ottenere un quadro completo, non limitato alle sole abilità legate al linguaggio.

Il caso clinico

Un gruppo di ricercatori romeni ha presentato un caso in cui la funzione uditiva corticale è stata valutata combinando misurazioni elettrofisiologiche e neuropsicologiche, dopo l’impianto di un sistema BAHA. Il caso riguardava un bambino di 7 anni con ipoacusia congenita dovuta a malformazioni che coinvolgevano l’orecchio esterno e medio. Dopo l’impianto e la riabilitazione uditiva con un apparecchio acustico a conduzione ossea, sono stati misurati i potenziali evocati corticali ed è stata condotta una valutazione neuropsicologica utilizzando uno strumento validato (scala Wechsler Intelligence Scale for Children – Fourth Edition). Le misurazioni attraverso i potenziali evocati uditivi hanno indicato che la forma dell’onda della componente P1 era normale, mentre la latenza era ritardata come previsto in base all’età. Non erano però disponibili i risultati dei potenziali evocati prima dell’impianto, per cui non era possibile effettuare un confronto tra le latenze. La valutazione neuropsicologica ha indicato che il bambino aveva un punteggio borderline per quanto riguarda la memoria di lavoro e la capacità di ragionamento con l’utilizzo delle parole, mentre la  capacità di ragionamento senza verbalizzazione era nella media e la capacità di elaborazione era sotto la media rispetto ai coetanei.

Una valutazione complessiva dello sviluppo dei bambini

«L’importanza di presentare questo caso risiede nella necessità di promuovere l’importanza di una valutazione complessiva dell’andamento dello sviluppo nei bambini con ipoacusia dopo l’impianto di un sistema a conduzione ossea» spiegano i ricercatori. «I potenziali evocati corticali, insieme alla valutazione neuropsicologica, possono rappresentare uno strumento essenziale per valutare la funzionalità uditiva corticale e un supporto clinico utile per quantificare gli esiti della riabilitazione uditiva nei bambini con ipoacusia dopo l’impianto di un sistema BAHA». Reference Pantelemon C, Necula V, Livint Popa L, et al. Assessment of cortical auditory function using electrophysiological and neuropsychological measurements in children with bone-anchored hearing aids. J Med Life. 2020;13(1):102-6.


12 Ottobre 2020
Autore: 1951


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