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Il dispositivo adesivo ha un buon valore predittivo dei risultati audiometrici ottenibili con l’apparecchio attivo semi-impiantabile a conduzione ossea.
Un gruppo di ricercatori italiani ha valutato, con risultati positivi, un nuovo sistema passivo di stimolazione a conduzione ossea applicabile alla cute con un adesivo, come strumento per prevedere gli outcome di un dispositivo attivo semi-impiantabile, prima della chirurgia.
L’introduzione dell’impianto attivo a conduzione ossea ha ampliato il panorama delle opzioni di trattamento dell’ipoacusia conduttiva e mista. Questo tipo di dispositivo, attualmente disponibile presso un unico produttore, si è dimostrato efficace nel migliorare la soglia audiometrica, la discriminazione vocale sia in quiete sia nel rumore e la soddisfazione dei pazienti.
Sebbene l’intervento chirurgico di impianto sia sicuro e associato a un’incidenza ridotta di complicazioni, si tratta di una procedura invasiva e sarebbe quindi importante poter fornire al paziente una previsione realistica degli esiti del trattamento. Per questo motivo è di solito raccomandata una prova con stimolazione esterna mediante un dispositivo a conduzione ossea, per simulare il risultato funzionale che si potrebbe ottenere dopo l’impianto.
Di recente è stato sviluppato un sistema di stimolazione a conduzione ossea con adattatore adesivo, che si applica alla cute e trasmette lo stimolo al cranio senza fare pressione sull’area interessata. I dati clinici di efficacia per questo dispositivo, data la sua recente introduzione, sono ancora limitati, ma i risultati audiologici disponibili sono positivi anche alle frequenza più elevate, così come i benefici percepiti dai pazienti in termini di assenza di irritazioni cutanee e dolore.
Al momento, però, non sono stati condotti studi per confrontare l’efficacia del dispositivo adesivo a conduzione ossea con quella dell’impianto attivo semi-impiantabile in termini di riconoscimento delle parole in condizioni di rumore.
Lo studio italiano
Un gruppo di ricercatori italiani ha condotto uno
studio con l’obiettivo di valutare in pazienti con ipoacusia conduttiva o mista il valore predittivo dei dati uditivi acquisiti con il dispositivo adesivo a conduzione ossea passivo rispetto agli outcome di quello attivo.
A questo scopo, i ricercatori hanno confrontato i dati storici a medio termine dei pazienti sottoposti a intervento per il posizionamento del dispositivo attivo semi-impiantabile nel Reparto di Otorinolaringoiatria della Città della Salute e della Scienza di Torino con quelli ottenuti con il nuovo dispositivo passivo.
Nello studio sono stati inclusi 15 pazienti, 12 donne e 3 uomini con età media di 40 anni, che erano stati sottoposti all’impianto dopo il 2014. La metà dei pazienti aveva una malformazione dell’orecchio, mentre in 8 casi è stata l’otite media cronica a causare l’ipoacusia (che era bilaterale in 13 casi). Il follow up mediano è stato di 26 mesi.
Per tutti i pazienti è stata effettuata una audiometria tonale liminare con cuffie e senza apparecchio acustico. Per raccogliere i dati audiometrici è stata utilizzata l’audiometria vocale in campo libero in tre diverse condizioni:
- senza supporto uditivo
- con il dispositivo semi-impiantabile attivato
- con il dispositivo semi-impiantabile spento e quello passivo adesivo attivato.
Rispetto al baseline, cioè alla condizione di mancanza di amplificazione, il riconoscimento delle parole è migliorato significativamente con entrambi i dispositivi:
- il valore medio di SRT100 (intensità di soglia alla quale si ha il riconoscimento del 100% delle parole) con il dispositivo attivo semi-impiantabile è risultato 48,67 dB vs 62,27 dB, mentre con il dispositivo passivo adesivo era 50 dB vs 62,27 dB
- il valore medio di SRT50 (intensità di soglia alla quale si ha il riconoscimento del 50% delle parole) con il dispositivo attivo semi-impiantabile era 25,33 dB vs 47,50 dB, mentre con il dispositivo passivo adesivo 30 dB vs 47,50 dB.
Per quanto riguarda SRT100 non sono state rilevate differenze significative tra i due tipi di dispositivi.
Come interpretare i risultati
«L’obiettivo dello studio non era stabilire quale dispositivo fosse più efficace, ma capire se il dispositivo passivo adesivo può simulare l’outcome che si potrebbe ottenere con l’impianto attivo a conduzione ossea in determinate condizioni» specificano gli autori dello studio, pubblicato ad agosto 2019 su
European Archives of Oto-Rhino-Laryngology. «I risultati indicano che il dispositivo adesivo ha un buon valore predittivo dei risultati audiometrici ottenibili con l’apparecchio attivo semi-impiantabile a conduzione ossea, specialmente ai livelli più elevati di stimolazione. Queste indicazioni sono utili per il counselling dei pazienti che devono intraprendere una riabilitazione per ipoacusia conduttiva o mista».
Reference
Canale A, Boggio V, Albera A, et al. A new bone conduction hearing aid to predict hearing outcome with an active implanted device. Eur Arch Otorhinolaryngol. 2019;276(8):2165-70.
31 Agosto 2020
Autore: Redazione