ONCOLOGIA
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Oltre 160 mila i casi di COVID-19, circa 104 mila le persone ancora positive. Con oltre 20mila decessi l’Italia è maglia nera a livello mondiale nonostante le misure restrittive imposte dalle autorità al fine di minimizzare quanto più il contatto tra le persone e, di conseguenza, il diffondersi del contagio. A risentirne maggiormente, oltre alle nostre abitudini quotidiane, tutto il sistema sanitario con, tra le varie misure, cancellazioni di visite e interventi chirurgici non urgenti. Importante è poi da considerare l’impatto di questo isolamento forzato a livello psicologico. Aumenti di disturbi dell’umore e del comportamento quali depressione, ansia, attacchi di panico sono preventivabili, soprattutto in persone con impedimenti fisici e/o mentali. Tra questi le persone con difficoltà uditive che trovano nell’uso delle mascherine (seppur essenziali in questa situazione) un ostacolo considerevole. La distorsione e l’attenuazione della voce nonché l’impossibilità di leggere le labbra ne compromettono infatti la comprensione. Per i portatori di apparecchi acustici inoltre, l’indossare questi dispositivi di protezione personale può rappresentare un disagio anche fisico.
I tre autori della letter to the editor (da sinistra) Eleonora Trecca, Matteo Gelardi, Michele Cassano.[/caption]
E aggiunge: «Sebbene maggiori studi clinici siano necessari, molte sono le strategie che si possono adottare, a partire da piccoli accorgimenti alla portata di tutti, quali instaurare un contatto visivo con l’interlocutore, parlare lentamente e chiaramente, aiutandosi con la gestualità ed evitando che ci siano rumori di sottofondo. Inoltre, è importante non spazientirsi per non mettere a disagio il paziente ed essere disposti a ripetere la frase più volte e/o a scrivere. In tal senso, anche la tecnologia ci viene in aiuto con app che trasformano la voce in testo e viceversa».
Ma cosa succederà una volta terminata la fase 1 dell’emergenza coronavirus? Come dovranno comportarsi i pazienti ipoacusici? «Dato che il ritorno alla normalità sarà lento e graduale» conclude Trecca «è importante sensibilizzare non soltanto la comunità scientifica, ma anche la collettività, poiché è soprattutto nella vita quotidiana che si verificano le maggiori difficoltà per i pazienti ipoacusici. Per quanto riguarda gli individui portatori di apparecchi acustici, è importante che continuino a indossarli e che non smettano di essere attenti all’igiene e alla manutenzione. A livello affettivo è inoltre fondamentale che si sentano supportati e non isolati, né emotivamente soli. Soprattutto nel caso di persone anziane, in cui è più alto il rischio di un declino cognitivo».
Reference
Eleonora M.C.Trecca et al. COVID-19 and hearing difficulties. American Journal of Otolaryngology Available online 19 April 2020, 102496. https://doi.org/10.1016/j.amjoto.2020.102496
01 Maggio 2020
Autore: Redazione
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