DISFAGIA E DISFONIA

Diagnosi di disfagia in RSA: al via uno studio per valutare gli esami strumentali

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Un protocollo di revisione sistematica indagherà le prove disponibili sull’impiego di esami strumentali per la gestione della disfagia in chi vive in strutture di assistenza residenziale. Il rischio di sviluppare disfagia orofaringea per le persone ospitate nelle strutture di assistenza residenziale è piuttosto alto, con stime di prevalenza comprese tra il 40% e il 68% in relazione al Paese, al sistema sanitario e agli strumenti impiegati per lo screening e la diagnosi. Questo perché la disfagia può essere dovuta a molteplici patologie di tipo respiratorio, neurologico, neurodegenerativo e oncologico, la cui prevalenza aumenta con l’età.

L’importanza degli esami strumentali per la diagnosi e la gestione della disfagia

La comunità scientifica è unanime nel ritenere che per una corretta ed efficace gestione della disfagia orofaringea sia necessaria una valutazione accurata, che comprenda esami strumentali come la videofluoroscopia e la valutazione endoscopica a fibre ottiche della deglutizione. Questi esami fanno parte delle procedure comunemente impiegate per la valutazione della disfagia in ambito ospedaliero e nel setting di comunità, mentre non ci sono informazioni soddisfacenti in merito al loro impiego all’interno delle strutture di assistenza residenziale.

Una revisione sistematica per chiarire il quadro

Per poter raccogliere informazioni sull’impiego degli esami strumentali per la valutazione della disfagia negli adulti che si trovano in strutture di assistenza residenziale, un gruppo di studiosi, guidato da Olga Birchall, ricercatrice alla The University of Melbourne, in Australia, ha progettato una revisione sistematica della letteratura, prevedendo di selezionare gli studi in lingua inglese pubblicati e quelli resi disponibili nella cosiddetta “letteratura grigia” tra il 2000 e il 2019 su questo tema. Il principale aspetto indagato riguarda la modalità di impiego della videofluoroscopia e dell’endoscopia a fibre ottiche nelle strutture di assistenza residenziale. Saranno poi prese in considerazione le informazioni relative ai fattori che influenzano la disponibilità di questi esami, il grado di accettazione e tollerabilità nei pazienti e le eventuali differenze nell’accesso e nell’impiego di questi esami all’interno dello stesso Paese e tra Paesi diversi. La strategia di selezione degli studi prevede la ricerca per parole chiave nei database di pubblicazioni scientifiche e nella letteratura griglia (Google Scholar, position paper di società scientifiche riconosciute ecc.), la loro importazione in un software specifico per le revisioni sistematiche e la selezione da parte di due revisori in base ai criteri di inclusione predefiniti. Le informazioni ritenute pertinenti saranno poi estratte tramite un modulo sviluppato ad hoc; i risultati saranno riassunti in tabelle e la loro interpretazione sarà discussa in forma narrativa. «Raccogliere in modo sistematico informazioni sull’uso attuale e sull’utilità clinica della videofluoroscopia e della valutazione endoscopica a fibre ottiche della deglutizione nelle strutture di assistenza residenziale è necessario per garantire una procedura di valutazione della disfagia orofaringea basata sulle evidenze e guidare la ricerca futura» commentano gli autori nelle conclusioni dello studio, pubblicato su JBI Database of Systematic Reviews and Implementation Reports a luglio 2019. Reference Birchall O, Bennett M, Lawson N, et al. Fiberoptic endoscopic evaluation of swallowing and videofluoroscopy swallowing assessment of adults in residential care facilities: a scoping review protocol. JBI Database System Rev Implement Rep. 2019 Jul 25.


16 Aprile 2020
Autore: Redazione


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